Meglio il mare d'inverno di Cortina

di Camillo Langone https://www.ilfoglio.it

Meglio il mare d'inverno di Cortina


Lodato sia il mare d’inverno che è poco moderno e profuma di eterno, oltre che di salsedine.



Guido sul lungomare di Marzocca sferzato dal vento che spinge le onde a pochi metri dall’asfalto, pensando alle parole di Enrico Ruggeri, alla voce di Loredana Bertè in quella vecchia canzone scritta a pochi chilometri da qui, a Marotta, e poi all’ode fondamentale del fondamentale Orazio con la visione della scogliera sfiancata dalla burrasca, e mi fermo alla Madonnina del Pescatore, davanti all’omonimo, sprangatissimo ristorante di Moreno Cedroni, e scendo per godermi da vicino la mareggiata, la spiaggia di ciottoli bianchi, l’edicola sacra.


Sfrenatamente romantico.


Mi sento il “Viandante sul mare di nebbia” o il “Monaco in riva al mare”, sempre di Friedrich.



Adesso nelle orecchie mi sale un brano di Marco Frisina, “I cieli narrano”: spesso il Salmo 19 viene associato alle vette ma io la gloria di Dio la vedo meglio sull’Adriatico in tempesta. Perché andare fino a Cortina?



C’è il rischio di consumare le vacanze in coda, di piantarsi sulla statale di Alemagna imprecando contro la neve, gli spazzaneve, le catene da neve.


Mentre da Senigallia ad Ancona la strada è libera, il sublime scatenato, il futuro aperto.


Alleluia.


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