Cristo corretto

MARCELLO VENEZIANI

Cristo corretto


Evviva il cristianamente corretto, ecco La Pietà di Michelangelo riveduta e politicamente corretta. Gesù Cristo tra le braccia della Madonna è sostituito da un nero, un immigrato nigeriano.



Lo avrei capito se fosse stato un artista africano a vedere Gesù come un suo simile. Ma che lo faccia uno scultore italiano, che si chiama Fabio Viale, mi sembra un furbo adattamento del capolavoro michelangiolesco alla retorica del momento. Il giovanotto ha fiutato l’aria e con un fotografo, Pino Scavo, ha costruito la sua furba trovata.


Come i cartoons, i supereroi e perfino le opere liriche, ridisegnati come neri, migranti, femministi e pacifisti in omaggio al politically correct. Questa non è arte ma pubblicità, non è scultura ma operazione di marketing, travestito da messaggio umanitario e religioso.



Il modello di riferimento non è Michelangelo Buonarroti ma Oliviero Toscani. Infatti non è una vera scultura ma un poster esposto in una Mostra alla Galleria Poggiali di Milano e reclamizzato sul Corriere della sera.


Dov’è, non dico la maestria, ma almeno l’abilità dello scultore nel riprodurre in foto la Pietà di Michelangelo e sostituire Gesù con un testimonial dell’accoglienza?



È solo photoshop ruffiano, di quelli che proprio ieri ha stigmatizzato il Papa. L’unico risvolto degno di rispetto è la provenienza del nigeriano, che è un cristiano scampato ai massacri islamici. Il resto è solo la stucchevole retorica di tutti i giorni travestita d’arte e religione.



Che pietà.


MV, 22 gennaio 2018


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