Telenovela completa, ucciso il killer delle ramblas. Ora, cercasi autori con fantasia per nuove cazzate

Di Mauro Bottarelli , il 21 agosto 2017

Telenovela completa, ucciso il killer delle ramblas. Ora, cercasi autori con fantasia per nuove cazzate



Solo la mente poetica e anarchica di Fabrizio De André avrebbe potuto scrivere un finale simile. Younes Abouyaaqoub, il ragazzo alla guida del van che ha fatto strage sulla ramblas di Barcellona e unico ancora in fuga del commando jihadista, è stato ucciso oggi pomeriggio dalla polizia catalana, mentre scappava in un poetico vigneto di Subirats, a 50 chilometri dalla capitale catalana. Indosso aveva una falsa cintura esplosiva e prima di essere abbattuto, invocava Allah.


Ah, nel frattempo le stesse autorità catalane danno ormai per certa anche la morte dell’imam di Ripoll che avrebbe radicalizzato il gruppo di ex giocatori di calcetto: sarebbe rimasto schiacciato dalla macerie dell’esplosione della villetta-rifugio-laboratorio di Alcanar.



Quindi, ora l’intera narrativa è nelle mani – anzi, nelle dichiarazioni – del membro del commando che starebbe collaborando con gli inquirenti: da quanto filtrato finora, l’indottrinamento sarebbe avvenuto una volta alla settimana all’interno di un van – hanno la mania, forse hanno visto troppe puntate della “Famiglia Bradford” – e il piano per l’attacco con le bombole di gas – 120, numero sobrio e che non dà nell’occhio – sarebbe stato studiato per sei mesi. Che dire, quindi: più che un commando legato all’Isis, una banda di deficienti, visto il risultato finale.


D’altronde, erano alle prime armi. Ma per “Il Foglio” e i suoi illuminati analisti, quello a Barcellona sarebbe stato l’attentato che avrebbe dato il via alla campagna europea del Califfato, dopo gli schiaffoni rimediati sia in Siria (oggi i russi si sono fumati 250 militanti e 20 mezzi corazzati con un raid aereo) e Iraq: per forza cantano “Io non ho paura”, vista la prova logistica posta in essere, in effetti ci si sente rassicurati.



Mi scuserete ma non ho né cuore, né fantasia per lanciarmi in ricostruzioni delle ultime ore del killer delle ramblas: mi piace l’immagine del vigneto, quantomeno romantica nel suo essere comunque una stronzata di prima categoria. Perché sapete come è stato intercettato e freddato Younes Abouyaaqoub, a fronte di una caccia all’uomo che in Spagna non si vedeva dai tempi delle campagne estive dell’ETA? Lo ha visto una vecchietta che ha chiamato la polizia, la quale ha istituito posti di blocco e… ZAC!


Ovviamente, hanno dovuto sparargli, aveva la cintura esplosiva (finta) e invocava Allah (il rischio, in un vigneto, era una strage di acini d’uva): poi, comunque, la vecchietta ci sarebbe rimasta malissimo, perché per telefonare aveva lasciato sul fuoco il sugo, che si era attaccato. Cena da rifare, il marito Pedro è uno che non transige sulla qualità del cibo. Ma come cazzo stanno gli spagnoli? E mezza Europa che gli sta dietro, con uno stuolo di inviati che nemmeno al G8 di Genova?




Per carità, ora conosciamo perfettamente i dintorni di Barcellona, cosa che può sempre risultare comoda in futuro ma cosa c’è di credibile nell’intera vicenda? Certo, i soliti geni della lampada hanno facilitato il lavoro alla grande stampa, perché quando sei così coglione da abboccare alla solita bufala delle ramblas senza venditori ambulanti nel giorno della strage, perché avvertiti, allora vuol dire che proprio hai voglia di garantire la perpetuazione del lavoro a gente come Mentana e la Boldrini. Ma tant’è, la realtà è stata comunque sufficiente, perché quando a SkyTG24 l’inviato passa più tempo a chiedersi spiegazioni sulla versione ufficiale della polizia che fa acqua da tutte le parti che a dare notizie, come accaduto oggi pomeriggio, vuol dire che siamo davvero alla frutta.


Servono nuovi autori, gente con mente fantasiosa ed energie fresche, perché dopo il vigneto si può andare solo in discesa, il vertice massimo della manipolazione dell’opinione pubblica è stato toccato, roba che Edward Louis Bernays in persona si toglierebbe il cappello, estasiato.



Certo, ora c’è un precedente in più, questo è innegabile. La scarica di adrenalina da allarme terrorismo è arrivata e, stando alle poche trasmissioni del pomeriggio già in onda, anche il messaggio da stato d’assedio è ben presente: mamme terrorizzate per i figli, anziani che si ripromettono di andare meno al bar a giocare a scopa, manager 40enni e cosmopoliti che non rinunciano alla girare il mondo ma che, comunque, quando attraversano la strada, ammettono di guardare con più attenzione, in entrambe e i sensi e anche sul marciapiedi.


Tra domani e dopo, poi, sarà il turno del dolore mediatico e della grande risposta di popolo. Ci saranno i funerali dei nostri poveri connazionali uccisi sulla rambla e poi, sabato, il corteo anti-terrorismo organizzato dal governo catalano per rispondere alla sfida di Daesh.




Parliamo dello stesso esecutivo che non ha detto “bah”, quando la sindaco di Barcellona ha rifiutato barriere e jersey “perché creavano intralcio alla viabilità”. Magari, anche a quella del van assassino, povera demente che non sei altro. O, magari, anche soltanto per limitarne velocità e raggio d’azione, contenendo così il numero di vittime. Ma lei deve pensare allo status di Barcellona come città accogliente e inclusiva, gaia e liberale: chissà se la notte riesce a dormire, visto che quei 12 dilettanti allo sbaraglio, comunque sia, hanno fatto 15 morti.


Anzi, li ha fatti solo uno di loro: morto come un eroe dannato tra i filari di un vigneto con una cintura esplosiva addosso e invocando Allah. Almeno, così hanno riferito polizia e stampa spagnola, magari ha invocato Higuain. O Messi. Come al solito, non avremo la riprova.




Ma una nuova eroina sì, la vecchietta che ha allertato la polizia, sicuramente già entrata nelle mire degli autori di “Don Matteo”, ne sono certo, per un cameo nella prossima stagione. Guarda un po’, l’intera provincia di Barcellona che brulicava di polizia, l’Interpol allertata e la primula rossa dell’autonoleggio lo va a beccare una vecchia che guardava fuori dalla finestra. Davvero troppo, davvero un capolavoro.


Urgono nuovi autori, adesso. Chi ha lavorato fin qui – dal kamikaze introverso dello Stade de France (ricordate, si è fatto esplodere in solitudine in una strada senza uscita, lontano dalla gente) a quello col trolley auto-infiammante di Bruxelles fino all’epilogo nel vigneto di Subirats – hanno davvero dato tutto. Meritano riposo. E noi, un po’ di rispetto. Mai più una parola su Barcellona, promesso.


Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli


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