La devastante correlazione tra Comfort Zone 'gentilmente offerta' dalle generazioni precedenti ed il Declino Irreversibile di FallitaGlia

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.La devastante correlazione tra Comfort Zone "gentilmente offerta" dalle generazioni precedenti ed il Declino Irreversibile di FallitaGlia


potresti cavalcare i nuovi trend facendo evolvere te stesso ed il Paese nel suo insieme.... ma non conti un cazzo e non fai la differenza  = ecco una delle cause per cui FallitaGlia è ferma agli anni 70  e perchè è in Declino Irreversibile = un Paese congelato nella sua atmosfera bellissima e retrò ma sempre meno SOSTENIBILE nel tempo.


I GIOVANI (e persino i 40-50enni) NON SONO PIÙ IL MOTORE DELL'ECONOMIA/DELLO SVILUPPO (come dovrebbe essere...nel bene&nel male)  MA UNA MASSA DI ZOMBIES BAMBOCCIONI FUORI DALLA REALTÀ che tirano a campare IN MANO A VECCHI CON I SOLDI CHE VIVONO ANCORA IN SCHEMI ANNI 60-70 = che non sono più replicabili = Declino Irreversibile.


E' una situazione allucinogena che viene sottovalutata = quando crasherà sarà tutto velocissimo... un vero macello... perchè il 75% italopiteco vive fuori dal Mondo grazie a 'sta comfort zone  che si arriva persino a NEGARE offendendosi


Infatti riconoscerla sarebbe un'umiliazione, un riconoscimento del FALLIMENTO e scoprirebbe tutti gli altarini che uno si fa per NON VEDERE LA SCOMODA REALTÀ. Ed in più oltre a questa generazione "sospesa" di 35-50enni...anche questa generazione di giovani vive letteralmente in un LIMBO... pensando = tanto ho ancora tempo di fare questo&quello  mentre sono già irrimediabilmente FALLITI a 27 anni per colpa dell'approccio sbagliato/irrealistico&perdente  che però (purtroppo) è garantito dalla FUORVIANTE Comfort Zone che li porta fuori strada, a fare le scelte più INEFFICIENTI ed a perdersi per strada.


Dunque che vi posso dire?  Buona spirale discendente in vecchi schemi defunti nei quali vi trascinano i vecchi  che però c'hanno i soldi...e dunque leva&bastone  e sono caxxi vostri..


Pochissimi se ne liberano ed usano in modo PROATTIVO la comfort zone NON come palla al piede, non come fonte di immobilismo, come fonte di IRREALISMO ma COME RISORSA preziosa per cavalcare in modo vincente i nuovi Trend per un efficiente looking forward. vedi il post fondamentale di ENRICO #TRADINGESISTENZIALE = Via da Matrix! (Guest Post)


La maggioranza dunque si fa trascinare a fondo in schemi perdenti anacronistici da genitori&suoceri finanziatori della comfort zone che il loro trend vincente se lo sono cavalcato eccome ai loro tempi...in modo pragmatico e proattivo ma adesso sono anziani&bloccati in schemi che un cervello invecchiato non riesce più a superare = ti bloccano a loro volta in schemi che non hanno più senso...e sono pure duri, inamovibili e prepotenti. Però tanto la psiche umana è bravissima a mascherare ed a farsi "pipponi mentali" + costruzioni schermo dunque quegli schemi perdenti te li fai andare bene e te li vendi pure come FICHISSIMI..


E vabbè... Amen. La verità è figlia del Tempo ed il CONTO ARRIVA sempre... prima o poi... molto più salato... più persisti in schemi perdenti ed irrealistici.


COME AL SOLITO vi avevo già anticipato tutto nel mio BLOG e PER TEMPO... ma Draghi ha dato il colpo di grazia all'anestetizzazione = per ora artificiosamente nemmeno percepite più L'URGENZA di breve di certe SCELTE... VEDI MIO POST Le Grandi Banche alla conquista dell'architettura Bitcoin. Intanto i vecchietti italopitechi che hanno in mano "i cordoni della borsa"...


