Repubblica italiana CCCP (Casta Cricca Ciurma e Popolo)

Di Nuke The Whales , ilhttps://www.rischiocalcolato.it/

Repubblica italiana CCCP (Casta Cricca Ciurma e Popolo)


ALESSIA C. F. (ALKA) http://liberticida.altervista.org/ Ricevo e volentieri pubblico questa analisi: Vi presento LTV (nick name LA TRISTE VERITA’)

La Terza Repubblica avanza, ma agli italiani – alla fine gira e rigira – nessuno ha avuto il coraggio di dire la verità.

Nell’analisi sul voto 5 stelle i politologi non sono riusciti a dare una risposta – oltre al resto – a come sia possibile che il 46% dei dipendenti pubblici abbia votato 5 stelle. Voto antisistema, certo, ma gli statali? Più nel sistema di loro chi potrebbe mai esserci? Sicuramente a loro il reddito di cittadinanza non interessa, quindi l’alibi che il sud vuole l’assistenzialismo non regge. Politici e giornalisti si interrogano – ma nessuno di loro pratica la reale realtà – ma nemmeno riescono a intravedere qual è la semplice risposta.

In Italia esiste una grande richiesta di protezione. Ma da cosa?

Dunque al nord probabilmente da un’invasione più percepita che reale. Sì, esatto, p-e-r-c-e-p-i-t-a, non importa come la pensate: e comunque non è questo il problema vero. Si richiede protezione e la si richiede trasversalmente in tutta Italia, una protezione da una società che si percepisce insicura, ostile, instabile. Ma anche – particolare sfuggito ai più – una grande richiesta di Giustizia. Non solo e non soltanto equità: Giustizia.

Cominciamo dalla società instabile. Come mai questa percezione? La colpa ovviamente è da additare in modo esclusivo e imperdonabile a:

  1. Una classe politica che ci ha governato fino ad oggi, una classe politica abituata a plasmare le regole a suo piacimento, a far giocare l’arbitro con la maglia di una squadra o dell’altra. E a cambiare le regole a metà partita… se il risultato non è quello che si era già previsto in schedina.
  2. Una Instabilità che comporta una riforma delle pensioni ogni tre anni
  3. L’impossibilità pratica di sapere quanto si pagherà di tasse a giugno, il turbinio di norme che sono soggette poi a “interpretazioni delle interpretazioni all’infinito” a cui seguono sentenze che durano 10 anni e che possono essere ribaltate in Cassazione costringendo a ripassare dal via. Il nodo è la famigerata incertezza del diritto, questa poi si traduce in disincentivo ad agire.

Prendiamo in esame l’iniziativa di aggiornare ogni anno il codice della strada: ha creato incertezza e confusione. Per 40 anni congelato e poi ogni anno arriva qualcosa di nuovo, ma devi essere tu ad andare a cercare cos’è cambiato. Uno dei tanti esempi per far capire che in questo Paese perfino le idee buone vengono trasformate sistematicamente nel solito prodotto marrone maleodorante e di forma cilindrica…Potremmo andare avanti con un elenco praticamente infinito di tutto quello che a livello della strada si traduce nella impossibilità per i cittadini comuni di fare progetti per il futuro.

Ora passiamo ad analizzare l’etichetta sbrigativamente passata dai nostri politici come generica richiesta di “lotta alla precarietà”. No! Questa è una richiesta di “protezione di base”, non solo alla precarietà nel lavoro. Ed ora veniamo alla richiesta di giustizia. Una giustizia che parte dalle cose semplici : dal furbetto che ti supera sulla corsia di emergenza a quello che parcheggia sulle strisce degli handicappati o sul marciapiede, a quello che butta la spazzatura fuori dai bidoni o lascia le bottiglie di birra per terra nei parcheggi, o non raccoglie la merda di Fru-Fru.

