1925 2017 - MINISTRI AGRICOLTURA - TROVA LE DIFFERENZE

1925 2017 - POLITICI - TROVA LE DIFFERENZE



1925 - SERPIERI


Nato a Bologna il 15 giugno 1877, condusse studi classici e frequentò la Scuola Superiore di Agricoltura di Milano dove si laureò nel 1900 con una tesi sulla mezzadria. Sin dalla gioventù frequentò l'azienda dello zio a San Giorgio di Piano, che era ritenuta all'avanguardia per l'epoca. Inizialmente entrò nel corpo docente della scuola milanese come docente di estimo, ma presto, nel 1906 si trasferì a Perugia dopo aver vinto tramite concorso una cattedra presso la Scuola Superiore di Agricoltura di Perugia.



Insegnò qui solo un anno, tornando a Milano l'anno seguente quando ottenne la cattedra titolare nella sua scuola d'origine. Tra i lavori in cui si evince l'orma di Serpieri vi è la legge Luzzatti del 2 giugno 1910, che favorì la selvicoltura svincolandola dal mero intervento di riassesto idrogeologico.

Nel 1911 sotto il ministro dell'Agricoltura Raineri cominciò la sua collaborazione con le istituzioni, scrivendo la Legge Forestale e dirigendo, l'anno successivo, essendo ministro Nitti, il neonato Istituto Nazionale Forestale di Firenze. Lì riprese ad insegnare economia ed estimo. L'IFF era l'unico centro di ricerca postuniversitario in ambito forestale; sotto la guida di Serpieri produsse testi fondamentali del settore.


Serpieri spinse a separare lo studio dei problemi di forestazione con lo studio dei problemi delle aree montane. In seguito l'IFF divenne Istituto Superiore Agrario e Forestale, e poi Facoltà Agraria e Forestale. Nella Prima guerra mondiale si arruolò volontario nel Genio militare, come sottotenente, ma venne presto assegnato alla gestione dei servizi forestali e all'approvvigionamento, dove ottenne il grado di capitano per meriti di guerra e ricevette una croce di ferro.


Il periodo fascista




Di idee riformiste, si iscrisse al Partito Nazionale Fascista dal luglio 1923. Dal 1919 al 1935 gli fu attribuita la presidenza del Segretariato per la Montagna. A partire dal 1º agosto 1923 fu sottosegretario di Stato per l'Economia nazionale, nel primo governo Mussolini dove rimase fino al luglio 1924. Il suo apporto al T.U.Sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi e il Regio decreto-legge n. 3267 del 30 dicembre 1923, rettificò ulteriormente la Legge Forestale, e rimase attuale fino alla revisione attuata nel 1952 (legge del 25 luglio 1952, n. 991, comunemente nota come "1ª legge sulla montagna") ad opera di Amintore Fanfani che trasferì la competenza del patrimonio forestale dallo Stato alle Regioni.


Serpieri si operò per spingere lo Stato ad intervenire nel finanziamento del credito agrario, in modo da favorire gli investimenti e la contrazione di mutui per lo sviluppo delle imprese. Tentò di combattere il latifondo con l'omonimo decreto n. 753 del 18 maggio 1924, minacciando l'esproprio ai latifondisti che non avessero trasformato le loro fattorie in moderne aziende. Riformò l'organizzazione degli Istituti agrari, trasferendone le competenze al ministero dell'Economia (prima erano divisi tra Economia, Istruzione e Agricoltura) e creando anche gli Istituti tecnici agrari per la formazione di personale con qualifiche intermedie.



Nel 1924 fu eletto deputato alla Camera in Emilia nel Listone fascista[1]. Era un sostenitore della piccola proprietà agraria, della competitività, e riteneva che il futuro non sarebbe stato nel latifondo ma nelle imprese indipendenti. Però nel 1927 "nel rispetto del ruolo dell'iniziativa privata affermò la subordinazione del diritto di proprietà ai più complessivi interessi produttivistici sociali e territoriali della Nazione"[2].


Serpieri ebbe il grande merito di iniziare il processo di distinzione tra l'economia aziendale e la tecnica agraria, sino ad ora trattati parallelamente nei testi di agricoltura in modo approssimativo. Fu a tutti gli effetti il fondatore dell'economia agraria, e fu uno dei principali fautori delle opere di bonifica compiute durante il ventennio. Fu considerato il padre del concetto di bonifica integrale e presiedette la commissione organizzatrice della 1ª Mostra nazionale delle Bonifiche che nel 1932 il regime organizzò in celebrazione del decennale della marcia su Roma.


