Agli arditi il mondo, agli ardenti il cielo

MARCELLO VENEZIANI

Agli arditi il mondo, agli ardenti il cielo




Il miglior modo per salvare il luogo e il tempo perduti non è quello di tornare indietro, dove non c’è più quel che avevamo lasciato, ma coltivare l’origine nel proprio cuore, curando la sua inviolabilità; lasciare che resti indelebile il ricordo di una lontananza incolmata.


Per questo l’Ulisse moderno, sulle tracce di quello dantesco, riparte anche per riassaporare la nostalgia.



La perfezione non è concessa all’uomo e la nostalgia è l’arte dell’imperfezione, il dono di una mancanza, la capacità di trasformare un vuoto in una ricchezza, di ricavare da una perdita fisica, struggente, un risarcimento metafisico.


La presenza, assentandosi, si fa presentimento. La nostalgia è un delicato esercizio che sublima la vita vissuta.




Degli avventurieri sarà il domani, dei nostalgici sarà il paradiso.


Agli arditi il mondo, agli ardenti il cielo.


MV, Ritorno al sud (2014)


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