La storia della conquista degli USA da parte dei Neocon - II

Pubblicato il 25 settembre 2017 da Il nodo gordiano

La storia della conquista degli USA da parte dei Neocon - II


Gli Intellettuali Trotskisti diventano prima gli Intellettuali di New York e poi gli Intellettuali della Difesa


Popolata da una classe di ex intellettuali trotskisti allevata al proprio interno, l’approccio del Team B ha rappresentato un cambiamento radicale nella burocrazia della sicurezza nazionale degli Stati Uniti trasformandola in un nuovo tipo di culto elitario. Negli anni ’60, i numeri e le statistiche di Robert McNamara giustificarono decisioni politiche cattive, e da quel momento in poi le agende personali e i rancori etnici avrebbe trasformato la politica estera americana in una crociata ideologica.


Oggi, quelli che detengono il controllo di quella crociata combattono disperatamente per mantenere il controllo, ma solo decrittando l’evoluzione di questo “doppio governo” [in inglese] segreto si può capire l’inesorabile deriva dell’America post-Vietnam verso il dispotismo nel corso degli ultimi 40 anni.


Radicato in quello che può essere solo descritto come pensiero di una setta, l’esperimento del Team B [in inglese] ha demolito quello che era rimasto dell’obiettività professionale della CIA pre-Vietnam sottomettendola alla politicizzazione. All’inizio del decennio, l’Ufficio per la Ricerca Strategica della CIA (OSR) subì [in inglese] le pressioni di Nixon e Kissinger perché corrompesse le sue analisi per giustificare una maggiore spesa per la difesa, ma l’attenzione ideologica del Team B e i trucchi dei partiti esagerarono la minaccia in un modo tale che il processo non poté più tornare alla normalità.


La campagna venne guidata dalla cabala Neoconservatrice russofoba che comprendeva Paul Wolfowitz, Richard Pipes, Richard Perle e una manciata di vecchi estremisti anti-sovietici come Paul Nitze e il Generale Danny Graham. Iniziò con un articolo [in inglese] del 1974 sul Wall Street Journal del famoso stratega nucleare ed ex trotskista Albert Wohlstetter che denunciava la presunta vulnerabilità nucleare dell’America. Terminò due anni dopo con un massacro rituale alla CIA, la qual cosa segnalò che l’analisi ideologica e non basata sui fatti aveva ottenuto il controllo esclusivo sulla burocrazia americana.


L’ideologia indicata come neoconservatorismo [in inglese] può vantare molti padrini se non madrine. La reputazione [in inglese] di Roberta Wohlstetter come importante combattente della Guerra Fredda nella Corporazione RAND era pari a quella del marito. Le famigerate feste della coppia nella loro casa di Santa Monica agivano come una sorta di rito di iniziazione per la classe in ascesa degli “intellettuali della difesa”.


Ma il titolo di padre fondatore potrebbe essere meglio applicato a James Burnham [in inglese]. Un convertito proveniente dal cerchio interno del rivoluzionario comunista Lev Trotsky, i suoi libri del 1941, The Managerial Revolution [in inglese] e del 1943, The Machiavellians: Defenders of Freedom, erano a favore del cambio di gestione antidemocratico avvenuto all’epoca nella Germania nazista e nell’Italia fascista, mentre col libro Lenin’s Heir del 1945 spostò la sua ammirazione, anche se solo in maniera sottilmente ironica, da Trotsky a Stalin.

George Orwell criticò la visione elitaria cinica di Burnham nel suo saggio [in inglese] del 1946 Second Thoughts on James Burnham, scrivendo:


Quello che Burnham si occupa principalmente di mostrare [nei “The Machiavellians”] è che una società democratica non è mai esistita e, per quanto possiamo vedere, non esisterà mai. La società è oligarchica per natura e il potere dell’oligarchia poggia sempre sulla forza e la frode… Il potere può a volte essere conquistato e mantenuto senza violenza, ma mai senza frode.


Si dice che Orwell abbia modellato il suo romanzo 1984 sulla visione di Burnham dello stato totalitario futuro che lui descriveva come “un nuovo tipo di società, né capitalista né socialista, e probabilmente basata sulla schiavitù”.


