Langone e le elezioni a Parma

http://www.ilfoglio.it/ Camillo Langone

Langone e le elezioni a Parma




Puzza di Parma, ecco il risultato olfattivo dell'amministrazione Pizzarotti


A Parma nelle profumerie ci sono la Violetta di Parma e l’Acqua di Parma ma nei borghi, nei cortili, negli androni e nelle case l’effluvio è ben diverso: Puzza di Parma. In questi giorni di afa si evidenzia il risultato olfattivo dell’amministrazione Pizzarotti, del sindaco ambizioso e tignoso che ha imposto lo stivaggio dei rifiuti anche organici negli appartamenti (compresi quelli del centro spesso piccoli e senza balconi).



Visti i risultati del primo turno, non vorrei che a Parma ci fosse stata una grossa mutazione fisica: gli illiberali della zona, trinariciuti al tempo di Guareschi, hanno forse ultimamente perso tutte e tre le narici?


In tal caso per votare Pizzarotti non avrebbero nemmeno dovuto turarsi montanellianamente il naso…



Prego che non sia vero, voglio credere che il 34 per cento preso dal Sindaco del Rudo sia effetto di una momentanea epidemia di congestione nasale e che un generoso utilizzo di Rinazina e Vicks Sinex possa decidere il ballottaggio e riportare nelle strade il profumo di violetta caro ad Attilio Bertolucci e Marcel Proust.



Il patriottismo è l'estremo rifugio degli imbecilli




Il patriottismo non è l’estremo rifugio delle canaglie, come diceva Samuel Johnson, bensì degli imbecilli. Credo di poterlo dire perché uno di quegli imbecilli sono io.


Domenica scorsa sono andato a votare e già questa è una mossa poco intelligente, che infatti di solito mi risparmio. Ma stavolta ci sono cascato, pungolato da un dubbio demenziale: e se Pizzarotti venisse rieletto al primo turno per un solo voto? Dunque mi sono abbassato al punto da recarmi nella più vicina scuola statale per mettere una croce su un qualsiasi simbolo che non fosse quello di “Effetto Parma”.


Sapevo contro chi votare ma non per chi votare, dettaglio che ho deciso in corridoio, leggendo i nomi dei candidati sull’apposito manifesto.


Alla fine ho messo la croce su Fratelli d’Italia. Per quale motivo ho compiuto un simile gesto, io che detesto l’inno di Mameli, il tricolore, gli ex missini, le donne in politica, il romacentrismo? Per la patria, l’ho fatto per la patria, per sentirmi nel rifugio di una patria. Certamente non per i begli occhi di Giorgia Meloni che, pugnalando alle spalle la patria e me, siccome il centro-destra non sarà al ballottaggio si è lestamente dichiarata per l’invasionista Pizzarotti e per la sua idea di una Parma “arricchita dalla multiculturalità”.


Non mi resta che pregare per espiare.



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