Il testamento biologico di Berlusconi

10/05/09 Di Marcello Veneziani per 'Libero'

Seguendo il filone intimissimo di Berlusconi privato esposto in pubblico, siamo riusciti ad entrare in possesso di una copia autentica del testamento biologico del presidente Silvio Berlusconi firmato in segreto alla presenza del notaio Bruno Vespa. Lo pubblichiamo integralmente, scusandoci per la violazione della privacy, ma prima che arrivi Santoro a distorcerlo e a mandare Rotondi a fare l'autopsia preventiva per dimostrare che si tratta di una truffa, preferiamo renderlo noto noi senza commenti:

Io Berlusconi Silvio ho deciso di donare i miei organi all'umanità nel giorno remoto della mia dipartita per donare vita al prossimo e continuare a vivere, seppure in forma rateale. Ed ho così disposto alla presenza del notaio Bruno Vespa e dei testimoni Apicella Mariano e Brambilla Marinella, la seguente suddivisione del mio corpo:

Lascio i miei occhi a Santa Madre Chiesa perché chiuda un occhio sui miei peccati, in isconto di quel che offrii in video agli occhi dei telepeccatori. Lascio così alla Chiesa l'otto per mille del mio corpo in cambio del vaucher per il paradiso.

Lascio il mio cuore a Mediaset, non solo per ragioni affettive ma anche perchè lo possa mostrare nella teca di vetro della tv a milioni di spettatori devoti nella festa del Sacro Cuore di Silvio.

Lascio il mio sangue a Fede Emilio perchè possa organizzare ad ogni mia ricorrenza il miracolo della sua liquefazione, con diretta su Retequattro.

Lascio il mio braccio destro a Confalonieri Fedele perchè lo fu già in vita. Lascio il mio braccio sinistro a Dell'Utri Marcello per bilanciamento.

Lascio i miei capelli a Letta Gianni perché li cotoni amorevolmente ogni giorno, come se fossero i suoi.

Lascio il mio fegato a Napolitano Giorgio perchè lo usi con la Casta e sia più Capo e meno Coda dei partiti.

Lascio il mio viso rifatto a Fini Gianfranco perchè faccia parure col suo cervello rifatto (Io feci il lifting per simulare Giovinezza, lui per abiurarla).

Lascio la mano sinistra a Schifani Renato perchè possa continuare, me scomparso, il baciamani.

Lascio invece la mia mano destra attaccata alle tette morbide delle veline, perchè è un vero peccato staccarsene.

Lascio la mia testa a Letizia Noemi e famiglia, per poterla usare nelle foto dei prossimi compleanni.

Lascio il mio gozzo a Bossi Umberto, in omaggio ai gozzuti padani delle valli.

Lascio le mie gambe al Milan perché i menischi di riserva servono sempre.

Lascio la mia lingua a Bondi Sandro, che ha consumato la sua a leccare i miei sacri piedi.

Lascio il mio naso a Bonaiuti Paolo che saprà soffiarlo all'occorrenza. 

Lascio il mio sorriso permanente a Tremonti Giulio perchè ne è carente.

Lascio i miei polmoni a Previti Cesare per raddoppiare la sua ora d'aria.

Lascio le mie scapole alle guardie del corpo che per una vita mi guardarono le spalle.

Lascio le mie orecchie grandi a Lario Veronica perchè ascolti prima di parlare. E le tirate d'orecchie le faccia in casa.

Lascio il mio osso sacro a Formigoni Roberto, per analogia.

Lascio i due emisferi del mio cervello rispettivamente a Calderoli Roberto e Ronchi Andrea perché so che li lasceranno intatti.

Lascio il mio scheletro a Moratti Letizia perchè lo esponga alla venerazione di Milano che finora si è dovuta accontentare degli scheletri di Leonardo da Vinci, un mio confusionario predecessore in campo tele-visivo che mi dipinse mentre cenavo per l'ultima volta con una dozzina di amici fidati (eccetto uno).

Lascio i miei testicoli...no, maligni, a nessuna ministro; li lascio invece a Franceschini Dario per compensare la sua carenza e per aumentare la base del suo partito.

Lascio i miei baffi a D'Alema Massimo perché non li ho mai avuti.

Lascio il mio ombelico a Casini Pierferdinando perchè come lui sta al centro, capeggia il ventre molle, ma non serve a nulla.

Lascio i miei piedi a Prodi e Veltroni che già in vita finirono sotto   i medesimi.

Lascio le mie scarpe magiche a Renato Brunetta perché possa sentirsi  rialzato all'altezza del genere umano.

Lascio la bile a Di Pietro Antonio che già provvide a farmela versare.

Lascio la milza alla sinistra perchè è rossa, situata a sinistra e non si sa bene a cosa serve.

Lascio la coratella ai gatti, ai telegatti e quel che avanza delle mie viscere ai comunisti perché sono sempre stato un anticomunista viscerale.

Lascio l'orifizio anale a Santoro Michele perchè continui le sue meticolose introspezioni, lasciando a Travaglio Marco l'analisi dei peli limitrofi.

Lascio il mio posteriore al mio postero successore, perché non avrà il mio talento ma abbia almeno il mio culo.

Lascio il mio pene...no non lo lascio, dottor Vespa, lo porto via con me; non si sa mai se in paradiso, come dice Allah, ci toccano davvero le settanta vergini...

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