1925 - 2017 - AGRICOLTURA - TROVA LE DIFFERENZE

AGRICOLTURA: 1925 - 2017 TROVA LE DIFFERENZE


2017 - Importazioni grano aumentano e il mercato nazionale è al collasso



In piazza per salvare il grano italiano da speculazione


Le importazioni in Italia sono praticamente quadruplicate (+315%) dall’Ucraina che è diventato nel 2016 il terzo fornitore di grano tenero per la produzione di pane mentre per il grano duro da pasta il primato spetta al Canada che ha aumentato del 4% le spedizioni. E’ quanto emerge dal Dossier presentato dalla Coldiretti nel corso del blitz di migliaia agricoltori nella Capitale davanti al Ministero delle Politiche Agricole in via XX Settembre.



Complessivamente le importazioni di grano duro e tenero in Italia – sottolinea la Coldiretti – sono aumentate del 14% nel primo trimestre del 2016 rispetto all’anno precedente ma la dipendenza dall’estero determinata dall’insufficiente remunerazione della produzione nazionale potrebbe ulteriormente aggravarsi.


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1925




Nel 1925 il Regno d'Italia risultava importatore netto di 25 milioni di quintali di frumento, su un consumo totale di 75 milioni di quintali. Per ribaltare questa situazione, provocante un passivo nella bilancia commerciale italiana, venne studiata la Battaglia del grano, campagna che aveva lo scopo di far raggiungere la completa autosufficienza dall'estero di questa fondamentale fonte alimentare per la nazione, un'anticipazione della politica autarchica inaugurata dal regime nel 1935. La "battaglia" venne proclamata durante la seduta notturna della Camera dei deputati del 20 giugno 1925.

Il 4 luglio venne costituito, con regio decreto, il Comitato permanente del grano. …...................................




Il Comitato permanente del grano doveva perciò affrontare tre problemi principali:


  • il problema della selezione dei semi;

  • il problema dei concimi e dei perfezionamenti tecnici;

  • il problema dei prezzi.

Contemporaneamente alla seduta d'insediamento del Comitato, il prof. Serpieri stesso partecipava ad una riunione dell'Accademia dei Georgofili a Firenze, in cui esponeva le proprie idee in merito alla legge da poco approvata, augurandosi che essa producesse effetti positivi sui terreni dell'Italia meridionale, soprattutto sui latifondi. Questi costituivano uno dei problemi storici più grandi per il sud; erano infatti coltivati essenzialmente a pascolo o ad agricoltura estensiva, con padroni non residenti e quindi poco inclini all'applicazione di migliorie, e perciò poco produttivi. Serpieri premeva per l'espropriazione dei latifondi da parte dello Stato e per la loro riassegnazione in piccoli lotti a contadini e braccianti, che avrebbe dato luogo a sviluppo qualitativo e quantitativo della produzione oltreché benefici effetti sociali ed economici per il mezzogiorno.



Mussolini si rivolse quindi a tutte le Cattedre ambulanti sul territorio nazionale per avere un riscontro sulla situazione reale, ma soprattutto per coinvolgerle nella battaglia del grano. Tanto che, a parte alcune risposte compiacenti, ricevette risposte affermative, ma totalmente condizionate dal rispetto di determinati cambiamenti rispetto alla situazione del tempo.[3] Generalmente il Nord Italia, che aveva già intrapreso la strada dell'agricoltura intensiva, richiedeva l'intervento pubblico in termini di migliori fertilizzanti e razionalizzazione delle colture, mentre il Sud, più arretrato ed ancora legato ai problemi del latifondo, richiedeva a gran forza radicali interventi di trasformazione fondiaria.......................................


Sentiti i pareri delle varie Cattedre ambulanti locali, il Comitato dette il via ai primi provvedimenti di legge:

  • il decreto 1229 del 26 luglio 1925 ripristinò i dazi doganali della tariffa generale sul frumento, sui cereali minori e sui prodotti derivati;

  • il decreto 1258, sempre del 26 luglio, approvò l'esenzione dal dazio doganale e dalla tassa di vendita per il petrolio destinato ai motori agricoli;

  • il decreto 1314 del 29 luglio, indirizzato alla produzione ed alla diffusione delle sementi elette, che costituivano uno dei fattori centrali su cui poggiò tutta l'impalcatura della battaglia del grano. Grazie a questo decreto venne data vita a Rieti all’Associazione riproduttori sementi, dalla già esistente Associazione reatina sementi, ed altri sei stabilimenti simili in Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e Toscana, che beneficiarono di un contributo fino al 50% per le strutture d'impianto.

Furono inoltre incrementati i finanziamenti per le cattedre ambulanti, ….........Ulteriori finanziamenti vennero poi concessi alle regie stazioni agrarie ed ai vari istituti agrari,................in ogni provincia venne istituita una commissione per la propaganda granaria. Vennero assunti alcuni provvedimenti per il credito agrario, rivolti ad incoraggiare dissodamenti e l'elettrocoltura soprattutto per le aree a coltura estensiva del Sud e per quelle appena bonificate................un altro decreto introdusse i concorsi a premi tra gli agricoltori per la produzione frumentaria.



L'aumento totale della produzione venne realizzato sviluppando due fattori principali: la superficie coltivata e la produttività per ettaro.

Lo sviluppo della superficie coltivata venne portato avanti soprattutto grazie alla bonifica integrale realizzata su tutto il territorio nazionale, in particolar modo nell'Agro Pontino ed in Maremma, ma in parte anche con la destinazione alla cerealicoltura di terreni prima destinati ad altre colture.

L'aumento delle rese unitarie fu dovuto invece a:

A partire dal 1927 però il mercato mondiale fu caratterizzato da un crollo repentino dei prezzi ed il governo fu costretto, per continuare a seguire la propria linea economica basata sull'autarchia, a difendere il reddito degli agricoltori imponendo dazi protettivi all'importazione del grano.


Nel 1931, solo sei anni dopo il lancio della campagna, grazie alla battaglia del grano, il regno d'Italia riuscì ad eliminare un deficit sulla bilancia commerciale di 5 miliardi di lire ed a soddisfare quasi a pieno il suo fabbisogno di frumento, arrivando ad una produzione di 81 milioni di quintali (nel frattempo si era reso necessario un piccolo quantitativo di frumento in più, per via dell'aumento della popolazione).


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