I neocon hanno cambiato look

I neocon hanno abbandonato i cowboy per i primi della classe di Harvard: il fine resta sempre lo stesso.

Settant’anni dopo quel sodalizio firmato tra il presidente Franklin Delano Roosevelt e il Re Saudita Abdul Aziz, due nuovi volti legano Washington e Riad: Jared Kushner e Mohammad bin Salman.


Il primo, classe ’81, è il genero di Donald Trump nonché suo “senior advisor” (Kissinger lo ha definito “il più influente consigliere della Casa Bianca”), mentre il secondo, classe ’85, già ministro della Difesa e presidente del Consiglio per gli Affari Economici e di Sviluppo, è il principe ereditario della famiglia regnante dei Saud e a breve prenderà il posto di Re Salman.


Jared, figlio di Charles Kushner, è stato tra i principali promotori del licenziamento di Steve Bannon, allora chief strategist di Donald Trump e portavoce di un’agenda isolazionista in politica estera; Mohammad Bin Salman invece oltre ad aver lanciato l’operazione militare (sanguinosa e fallimentare per ora) Decisive Storm contro i ribelli Houthi in Yemen, è colui che in queste settimane sta mascherando una politica sempre più autoritaria (incarcerazione e blocco conti bancari dei suoi rivali) e aggressiva (discorsi pubblici anti-iraniani) con un piano di riforme progressiste sul piano religioso e sociale (annuncio di una riforma del wahabismo e liberalizzazioni dei costumi).


I due, entrambi laureati col massimo dei voti nelle migliori università dei loro rispettivi Paesi, Harvard e la King Saud University, entrambi entrati in politica dopo un’esperienza nel settore privato, entrambi hanno raggiunto le alte sfere del potere in pochissimo tempo, si sono già incontrati pubblicamente a Riad in più occasioni per affrontare questioni di carattere geopolitico e strategico.


L’obiettivo principale è quello di rafforzare il triangolo Tel Aviv-Washington-Riad e disegnare una strategia comune per contrastare la nuova politica del Cremlino nel Vicino e Medio Oriente (poche settimane fa Putin era a Teheran dove ha incontrato la Guida Suprema Khamenei e oggi Assad era a Sochi da Putin) dopo che lo Stato Islamico è crollato insieme all’indipendenza del Kurdistan iracheno, due progetti strumentali alla balcanizzazione della regione nata dopo gli accordi di Sykes-Picot nel 1916. Per farlo devono colpire la Repubblica Islamica dell’Iran (vedi retorica anti-sciita).


Ma per indebolire quest’ultima devono prima smantellare l’apparato militare e consensuale di Hezbollah in Libano (vedi presa in ostaggio di Saad Hariri).


Facce da bravi ragazzi ma spregiudicati in politica estera. E il fatto che non provengano né dai servizi segreti né dalle accademie militari (bellatores) ma dalle università più patinate del mondo (mercatores) aumenta lo scollamento tra la guerra e la percezione che si ha di essa. I primi della classe, che non sono i fuoriclasse, sono freddi calcolatori incapaci di pesare sulla bilancia le conseguenze delle loro dichiarazioni, tantomeno di sentire la puzza di un cadavere che marcisce in una trincea


. E’ finita persino l’era dei cow-boy, il neo-neoconservatorismo che avanza si è formato giocando a call of duty. Per questo fa ancora più paura.