..........Insomma IO comunque CI SONO: guardo sempre avanti, cerco di anticipare i trend e di adattarmi PRAGMATICAMENTE, su più livelli e globally...


Invece in FallitaGlia la maggioranza del potere economico è (sempre più) in mano "ai vecchietti" (vedi dati/grafico al fondo del post).

che gestiscono ancora tutto nell'agenzia sotto casa di Monte dei Paschi o di Banca Marche ,

che si affidano ancora al bancario od al promotore di "fiducia" (notare le virgolette...),

che per inerzia applicano ancora schemi morti&defunti come l'80% del capitale solo su "casette", tutte in Italia e tutte nella provincia di residenza

che spesso non conoscono nemmeno la composizione del loro portafoglio che gli gestisce la Banca

che non spostano "nemmeno morti" i loro risparmi dal conto di banche "fallite" come Monte dei Pacchi..."perché ce l'hanno da trenta anni"... e dunque vai di azioni e bond subordinati della "loro banca" tradizionale ... che in realtà non è loro manco per il caxxo...


Insomma la componente inerziale Italopiteco-Geriatrica nella gestione della maggioranza della ricchezza italiana è una delle cause importanti del DECLINO di FallitaGlia:


- man mano sta distruggendo ricchezza che si sta letteralmente volatilizzando come nella "casette" ormai senza valore delle province desertificate o come nei vari casi "Banca Marche, Etrutria Lazio etc che si stanno man mano espandendo a macchia d'olio

- ed allo stesso tempo impedisce una "svolta evolutiva/adattiva" sia perché i vecchietti non si schiodano nemmeno post-mortem (sono maledettamente testoni...)


sia perché le nuove generazioni, oltre non capire mediamente una fava di economia&finanza e/o schifarla dall'altro del loro condizionamento da viziati radical chic, sono anche dipendenti dai suddetti vecchietti che hanno in mano i cordoni della Borsa e dunque le nuove generazioni si fanno risucchiare dal vortice generazionale, re-duplicando a forza schemi economico-finanziari geriatrici ed ormai perdenti (se non auto-distruttivi).


Del resto papà&mamma ti cacciano i soldi solo se compri casa vicino a loro...a Pizzo Calabro od a Cognento od a Passarano Marmorito ;-) Ma ne riparleremo, perché questo discorso è importante.


(fonte)....dal 1991 la ricchezza relativa degli under 35 è diminuita del 76%, mentre quella degli over 65 è aumentata di più del 50%...



Secondo la Banca d’Italia i redditi degli over 55 sono i più elevati in assoluto: molto più di quelli dei giovani.  Se poi mettiamo le cose in prospettiva ci accorgiamo che questi ultimi, in proporzione, da vent’anni a questa parte guadagnano sempre meno. Al contrario gli unici redditi relativi che salgono, dal 2006 in avanti, sono proprio quelli delle generazioni più anziane.  Dieci anni il reddito di un 65enne era più o meno nella media, mentre oggi la supera del 14%. Chi nel 1995 aveva da 19 a 35 anni poteva aspirare a un dignitosissimo stipendio più o meno uguale alla media italiana – oggi non più.................



Non solo le generazioni più anziane sono le più agiate, ma rispetto ai giovani la loro ricchezza è aumentata nel tempo, e di molto..... Qui per onestà bisogna chiarire un aspetto: non è strano che le persone più anziane siano più ricche.  D’altra parte hanno avuto molti più anni per lavorare e mettere qualcosa da parte, cosa che per i giovani è più difficile – sono giovani, appunto. Quello che non va – che non va davvero – è il modo in cui le cose sono cambiate nel tempo.  


