ARCHIVIO - Ben tornato, figlio mio

MARCELLO VENEZIANI

Ben tornato, figlio mio




Cosa spinge un ragazzo con i capelli a treccine a partir da solo a piedi per Santiago de Compostela, a camminare trenta chilometri al giorno e arrivare dopo un mese di cammino, alla meta?


Non è un devoto o un praticante, si barrica a suonare, legge Baudelaire e Rimbaud, Kerouac e Chatwin.



Ha vissuto sregolatamente, confondendo – come faceva da lattante – il giorno con la notte, ha patito la vita e i suoi rovesci con l’ipersensibilità dei suoi coetanei. 


Annunciò di partire e all’inizio parve un’intenzione vaga; ti abitui al guscio di comodità e di malinconie e alla fine ci rinunci.


Un mese con il cielo per soffitto, nessuno a fianco, dieci ore al giorno di cammino, ma chi te lo fa fare.


E invece un giorno di settembre il ragazzo si è svegliato prima dell’alba, alla stessa ora in cui nacque, tenne a dire, ed è partito per la sua seconda nascita; zaino in spalla dai Pirenei a Burgos, a Leon, in Galizia, fino al Santuario.


Una crociata verso ignoti.



Magari un tempo sorrideva dei nonni in pellegrinaggio a San Michele, alla Madonna di Pompei, da Padre Pio.


Ma lui ha capito che le cose veramente necessarie sono inutili ed è andato in cerca del suo cielo.


E ha rifatto pace con la luce del mattino.


Chissà cosa si diranno con S.Giacomo, forse solo grazie. 


Sono in tanti in quel cammino a non partire con la fede, poi qualcuno via via si ricrede, altri no, restano podisti di questa ginnastica celeste.


Le vie dello spirito sono infinite e si percorrono a piedi.



Un milione di passi per ritrovarsi.


Bentornato, figlio mio.


(M.V.)


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext