Ma non erano i post-sessantottini che strillavano «vietato vietare»? Di ché si lamentano adesso? Il Caso Francese.

Giuseppe Sandro Mela. 4/9/2012 RISCHIOCALCOLATO.IT

Ma non Vi ricordate di quando i nostri baldi sessantottini e post-sessantottini berciavano con stridule grida ed istoriavano i muri con le bombolette con i motti che riassumevano il loro pensiero?


«vietato vietare»

«uccidere un borghese non è reato»

«promozione politica a tutti»

«la promozione è un diritto»


                Adesso che sono transitati dall'altra parte della barricata per meriti di anzianità, invece che amarla iniziano a temere la realtà che tanto hanno contribuito a costruire.


                Così quasi il 55% degli insegnati Francesi, della civilissima e socialmente avanzata Francia, ha stipulato un'assicurazione contro le violenze subite sul lavoro da parte di studenti e parenti dei medesimi. E si tenga presente che di aggressioni si parla solo nei casi più gravi ed il più delle volte le violenze non vengono rese note alle autorità di polizia per il timore di conseguenze peggiori.


                Hanno stipulato un'assicurazione proprio contro le "manifestazioni democratiche e pacifiche" alle quali loro partecipavano gaiamente e piacevolmente soddisfatti da giovani. Spaccavano tutto, bruciavano i cassonetti, rompevano le vetrine, assaltavano banche, pestavano i poliziotti "servi del potere". Nobili attivtà formative della futura classe dirigente.


                Il numero di  queste esuberanze è impressionante. Il 70% degli insegnati lamenta aggressioni: intimidazioni o aggressioni verbali verso altri studenti (30%), aggressioni fisiche tra studenti (12.7%) ed aggressioni agli insegnanti stessi (10.4%).


                Dovrebbero essere soddisfatti: i loro studenti hanno ben imparato da loro qualcosa si utile nella vita.


                Eh? Che dite? Era meglio darle che prenderle? Suvvia, siamo seri: si menano gli insegnanti, mica gli studenti. Se no, ne rimarrebbero psicologicamente turbati.


                Ma é poi così "civile e socialmente avanzato" un paese che non sa nemmeno garantire l'incolumità fisica degli insegnati e dei Cittadini in genere? Oppure non è corretto difendere chi prima offendeva? Non saremo mica per la legge del taglione!

                I pargoli devono essere allevati in libertà, ossia «vietato vietare»: quindi, giù botte (agli insegnanti, ovviamente). Si vorrebbe fose proibire agli studenti la libertà di pestare i docenti? Saremmo arrivati proprio a questi punti?

                Un antico proverbio recitava:


«chi semina vento, raccoglie tempesta».


    Sole24Ore. 2012-09-04. In Francia gli insegnanti si assicurano per il rischio aggressioni.

    Gli insegnanti francesi si assicurano in massa contro l'eventualità di aggressioni da parte degli alunni o dei loro genitori. Sta facendo notizia in Francia il boom di assicurati con la polizza messa a punto dal gruppo Maif (la mutua degli insegnanti transalpini), che interviene al fianco dei docenti vittime di violenza, offrendo loro cure mediche gratuite, una somma di denaro proporzionale al reddito perso per l'impossibilità di lavorare, l'assistenza psicologica per superare i traumi e la tutela legale in caso di controversie (sempre più frequenti secondo quanto riportato dalla stampa francese). Dalla compagnia parlano del 55% del corpo docente attivo nel Paese che si è già assicurato, un livello altissimo, reso possibile anche dal prezzo contenuto della sottoscrizione (40 euro).

    L'interesse degli insegnanti verso questa polizza suona come un campanello d'allarme verso quello che le scuole sono diventate in Francia: ambienti spesso insicuri (soprattutto nei sobborghi delle scuole inferiori), nei quali l'autorità del docente è ormai quasi solo su carta. Eppure di aggressioni si parla solo nei casi più gravi: il più delle volte le violenze non vengono rese note alle autorità di polizia per il timore di conseguenze peggiori o, più semplicemente, per magnanimità degli aggrediti, che non vogliono compromettere il futuro degli stessi aggressori (soprattutto perché in genere si tratta di minori).

    In Italia nessuna copertura

    Da una rapida indagine condotta tra le compagnie italiane non risultano esservi polizze di questo tipo per gli insegnanti italiani e il personale scolastico. Mentre esistono prodotti per la responsabilità civile derivante da danni eventualmente occorsi a terze parti o a strutture di terze parti o pubbliche. Eppure anche nella Penisola i casi di violenza non sono rari: in un rapporto stilato due anni fa dall'Ocse, la scuola italiana usciva a pezzi non solo per la qualità dell'insegnamento, ma anche per il livello di insicurezza percepita. Il 70% dei docenti intervistati lamentava ostacoli all'insegnamento dovuti alla cattiva condotta degli alunni.

    Tra le cause di disturbo alle lezioni, venivano citate in primis le intimidazioni o le aggressioni verbali verso altri studenti (problema rilevato dal 30% del campione), seguite dalle aggressioni fisiche tra studenti (12,7%) e dalle aggressioni agli insegnanti (10,4%).

    Per altro, il personale della scuola è considerato dall'Inail tra i lavoratori "non a rischio infortunio", per cui sono privi di copertura assicurativa, tranne gli insegnanti di educazione fisica e i tecnici di laboratorio. Con il risultato che rischia di dover pagare di tasca propria in caso di danni subiti.


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