Sull'epidemia di influenza suina - 'Quando il governo gioca a fare il dottore'

05/09/09 Senatore Ron Paul – Repubblicano del Texas e medico chirurgo (Campaign for Liberty)

Questa settimana, le preoccupazioni sull'influenza suina hanno dominato i media e molti ufficiali governativi. Mentre il popolo americano dovrebbe essere informato sulle malattie infettive e sulle misure preventive di buon senso, le reazioni isteriche del governo ci dimostrano solo quanto può essere pericoloso per la nostra salute il fatto che il governo giochi a fare il dottore.
Come medico, devo ancora vedere la minima prova che giustifichi l'attuale livello d'allarme. L'influenza tipicamente provoca in questo paese la morte di circa 36.000 persone e l'ospedalizzazione di circa 200.000 ogni anno. Fino ad ora c'è soltanto un piccolo numero di decessi attribuibili con certezza a questo ceppo e la gran parte di quelli che si sono ammalati sono guariti o guariranno completamente. Ogni morte è tragica, ma non vedo nessuna ragione per comportarsi con questa epidemia di influenza in modo differente da come ci comportiamo con qualsiasi altro tipo di influenza. Invece, il governo nella sua infinita saggezza impone procedure di screening ancor più invasive agli aeroporti, chiude scuole ed eventi sportivi determinando il panico generale.
Noi abbiamo avuto una simile epidemia nel 1976 con solo 1 morto per l'influenza, mentre le vaccinazioni obbligatorie ne causarono 25 prima che il programma fosse abbandonato.
Tutte le volte che un governo viene coinvolto in decisioni che riguardano la salute, la cura è spesso peggiore della malattia. Eppure, questa amministrazione consoliderà il potere del governo sulla vostra salute approvando nuove riforme che sono già in discussione in senato.
Il governo non ha migliorato la sanità e non l'ha resa più economica. E' vero esattamente l'opposto: i costi sono saliti alle stelle e la qualità è peggiorata in molti modi. Sono finiti i tempi in cui i medici di campagna facevano le visite a domicilio o magari prestavano servizio volontario negli ospedali di carità. La burocratizzazione del servizio sanitario in questi ultimi 45 anni ha peggiorato le cose. Mi rattrista come dottore che i medici rispondano sempre meno ai pazienti e sempre più al governo, alle compagnie assicurative e agli avvocati. Mi sembra così perverso che importanti decisioni mediche che influenzano direttamente la vita di tutti gli americani siano prese dietro le quinte a Washington invece che tra medico e paziente.
Forse non c'è nulla di più prezioso per un essere umano che la sua salute, il che spiega perché abbiamo sempre considerato la pratica della medicina così cruciale per il nostro benessere. Ogni intrusione del governo nella privacy e nel rapporto fiduciario tra medico e paziente è dannoso per l'arte medica. La dinamica del rapporto tra medico e paziente viene distorta quando il medico deve rispondere più al governo o all'assicurazione che ai suoi pazienti. La miglior soluzione per migliorare la qualità ed abbattere i costi sarebbe quella di riportare le decisioni nelle mani dei pazienti e dei medici a cui spettano di diritto. Io ho introdotto il "Comprehensive Health Care Reform Act" che promuove conti di risparmio per la salute e deducibilità fiscale dei costi sostenuti per le cure come un importante passo in questa direzione. La disgraziata realtà di questa crisi sanitaria, come di ogni altra crisi, è che darà opportunità di trarre vantaggi ai cittadini senza scrupolo, mentre quelli più timorosi diventeranno più ubbidienti.


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