Come studioso inglese educato a Princeton e Oxford (uno dei suo professori al Balliol College fu J.R.R. Tolkien), Burnham si fece una posizione come scrittore e un istruttore nel dipartimento di filosofia alla New York University, giusto in tempo per vedere il crollo  di Wall Street del 1929. Anche se inizialmente disinteressato alla politica e ostile al Marxismo, dal 1931 Burnham si radicalizzò a causa della Grande Depressione e passò al Marxismo assieme al collega insegnante di filosofia della NYU Sidney Hook [in inglese].


Burnham trovò brillante il “materialismo dialettico” [in inglese], spiegato nella Storia della Rivoluzione Russa di  Trotsky, per capire l’interazione tra l’uomo e le forze storiche. La sua revisione del libro di Trotsky avrebbe messo in rapporto i due uomini. E all’inizio, Burnham, passò sei anni in un’odissea attraverso la  sinistra comunista dell’America, una strana saga che, in ultima analisi, trasformò Burnham nell’agente della sua distruzione.


Quale fondatore dell’Armata Rossa e ardente marxista, Trotsky aveva dedicato la sua vita a diffondere in tutto il mondo la rivoluzione comunista. Per Stalin, invece, Trotsky era troppo ambizioso e la lotta per il potere che fece seguito alla morte di Lenin fece a pezzi il partito. Per loro natura, i Trotskisti erano esperti [in inglese] in lotte intestine, in infiltrazione e in sabotaggio. Burnham si crogiolava nel suo ruolo di intellettuale trotskista e nelle discussioni senza fine sul principio fondamentale del Comunismo (il materialismo dialettico), che era la base ideologica della crociata di Trotsky. Il Manifesto del Partito Comunista aveva approvato la tattica di sovvertire i più grandi partiti politici populisti (entrismo) e, a seguito dell’espulsione  di Trotsky dal partito Comunista nel novembre 1927, i suoi seguaci sfruttarono la cosa. L’esempio più noto di entrismo fu la cosiddetta “Svolta Francese” [in inglese] quando, nel 1934, i Trotskisti francesi si inserirono nel più grande Partito Socialista Francese, la SFIO, con l’intenzione di arruolare al loro seguito i membri più militanti.


Quello stesso anno i  seguaci americani di Trotsky, nella Lega Comunista d’America, il CLA, fecero anche loro una Svolta Francese con obiettivo statunitense, il Partito dei Lavoratori, la AWP, una mossa che elevò il James Burnham della AWP al ruolo di tenente e capo consigliere di Trotsky.


A Burnham piaceva la tenacia dei Bolscevichi e disprezzava la debolezza dei liberali. Secondo [in inglese] il suo biografo Daniel Kelly, “Fu orgoglioso della sua visione estremista del mondo, in contrasto alla filosofia radicata in sogni e illusioni.” Gli piacevano le tattiche di infiltrazione e di sovvertimento applicate agli altri partiti di sinistra e, nel 1935, “combatteé senza soste per la Svolta Francese” di un altro e ben più grande Partito Socialista, lo SP, con ventimila iscritti. I Trotskisti intendevano “catturare l’ala sinistra e la gioventù del partito, la sezione Giovani della Lega Socialista (YPSL),” scrive Kelly e “volevano trasformare i convertiti in nuovi alleati quando avrebbero lasciato il partito”.


Burnham rimase un “intellettuale trotskista” dal 1934 al 1940. Ma anche se militò per sei anni nel  partito, si è detto di lui che in realtà non vi appartenne mai e, all’inizio del nuovo decennio, rinunciò completamente a Trotsky e anche alla “filosofia del materialismo dialettico marxista”. Riassunse i suoi sentimenti in una lettera di dimissioni il 21 Maggio del 1940. “Delle convinzioni più importanti, che voi associate con il Movimento Marxista, sia nelle sue varianti riformiste, Leniniste, Staliniste o Trotskiste, non ne accetto praticamente nessuna nella sua forma tradizionale. Considero queste credenze come false, desuete o prive di senso; o, nel migliore dei casi, solo in una forma così limitata, e modificata da non essere più correttamente considerata marxista”.


Nel 1976 Burnham scrisse a un leggendario agente segreto, che il biografo Kelly descrive [in inglese] come “Brian Crozier, analista politico britannico”, dicendogli che non aveva mai digerito il materialismo dialettico o l’ideologia del Marxismo, ma era questione di essere pragmatici ai tempi dell’ascesa di Hitler e della Grande Depressione.


