Il cielo è vuoto senza miti

Marcello Veneziani

Il cielo è vuoto senza miti



"La perdita del mito coincide con la perdita del cielo, come dimensione costitutiva dell'essere umano e orizzonte sovrumano di senso e destino.

Il cielo svuotato dal mito si riduce a uno spazio vuoto, funzionale ai servizi tecnologici e alle utenze commerciali: diventa luogo di percorrenza per il trasporto aereo, diventa etere in cui si trasmettono le telecomunicazioni, diventa previsione meteo.

Il cielo si appiattisce sulla terra, perde la sua maestosa alterità, oltre che il suo mistero; esiste solo in funzione dell'umanità.

Perdere il cielo è una disgrazia ontologica per l'uomo perché significa svuotarlo di ogni proiezione che lo conduca oltre se stesso e metta in salvo qualcosa di lui, fosse pure uno sguardo, dalla morte nel tempo.

Perdere il mito è perdere la vista del cielo, negarsi alla sua vastità, alla sua distanza e al suo chiarore."

MV, Alla luce del mito


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