IGNORANZA ENCICLOPEDICA

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BERGOGLIO RIPETE LE SUE CASTRONERIE TEOLOGICHE: SECONDO LUI SAN PAOLO SI VANTA DEI SUOI PECCATI...


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Anche Stamani, stando al resoconto di Radio Vaticana (vedi foto), nella messa a Santa Marta, Bergoglio è tornato a ripetere che San Paolo si vantava "dei suoi peccati".
Un'assurdità che aveva già pronunciato. Proprio nei giorni scorsi Sandro Magister l'aveva ricordata e commentata così:
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"Qualche volta papa Francesco si prende anche la libertà di riscrivere a modo suo le parole della Sacra Scrittura.
Ad esempio, nell'omelia mattutina a Santa Marta del 4 settembre 2014 a un certo punto il papa attribuì testualmente a san Paolo queste parole "che scandalizzano": "Io mi vanto soltanto dei miei peccati". E concluse invitando anche i fedeli presenti a "vantarsi" dei propri peccati, in quanto perdonati dalla croce di Gesù.



Ma in nessuna delle lettere di Paolo si trova una simile espressione. Piuttosto l'apostolo dice di se stesso: "Se è necessario vantarsi, mi vanterò delle mie debolezze" (2 Corinti 11, 30), dopo aver elencato tutte le traversie della sua vita, le incarcerazioni, le fustigazioni, i naufragi.
Oppure: "Di me stesso non mi vanterò, se non delle mie debolezze" (2 Corinti, 12, 5). O ancora: "Egli mi ha detto: 'Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza'. Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo" (2 Corinti 12, 9), con di nuovo cenni agli oltraggi, alle persecuzioni, alle angosce sofferte".
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QUI SI PUO' LEGGERE TUTTO MAGISTER:


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LEZIONE A BERGOGLIO (ANCHE) DA PAPA LUCIANI (L'ARGENTINO E' DEL TUTTO IGNARO DI TEOLOGIA CATTOLICA E LA DISPREZZA...)
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"Il Papa non è padrone della verità rivelata, ma il suo servitore. La Parola di Dio è sopra di lui, lo dirige, lo domina, NON È DOMINATA DA LUI A DIRE QUELLO CHE LUI VUOLE ... Siamo dunque ben lontani dall'onniscenza papale, anche in materia di fede.


È così poco onnisciente il Papa che, pur fidando nell'assistenza divina, prima di definire, è obbligato a studiare, a consultare e a sentire il pensiero della Chiesa. SE IL CONSENSUS ECCLESIAE NON È CAUSA DI INFALLIBILITÀ, E' TUTTAVIA IL COMPAGNO DELLA DEFINIZIONE E, IN PRATICA, MAI SUCCEDE CHE VENGA DEFINITO UN PUNTO SU CUI NELLA CHIESA NON CI SIA CONSENSO (cfr L.G 25)".
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Albino Luciani, da Note sulla Chiesa . Rivista diocesana di Venezia, dic.1974 riportato in Il magistero di Albino Luciani, scritti e discorsi, Edizioni Messaggero pagg. 211/212


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