Ma, dato il ruolo influente che Burnham avrebbe avuto nel creare la nuova classe rivoluzionaria dei neoconservatori e il loro ruolo centrale nell’utilizzo delle tattiche di Trotsky usate mediante le lobby per impedire qualsiasi rapporto con l’Unione Sovietica, è difficile credere che il coinvolgimento di  Burnham con la Quarta Internazionale di Trotsky sia stato solo un esercizio intellettuale di pragmatismo.


“Gli spiriti diabolici della Stampa Moderna” – Puck, un settimanale statunitense del 1888. Da Wikimedia.
Parte 3 – Come la CIA ha creato una falsa realtà occidentale per la ‘Guerra Non Convenzionale’


L’ideologia  del Neoconservatismo, psicologicamente conflittuale e politicamente dirompente, può vantare molti padrini. Irving Kristol, padre di William Kristol, Albert Wohlstetter, Daniel Bell, Norman Podhoretz e Sidney Hook vengono in mente e ce ne sono molti altri. Ma sia in teoria che in pratica il titolo di padre-fondatore dell’agenda neoconservatrice di guerra infinita che governa il pensiero dell’America in questioni contemporanee di difesa e di politica estera, può essere al meglio assegnato a James Burnham.


I suoi scritti negli anni ’30 hanno fornito una raffinata cornice di intellettuale oxfordiano al Partito Socialista dei Lavoratori e, da consigliere vicino al rivoluzionario comunista Leon Trotsky e  alla sua  Quarta Internazionale [in inglese], ha avuto modo di imparare in prima persona le tattiche e le strategie di infiltrazione e sovversione politica. Burnham si svelò nel suo ruolo di “intellettuale troskista” giocando sporchi trucchi contro i suoi avversari politici nei movimenti marxisti concorrenti, trasformando la loro lealtà e sfruttando il loro miglior talento.


Burnham rinnegò la propria fedeltà a Trotsky e al marxismo in tutte le sue forme nel 1940, ma ne mantenne le tattiche e le strategie di infiltrazione e sovversione rivoltando contro gli stessi marxisti i loro metodi di materialismo dialettico. Il suo libro [in inglese] del 1941 


La Rivoluzione Manageriale gli portò fama e fortuna e stabilì il suo ruolo di astuto, anche se non esattamente accurato, profeta politico che raccontava l’ascesa di una nuova classe di élite tecnocratica. Il suo libro successivo, The Machiavellians [I Machiavellici] confermò la sua transizione dall’idealismo marxista a un realismo molto cinico e spesso crudele, con la sua fede nell’inevitabile fallimento della democrazia e l’ascesa dell’oligarchia.


Nel 1943 stese tutte le sue convinzioni in un memorandum per l’OSS, organizzazione nella cui linea di pensiero il suo anti-stalinismo troskista fece strada. E nel suo libro del 1945, La Lotta per il Mondo, Burnham estese la sua dialettica conflittuale nei confronti dell’Unione Sovietica fino a una permanente linea politica apocalittica di guerra senza fine.


Entro il 1947 si completò la trasformazione di James Burnham da radicale comunista a conservatore americano sostenitore del Nuovo Ordine Mondiale. Il suo libro La Lotta per il Mondo aveva fatto fare una Svolta Francese [in inglese] alla rivoluzione comunista permanente di Trotsky, trasformandola in un piano di battaglia permanente per un impero americano globale. Quello che ci voleva per completare la dialettica di Burnham era un nemico eterno, e ciò richiedeva una sofisticata campagna psicologica volta a mantenere vivo per generazioni l’odio nei confronti della Russia.


L’ascesa dei Machiavellici


Nel 1939 Sidney Hook,  un collega di Burnham alla New York University e come lui filosofo marxista, aveva contribuito alla fondazione di un Comitato per la Libertà Culturale antistalinista come parte di una campagna contro Mosca. Anche Hook abbandonò il marxismo e, come Burnham, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, in qualche modo, si ritrovò nel caldo abbraccio dell’ala di destra della comunità dello spionaggio americano. Hook era considerato un traditore dal Partito Comunista e un “rettile controrivoluzionario” per le sue attività ed entro il 1942 era diventato un informatore  dell’FBI a danno dei suoi stessi compagni.