Dal 1991 la ricchezza relativa degli under 35 è diminuita del 76%, mentre quella degli over 65 è aumentata di oltre il 50%.Se nel 2002 i “giovani” avevano una ricchezza pari a circa l’80% della media, dieci anni più tardi cala al 17%: per questi ultimi si aggira ormai sui 24mila euro, mentre per gli over 65 supera di poco i 150mila euro.  E attenzione: per ricchezza non s’intendono elicotteri o ville con piscina o chissà quale lusso; anche solo una piccola casa in cui vivere fa già molto...............


Vabbè


io materiale di riflessione ve l'ho dato...


NOTA: TANTO PER CAMBIARE LA RIVOLUZIONE BITCOIN/BLOCKCHAIN VI LIBERA ANCHE DA QUESTA SPIRALE DISCENDENTE/PERDENTE DELLA COMFORT ZONE IN MANO AI "VECCHI"...PERCHE' IN BREVE TEMPO VI RENDE INDIPENDENTI E PERSINO CON PIU' RISORSE DI LORO = DUNQUE NON PIU' RICATTABILI....

Vi lascio con una bella/realistica analisi di un mio lettore il cui schema di base  risale al "lontano 2014"  (con qualche piccolo aggiornamento nei dati) ma che è ancora validissimo...anzi...lo è ancora di più OGGI anche se ne manca ormai la percezione come spiegavo. Poi ciascuno è artefice del proprio destino.


Amen

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Spensierati nella crisi

Come è possibile che nell’Italia in declino, i più vivano ancora con leggerezza e serenità?


La nostra economia, nel complesso, è ferma agli inizi degli anni 90, quando gli operai e gli industriali che hanno fatto il “miracolo economico” negli anni 50 – 80 sono andati in pensione. Tantissime ottime piccole e medie imprese sono il motore del paese, soprattutto quelle che operano nella meccanica, nell’alimentare e nella moda.


Un motore col fiatone, che duella quotidianamente con la burocrazia micidiale, il fisco vessatorio, lo Stato immobilista, clientelare e corrotto, il debito pubblico devastante, la dittatura di un Parlamento che da 40 anni cura esclusivamente e indecentemente gli interessi dei propri componenti, la micro e macro criminalità, l’immigrazione fuori controllo, le patetiche aspettative di crescita del PIL.


La disoccupazione generale (per quanto affidabili possano essere queste percentuali) è del 11,2%, quella giovanile del 35,1%.  Di questo passo tra al massimo 20 anni faremo una fine simile a quella di un paese comunista degli anni 80, per lo più popolato da pensionati con pensioni basse, dipendenti pubblici con stipendi ridicoli, qualche ricco protetto da un recinto e un miscuglio di immigrati dediti al malaffare. Spero di sbagliarmi e sono pronto a incassare l’accusa di banale catastrofista e di maledetto iettatore.

Ciò che più mi sconvolge è la serena rassegnazione di tantissime persone (più o meno giovani) che vivono il declino morale e materiale dell’Italia come se niente fosse.
Siamo impantanati in una stasi epocale, tuttavia nessuna vera “sommossa sociale”, a parte qualche latrato dei sindacati e le chiacchiere qualunquiste al bar.

Anzi: noto folle dedite all’ape-cena, ben vestite, con la macchina nuova (e che macchina!), l’I Phone di ultima generazione, il week and a Parigi frequente, la settimana bianca seriale, l’abbonamento annuale in palestra, i figli che frequentano corsi di ogni genere, la casa di proprietà.
Noto anche tante persone “a passeggio” in orari centrali della giornata, che non hanno certo l’aria di disoccupati depressi, né di business man in corsa tra appuntamenti serrati.

La casa ereditata e il bonifico salvifico

Queste persone, come riescono a essere così spensierate e a concedersi tutto ciò?  Con il precariato diffuso, con le retribuzioni mediamente assai basse che ben conosciamo, con le banche a gambe strette, con il mercato immobiliare che persevera nel chiederci cifre folli per metro quadro, con il fisco che t’ammazza, con le utenze in cronica crescita.  Ma che lavoro hanno? Ma come fanno?