Rieletto nel 1929 alla Camera, da quell'anno al 1935 fu sottosegretario nel Ministero dell'Agricoltura e foreste, con delega alla Bonifica integrale[3], dove varò il Testo unico sulla bonifica integrale (Legge n. 215 del 13 febbraio 1933), dove definì il tipo di intervento statale nelle opere di bonifica e dove spinse in favore degli interventi necessari sulle aree montane; stabilì inoltre diverse forme di finanziamento, tra cui anche alcune a fondo perduto, e definì un piano integrato di costruzione di opere edili e di servizi necessari allo sviluppo del paese. La legge andava a colpire gli interessi di numerosi ricchi proprietari terrieri, influenti in politica, che portarono all'emarginazione di Serpieri all'interno delle gerarchie del governo.[senza fonte] Nel 1934 tornò ancora alla Camera del Regno [4].



Serpieri può essere definito uno dei padri della bonifica del Tavoliere delle Puglie e dell'Agro pontino. Lasciato il governo nel 1935, anche per l'ostilità della destra agraria del partito, nel 1937 divenne rettore dell'università di Firenze e nel 1939 fu nominato dal re Senatore del Regno nella XXX Legislatura, dove fu vicepresidente della commissione Agricoltura[5]. Nel 1939 fu anche insignito del Premio Mussolini dell'Accademia d'Italia. In ottemperanza con le leggi razziali fece espellere dall'università di Firenze 42 tra docenti ed assistenti, tra cui gli ordinari Attilio Momigliano, Ludovico Limentani e Riccardo Dalla Volta, poiché ritenuti di razza ebraica dal regime fascista.[6] [7]


Fedele a Mussolini, dopo l'armistizio di Cassibile aderì alla Repubblica Sociale Italiana[8];


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2017 (WIKIPEDIA) - MINISTRO MARTINA




laureato in Scienze politiche presso l'Università degli Studi di Macerata.


Attività politica




Maurizio Martina inizia a far politica con il Movimento degli studenti nel 1994.

Nel 1999 viene eletto consigliere comunale di Mornico al Serio.

Nel 2002 diventa segretario regionale della Sinistra Giovanile ed entra a far parte della segreteria nazionale della medesima organizzazione, in qualità di responsabile "Lavoro".

Nel 2004 diviene segretario provinciale dei Democratici di Sinistra di Bergamo ed entra nelle segreteria regionale del partito.

Nel 2006 assume la carica di Segretario Regionale dei Democratici di Sinistra in Lombardia.

Nel 2007 viene eletto segretario regionale dei DS. Il 14 aprile 2007 è eletto segretario regionale del Partito Democratico lombardo, incarico confermato nel 2009.

Il 24 febbraio 2009 viene nominato Responsabile nazionale Agricoltura nella nuova Segreteria Pd.

Nel 2010 è eletto Consigliere della Regione Lombardia, incarico riconfermato nelle consultazioni popolari del febbraio 2013.

Durante i mandati di Consigliere Regionale Lombardo è componente della Commissione Affari Istituzionali e della Commissione Attività Produttive. È primo firmatario della legge n. 21 del 13 dicembre 2011, approvata dal Consiglio regionale della Lombardia, che ha previsto l'abolizione dei vitalizi, il taglio delle indennità e la forte riduzione del trattamento di fine mandato per gli eletti.



Il 2 maggio 2013 è nominato sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali nel Governo Letta.[2]

Dal 22 febbraio 2014 è Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del Governo Renzi.

Dal 1º luglio 2014 assume anche la carica di Presidente di turno del Consiglio europeo dei Ministri dell'Agricoltura e della Pesca, nell'ambito del Semestre di Presidenza italiana dell'Ue.

Il 19 giugno 2015 è uno dei promotori della nascita della nuova corrente all'interno del PD Sinistra è cambiamento, formata da esponenti del Governo Renzi posizionati però più a sinistra e quindi non renziani[3].

Il 12 dicembre 2016 viene nominato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del Governo Gentiloni.[4]

Dal 7 maggio 2017 è vicesegretario del Partito Democratico.


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