L'INDIO, IL SOLE E L'OMBRELLO

MARCELLO VENEZIANI

L’INDIO, IL SOLE E L'OMBRELLO


Roma, piazza Venezia. Il sole scoppia nel cielo e un indio che vende ombrelli - sarà peruviano, colombiano, chissà - si gode il sole a occhi chiusi e accenna con la bocca a bere i suoi raggi, come una delizia di miele. Poi scoprendosi osservato, apre gli occhi e mi dice: vendo ombrelli, ma è più bello il sole.


Avrei voluto abbracciarlo. Aveva necessità di venderli, quei maledetti ombrelli, per campare; ma confessa di preferire il sole. Ho comprato l'ombrello in segno di gratitudine, sostegno e scaramanzia. L'indio non gufava in favore della pioggia, anzi andava contro i suoi interessi pur di godere il sole che dalle sue parti, una volta, era un dio.


E' bello comprare gli ombrelli quando non piove, come i medicinali quando non servono. Ricorda un pessimo cantante napoletano che girava per i tavoli del ristorante minacciando di cantare e stuprare la chitarra, e la gente lo pagava perché non cantasse.


L'obolo funzionava all'inverso, non perché offriva una piacevole canzone, ma per farsi esonerare dal fastidio di ascoltarlo.


A volte le migliori azioni sono quelle non compiute.


L'indio, però, non minacciava con i suoi ombrelli ma li aveva stesi per terra come arresi alla maestà del sole e alla bellezza di Roma in azzurro. Vedo in tv i disperati che sbarcano in massa portando solo se stessi.


Quei bambini imbarcati da soli, al buio, confidando nella pietà dell'ignoto. Penso agli immigrati alla luce del sole che si ritrovano nelle piazze. Così vivi, così animati; più dei miei compatrioti spenti. Li vedo come i braccianti della terra mia che si ritrovavano in piazza a discutere e a godere un'ora d'aria dopo una giornata di fatica.


Provo tenerezza per loro, nonostante tutto, hanno ancora il sapore e lo stupore della vita di chi viene da mondi poveri e antichi. Se sono qui è per la loro miseria nutrita di speranza e la nostra opulenza ipernutrita di disperazione; se vengono da noi è perché noi abbiamo tanti beni e pochi figli e loro invece tanti figli e pochi beni.


Vorrei un paese più duro con i delinquenti e più accogliente con i mansueti, che vendono ombrelli ma si lasciano corrompere dal sole.



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