C’è richiesta di giustizia per il nepotismo che dilaga ovunque, i favoritismi, i piccoli privilegi sul lavoro, all’università, in ospedale, le corsie preferenziali per gli amici degli amici… e tu non sei amico di nessuno. Non a caso ho prima parlato di “cittadini comuni”: perché ormai è chiaro che ne esistono quantomeno 2 categorie: il Popolo Piccolo (minuto) e la Gente Che Conta (i grandi), da qui la CASTA, la loro CRICCA e la CIURMA di contorno.

Ritrovavamo queste due categorie anche nel Medioevo, non c’è da stupirsi, infatti l’Italia di oggi è solo un sistema feudale malamente travestito da democrazia moderna. Gli inglesi dispongono della Camera dei Comuni e della Camera dei Lord, da loro se non altro è facile identificare i secondi in quanto sono gli appartenenti all’aristocrazia codificata dall’annuario genealogico britannico. Ma i “lord de noantri” sono altrettanto facilmente identificabili e non tutti siedono a Roma o nei posti di governo locali. Sono annidati ovunque: notai, dirigenti di partecipate, professionisti con clientele garantite da norme ad hoc, in generale tutti quelli che in un modo o nell’altro sono stati protetti dal libero mercato. Per la legge dei grandi numeri alcuni di loro sono paradossalmente soggetti al primo problema ovvero “la precarietà”, infatti devono essere rieletti, riconfermati, i contratti rinnovati, i privilegi nuovamente assegnati.

Gli italiani sono ben consci di tutto questo, ma a livello di sistema più che accettarlo lo subiscono. Lo tollerano. O comunque non si ribellano. Dov’è c’è la ribellione? E’ a livello personale e qui spieghiamo quel 46% di dipendenti pubblici che al sud hanno votato per il M5S.

A livello personale più o meno tutti hanno a che fare con dei dirigenti incapaci, dei capi inetti, quotidiani esempi di favoritismi dove spopola la mancanza di riconoscimento del merito: umiliazione dei più capaci. Semplificando, quel 46% rappresenta la quota di personale che nella pubblica amministrazione andrebbe mantenuto… cacciando tutti gli altri. Alzi la mano chi non si è mai accorto nei suoi contatti con la pubblica amministrazione che, rispetto al proprio posto di lavoro privato, ciò che fanno si potrebbe fare prima e meglio con metà gente. E qui arriva la richiesta di giustizia, più che di equità. Giustizia spicciola, quotidiana.

Ci sono altre cose che gli italiani desiderano e che non sono apparse chiare nel voto, ma anche una minima frequentazione nella società renderebbe chiara. Prima di prenderla in considerazione bisognerebbe dire la verità agli italiani:

  • a) dirgli che ogni posto iper garantito dallo stato (nei servizi pubblici) viene pagato inesorabilmente con 3 o 10 posti precari nel privato
  • b) dirgli che quando un’azienda si trova di fronte a una tassazione abnorme, una valanga di adempimenti, norme inutili dall’applicazione costosa, questo è principalmente concepito per far lavorare i membri della cricca per far tornare i conti e spremere tutti come limoni
  • c) dirgli che non sono solo lavoratori, ma anche consumatori e che vorrebbero passare il sabato e la domenica con la famiglia, questo chiedono i commessi
  • d) dirgli che nel costo del prodotto confluisce tutta la inefficienza dello stato, tutta la normativa contraddittoria, i corsi di formazione di sicurezza, le norme ipertrofiche e infine l’incertezza costante per qualunque azienda di operare o meno nel giusto
  • e) dirgli che è inutile ascoltare gli idioti che parlano di sovranità nazionale, in un Paese che di suo dal sottosuolo estrae solo rifiuti tossici e non MATERIE PRIME

Ma chi sono gli sponsor di queste soluzioni sovraniste? I soliti Lords de noantri. Loro amerebbero veder tornare i muri, visto che le porte e gli sgherri al cancello li controllano loro. Quelli che urlano un giorno sì e l’altro pure contro la cattiva Europa e il perfido Euro.

D’ALTRONDE SI SA BENE CHE E’ MEGLIO ESSERE RE ALL’INFERNO CHE SERVI IN PARADISO.


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