Se le chiese diventano tempi della natura

Camillo Langone ilfoglio.it

Se le chiese diventano tempi della natura




Dopo la lettera sui morti di Manchester, sgradevole alla maniera di Pasolini (“Scritti corsari”) e inopportuna alla maniera di San Paolo (Seconda lettera a Timoteo 4,2), il vescovo Negri è stato accusato di essere un vecchio attardato e nostalgico. Passano pochi giorni e arriva la prova che è invece un veggente.


L’ultimo dei giussaniani ha scritto che “ormai l’unico tempio è la natura” ed ecco la notizia della chiesa di Copenaghen, talmente nuova da essere al momento solo un rendering, disegnata dallo studio Nomo: non casa di Dio bensì tempio del Sole e arena civica, con la croce ridotta a simbolo grafico e tanto verde sul tetto. L’edificio rappresenta l’evoluzione della già molto botanica cattedrale di Evry progettata da Mario Botta, pur trovandosi un passo indietro rispetto l’appena inaugurata cattedrale vegetale di Lodi, il cui slogan potrebbe essere appunto “Unico tempio è la natura”.



Gli architetti lo vedono, i politici (penso a Berlusconi e al suo partito animalista) lo vedono, i preti non lo vedono: nella chiesa sembra che solo Negri veda le masse passare dal cristianesimo al panteismo. Prendetelo a sassate, ma chiamatelo profeta.


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