Credere al diavolo per sconfiggere l'apostasia

Camillo Langone Ilfoglio.it

Credere al diavolo per sconfiggere l'apostasia




Padre Amorth, vorrei riuscire a imitarti. Non come esorcista, ovvio, ma come fedele rimasto tale pur se circondato dall’infedeltà. Hai vissuto gli ultimi decenni della tua lunga vita assediato dallo scetticismo ovvero, siccome gli scettici erano preti, dall’apostasia.


“Nella commissione dei cardinali addetti alla redazione del manuale per gli esorcisti nessuno aveva mai visto ed eseguito esorcismi.


Per fortuna era presente anche Ratzinger: gli altri erano ferocemente avversi al mio ministero”.


Leggo questo nel tuo libro postumo, “Il diavolo oggi. Le ultime parole di un grande esorcista” (Piemme), dove offri anche una spiegazione: “I prelati vivono in questo mondo, subiscono l’influenza del laicismo e non si sentono moderni se non condividono le idee balorde di quelli che non credono al diavolo”.


Riporti più volte le parole di Papa Paolo VI, secondo il quale chi non crede all’esistenza di Satana è fuori dalla Chiesa.


E chiaramente un tale magistero ti ha aiutato a perseverare. Invece io, che già parto svantaggiato da una fede manchevole, mi ritrovo con un Papa che sembra divertirsi a cannoneggiare tutte le scialuppe a cui cerco di aggrapparmi (recentemente pure la confessione).


Benedicimi, Padre.



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