Don Chisciotte, quando il divorzio dalla realtà non fa male

Marcello Veneziani

Don Chisciotte, quando il divorzio dalla realtà non fa male


"Quando l'ideale divorzia dal reale nasce il sognatore, poi il tragico, quindi il comico, infine il pazzo. In una parola don Chisciotte. Il Cavaliere dalla trista figura, in conflitto eroicomico con la realtà e il suo tempo, li riassume tutti. È l'esemplare tipico del puro folle.


Nel suo commento all'opera di Cervantes Miguel de Unamuno figura don Chisciotte come un Cristo folle, con “i baffi, grandi neri e spioventi” e questa immagine ricorda l'ultimo Nietzsche ormai nelle braccia delle pazzia. Non a caso, Nietzsche identificava in Gesù Cristo il puro Folle, come l'Idiota di Dostoevskij.


Unamuno sottrae don Chisciotte al suo autore, lo rende autonomo, con vita propria; e universale, lo consegna alla mitologia, ne fa il genio di un popolo e insieme l'archetipo del Puro.


Il chisciottismo è l'altra faccia dell'utopia rivoluzionaria che ha percorso la modernità. Versione fantastica, letteraria e singolare l'una; visione storica, ideologica e collettiva l'altra.


Gli utopisti rivoluzionari riversano i loro sogni sugli altri, anzi pretendono che gli altri facciano i loro stessi sogni e li vadano ad abitare. E quando il sogno si oppone alla realtà, tanto peggio per la realtà.


Qui c’è tutta l’abissale distanza tra la magnifica, solitaria, gentile e disperata grandezza dei puri folli che vivono e muoiono del loro ideale di purezza nel loro romantico delirio mitologico; e la cupa, feroce, messianica ideologia dei rivoluzionari che impongono al mondo la pretesa di una società perfetta.


Come Saint Just o l'Incorruttibile Robespierre. Dietro la loro purezza si nasconde la ghigliottina, il sospetto verso l'amico di ieri, l'eliminazione di chi non la pensa come loro.


Certo, anche tra gli utopisti rivoluzionari vi furono nobili sognatori, martiri dei loro ideali; ma quando i rivoluzionari puri vanno al potere sono più crudeli e intransigenti dei rivoluzionari impuri, disposti al compromesso con la realtà.


Perché ogni assoluto trasferito in terra produce mostri, despoti, violenze, regimi totalitari. Invece i sogni e i miti rimasti nella sfera ideale e singolare si traducono in creatività, opere d’arte, figure letterarie.


Un plotone di don Chisciotte farebbe paura; invece un Cavaliere solitario e anacronistico, fuor di senno e di tempo, accompagnato solo dal suo fido scudiero e da un grappolo di sogni, miti e allucinazioni, suscita un nugolo di sentimenti: riso, tenerezza, pietà e nostalgia."


MV, Alla luce del mito


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext