Se le valigie potessero parlare...

Marcello Veneziani

Se le valigie potessero parlare...




"Di quante parole è composto il silenzio nella triste sequenza degli addii.


Quante frasi spezzate, quante parole cacciate dentro la gola, quanti sguardi sommersi o sviati o appena accennati per attutire la mesta cerimonia dei congedi.


Quante parole che si vorrebbero dire e poi non si dicono, rassegnati alla loro dolente inanità e timorosi di retoriche impudenti. Solo scarne affezioni, anemici sorrisi, sussurranti banalità di circostanza. E silenzi rapidi, ma quanto abissali.



Se le valigie potessero parlare racconterebbero di quante pulviscolari sofferenze si accompagnano a una cerniera che si chiude, a una serratura che si chiude, a una porta che si chiude; al congedo da un padre vecchio che si riduce a punto sulla banchina di una stazione, mentre cerchi di spiare com’è la sua vita quando tu non ci sei, cosa fa adesso, dove volge il suo sguardo ora che non ci sei e non ti vede.


Se le valigie potessero parlare racconterebbero di quante piccole ma lancinanti morti accompagnano le partenze, mentre perdi a vista paesaggi, parole e figure nell’accelerazione fatale.


Nelle dure prove degli addii l’anima si screpola. Ma a lungo andare s’indurisce e si corazza di una callosa corteccia, ci si ripete strada facendo per consolarsi."



MV, Ritorno al sud


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