Vendere alle impoverite e spossessate élite europee le virtù della cultura americana era essenziale per la costruzione dell’impero USA dopo la guerra e i primi scritti di Burnham fornirono l’ispirazione da cui sarebbe stata costruita una nuova controcultura di “Libertà”. Da veterani della guerra intestina troskista, sia Burnham che Hook avevano praticato le arti dell’infiltrazione e della sovversione e come da piano descritto [in inglese] in TheMachiavellians: Defenders of Freedom fecero in modo di mettere in cattiva luce qualunque cosa i Sovietici facessero o dicessero.


Come spiega Burnham in TheMachiavellians, la sua versione di Libertà voleva dire tutto tranne che libertà intellettuale, o quelle libertà definite dalla Costituzione Americana. Quello che intendeva realmente era conformismo e sottomissione. La libertà di Burnham vale solo per quegli intellettuali (I Machiavellici) che vorranno dire al popolo la dura verità riguardo alle necessarie politiche impopolari che si troverà ad affrontare.


Queste erano proprio quelle necessità che avrebbero promosso l’ascesa inel mondo nuovo della classe manageriale la quale avrebbe fatto in modo di negare agli Americani quella democrazia che pensavano di possedere già. Come osservò Orwell nel suo Second Thoughts  del 1946  riguardo alle convinzioni machiavelliche espresse da  Burnham, “Il potere a volte può essere conquistato o mantenuto senza la violenza, ma mai senza l’inganno, perché ciò è necessario per usare le masse…”.


Nel 1949 la CIA già si impegnava attivamente nel defraudare le masse sostenendo segretamente la cosiddetta sinistra non comunista e comportandosi come se questa fosse un prodotto spontaneo di una società libera. Per mezzo della mossa di reindirizzare la sinistra al servizio del proprio crescente impero, la CIA stava applicando la propria versione di Svolta Francese, selezionando [in inglese] i migliori e più brillanti e la creazione del National Security State nel 1947 lo istituzionalizzò.


Assistita dal britannico Information Research Department, l’IRD, la CIA reclutò ex agenti disinformatori sovietici addestrati prima della guerra che avevano gestito gruppi non comunisti per conto di Mosca e li mise all’opera. Come scrive [in inglese] Frances Stoner Saunders nel suo libro The Cultural Cold War,  “questi ex propagandisti dei Sovietici vennero riciclati, se ne candeggiarono le macchie di Comunismo, vennero quindi adottati dagli strateghi governativi che vedevano nella loro conversione un’occasione irresistibile di sabotare la macchina di propaganda sovietica che essi stessi avevano un tempo oliato”.


Per sua stessa ammissione, la strategia della CIA di promuovere la sinistra non comunista sarebbe diventata il fondamento teorico delle operazioni politiche dell’Agenzia contro il Comunismo per i successivi due decenni. Ma la guerra culturale senza esclusione di colpi contro il Comunismo Sovietico iniziò sul serio nel marzo 1949 quando un gruppo di 800 figure letterarie e artistiche di spicco si riunirono al Waldorf Astoria Hotel di New York per una conferenza “Culturale e Scientifica” sponsorizzata dai Sovietici per chiedere la pace.


Sia Sydney Hook che James Burnham erano già attivamente coinvolti nell’arruolamento delle reclute atte a contrastare gli sforzi per influenzare l’opinione occidentale dell’Ufficio di Informazione dei Partiti Comunisti di Mosca (Cominform). Ma la conferenza al Waldorf diede loro l’opportunità, per la quale stavano pregando, di utilizzare gli sporchi trucchi.


Dei manifestanti organizzati da una coalizione di destra di gruppi Cattolici e la Legione Americana molestavano gli ospiti quando arrivavano. Delle suore Cattoliche si inginocchiavano in preghiera per le anime degli atei Comunisti presenti. Riuniti al piano di sopra in una suite nuziale al decimo piano, una banda di ex Trotskisti ed ex Comunisti guidati da Hook intercettava la posta del convegno, manipolava i comunicati ufficiali e pubblicava opuscoli che sfidavano i relatori ad ammettere il loro passato Comunista.


Alla fine l’intera conferenza divenne un folle teatro dell’assurdo e Burnham e Hook l’avrebbero usata per convincere Frank Wisner [in inglese] dell’Ufficio di Coordinamento Politico della CIA a iniziare lo spettacolo.


