Si nasce platonici, si diventa ragionieri

Narcello Veneziani

Si nasce platonici, si diventa ragionieri



“Si nasce platonici, si diventa ragionieri. Nasciamo filosofi e da bambini frequentiamo due mondi, uno ideale e uno reale, che s’impastano. Stregati da un dettaglio, i bambini, animali metafisici, entrano da una fessura nell’altro mondo, inaccessibile agli adulti.

Poi col passare degli anni ci riduciamo solo al mondo reale, ma cova dentro di noi la nostalgia del bambino filosofo, poeta, sognatore che talvolta si risveglia, insorge e tenta perfino di assumere il comando sulla nostra vita.


Accade con l’arte, il gioco, lo sport; accade tramite alcol, fumo e droga, o con l’eros, la guerra, l’avventura. Il Sessantotto fu l’esplosione del bambino furioso, la nostra società egocentrica e narcisista è piena di infanzie avvizzite e capricciose.

La stessa denatalità si spiega col desiderio di coccolare il bambino interiore anziché dedicarsi al bambino di fuori.”

MV, Ritorno al sud


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