Che domanda ingenua.


Il trucco è l’ammortizzatore economico famigliare.  La casa è ereditata o ricevuta in regalo dalla famiglia d’origine; nella peggiore delle ipotesi è “finanziata”.  Le modalità di finanziamento sono due: il famigliare di turno anticipa tutta la spesa (centinaia di migliaia di Euro) e il figliolo/nipotino gliela renderà secondo la formula “un po’ alla volta, senza fretta e senza interessi”.  Spesso, verso la fine, il finanziatore si commuove e non si fa completamente restituire la cifra intera.


La seconda modalità è questa: il finanziatore famigliare paga una quota parte della spesa in modo tale che il figliolo/nipotino possa accendere un mutuo breve e leggero, “facendo finta” di pagare un affitto per qualche anno.

Si aggiungono sostanziosi aiuti economico – organizzativi di genitori, nonni e altri parenti stretti: prestiti, donazioni, regaloni in denaro per le feste comandate, bonifici bancari ricorrenti (nella causale c’è scritto “regalie”), affitti di appartamenti sempre di famiglia, bed & breakfast ricavati in case di famiglia, studi professionali avviati, eredità in valori mobiliari, mamme previdenti che periodicamente riempiono frigoriferi e armadi senza mai chiedere un soldo indietro.

In queste condizioni, con questo paracadute, basta svolgere un “lavoretto qualsiasi”, anche precario, ed eccoci trasformati in tranquilli benestanti che cambiano tablet, smartphone e automobile a ogni cambio di stagione e che si preoccupano più di dove mangiare il “sushino” che del loro futuro professionale.


Si tratta di aiuti senza i quali le stesse persone, a parità di impegno, talento e competenza (virtù non poi così diffuse), in certi casi non potrebbero sopravvivere,


in altri sì, ma a prezzo di grossi sacrifici, menando tenori di vita infinitamente più modesti e, di certo, con divoranti preoccupazioni quotidiane.


Molti passerebbero dal luminosissimo appartamento centrale di proprietà a un appartamentino affittato in periferia, con i pavimenti del 1970 e il bagnetto senza finestra.

Il bluff del benessere


Sono dunque tantissimi quelli che fanno finta di essere economicamente autonomi e vivono sereni o addirittura “da signori”.  Oggi come oggi, di puri self made man/women, davvero economicamente autonomi e stabili, che viaggiano sulle loro esclusive gambe, ce ne sono veramente pochi, anche fra soggetti di 40-50 e più anni altamente scolarizzati.


Beninteso: non c’è nulla di male nel farsi aiutare dalle finanze famigliari.  E non è certo una colpa nascere in una famiglia ben dotata (non è il mio caso, si è capito).  È una fortunata situazione nella quale ci si viene a trovare.

Attenzione: il paracadute del patrimonio famigliare non è di pochi eletti, appartenenti a chissà quali ceti sociali.  È diffusissimo in tuttItalia.  È tutt’altro che un’eccezione.  I micro ereditieri sono una pletora.  L’eccezione è rappresentata da chi questo paracadute non ce l’ha. Guardatevi intorno, fate qualche domanda e non potrete non rendervene conto. Il presente benessere (ce ne è ancora in giro parecchio, alla faccia della crisi) è in massima parte ereditato, non prodotto.

Concludo.


L’Italia è allo sfascio a causa di decenni di politica economica assente o sbagliata, nonché dell’ignoranza e del pressapochismo del cittadino medio. Che tristezza!


Molti giovani e meno giovani, per loro fortuna, prosperano ugualmente consumando le sostanze del nonno/babbo senza dover tirare fuori gli eventuali attributi, senza creare nulla di nuovo e, a volte, facendo gli schizzinosi davanti agli impegni di studio e lavoro. Che eroi!

Francesco Muzzarelli
8 gennaio 2014 (aggiornato in parte a novembre 2017)


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