Il Congresso per la Libertà Culturale: di riffa o di raffa


Attingendo al potenziale non sfruttato della Quarta Internazionale, il partito che ne derivò nacque il 26 giugno 1950 al Titania Palace nella Berlino occupata. Chiamato come il concetto del 1939 di Hook per un comitato culturale, i quattordici punti del “Manifesto per la Libertà” del Congresso per la Libertà [in inglese] doveva identificare l’Occidente con la libertà. E dal momento che tutto ciò che riguardava l’Occidente era libero, libero, libero allora non c’era bisogno di dire che ciò che riguardava l’Unione Sovietica non lo era.


Organizzata da Burnham e Hook, la delegazione americana ha rappresentato il gotha ​​degli intellettuali americani del dopo guerra. I biglietti per Berlino sono stati pagati dall’ Ufficio di Coordinamento delle Politiche di Wisner attraverso organizzazioni di facciata, così come il Dipartimento di Stato, che ha contribuito a organizzare il viaggio, le spese e la pubblicità. Secondo lo storico della CIA Michael Warner, lo sponsor della conferenza ha ritenuto, con un rappresentante del Dipartimento della Difesa, quei soldi ben spesi definendola “una guerra non convenzionale al suo meglio.”


Burnham fungeva da collegamento cruciale tra l’ufficio di Wisner e l’intellighenzia che si spostava con facilità dall’estrema sinistra all’estrema destra. Burnham scoprì che il Congresso era un luogo per inveire non solo contro il Comunismo, ma anche contro la sinistra non comunista e lasciò molti a chiedersi se le sue idee non fossero pericolose per la democrazia liberale quanto per il comunismo. Secondo Frances Stoner Saunders, i membri della delegazione britannica trovarono la retorica proveniente dal Congresso un segnale profondamente preoccupante delle cose a venire:


Hugh Trevor-Roper [in inglese] rimase atterrito dal tono provocatorio…“Ci fu un discorso di Franz Borkenau [in inglese] molto violento e anzi quasi isterico. Parlò in tedesco e mi dispiace dire che mentre ascoltavo e sentivo le voci abbaianti d’approvazione dell’enorme pubblico, ho percepito, beh, che quelle erano le stesse persone che sette anni fa stavano probabilmente abbaiando allo stesso modo a simili denunce del comunismo tedesche provenienti dal Dr. Goebbels nel Palazzo dello Sport. E ho pensato, beh, con che tipo di persone ci stiamo identificando? Questo è stato lo shock più grande per me. C’è stato un momento durante il Congresso, in cui ho sentito che eravamo invitati a evocare Belzebù al fine di sconfiggere Stalin”.


Il Congresso per la Libertà Culturale non aveva bisogno di Belzebù, lo aveva già sotto forma di Burnham, Hook e Wisner e nel 1952 la festa era solo all’inizio. Burnham fece gli straordinari perché Wisner legittimasse il Congresso come piattaforma per i Machiavellici a fianco di ex comunisti e perfino nazisti, tra cui il Generale delle SS Reinhard Gehlen [in inglese] e la sua unità di intelligence dell’esercito tedesco che era stata incorporata, per intero, nella CIA dopo la guerra.


E. Howard Hunt [in inglese], “idraulico” dello scandalo Watergate e famoso come sporco imbroglione della CIA, ricordò Burnham nelle sue memorie, “Burnham è stato consulente dell’OPC praticamente su qualsiasi argomento di interesse per la nostra organizzazione… Aveva estesi contatti in Europa e, in virtù della sua provenienza trotskista, era un’autorità in materia di partiti comunisti nazionali ed esteri e organizzazioni di facciata”.


Nel 1953 venne nuovamente chiesto a Burnham da Wisner di andare oltre il comunismo per contribuire a rovesciare il democraticamente eletto Mohammad Mossadeq a Teheran, a quanto pare perché Wisner pensava che il suo piano avesse bisogno di “un tocco di Machiavelli”. Ma il più grande contributo di Burnham come machiavellico doveva ancora arrivare. Il suo libro The Machiavellians: Defenders of Freedom sarebbe diventato il manuale della CIA per rimpiazzare la cultura occidentale con una dottrina alternativa di conflitto senza fine in un mondo di oligarchi e, alla fine, aprire le porte di un inferno da cui non ci sarebbe stato ritorno.


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