Ha ragione Berlusconi, il lepenismo è perdente. Il vostro motto sia 'restate moderati, restate servi'

https://www.rischiocalcolato.it/ Di Mauro Bottarelli ,

Ha ragione Berlusconi, il lepenismo è perdente. Il vostro motto sia “restate moderati, restate servi”




“Angela Merkel è il leader europeo più autorevole”, parola di Silvio Berlusconi nella sua intervista al “Foglio” pubblicata oggi. Verrebbe facile l’ironia rispetto a differenti definizioni date della Cancelliera tedesca nel recente passato ma sarebbe roba da SkyTg24, ovvero bufale: quando si andarono a sentire in realtà quelle famose intercettazioni, l’epiteto “culona inchiavabile” si scoprì che non c’era.

Quindi, sgombriamo il campo. E questa è la cosa grave: ovvero, che la sudditanza berlusconiana sia in tutto e per tutto al Reich euroburocratico che Angela Merkel rappresenta e non il ravvedimento tardivo di un leader sboccato e volgare nei confronti di una donna. Silvio Berlusconi è animale politico navigato e, oltre a sentire odore di elezioni, sente odore di pax con Bollore sulla vicenda Mediaset Premium: al netto del nuovo asse tra Merkel e Macron, vedi mai che sistemo la peggior grana che la holding di famiglia si trovi ad affrontare.


D’altronde, che l’esperienza politica berlusconiana sia coincisa sempre con la tutela dei suoi interessi economici particolari è cosa nota, non serve fare elenchi di leggi e provvedimenti in tal senso. E anche questo, francamente, non mi tange più di tanto: per quanto una parte dei cittadini italiani voglia veramente una svolta liberale in questo Paese, non sarà certo Silvio Berlusconi a garantirla, a meno di non voler rizzollare a vita l’area antistante la tomba di Von Hayek e Von Mises, per quanto i due si rivoltino nella tomba. Forza Italia era una DC senza il talento, né gli uomini della DC.

E se parte del personale politico portato da M5S nelle istituzioni grida vendetta al cielo, ricordatevi chi ha portato sugli scranni del Parlamento o dei Consigli regionali il partito del Cavaliere: roba che il circo Barnum appare la sala da thé del Claridge’s alle 5 di pomeriggio, quindi evitiamo di scandalizzarci per qualche congiuntivo o qualche bizzarria.

Ma è sullo scenario interno che la questione si fa interessante, quando si trasla in chiave italiana il risultato delle recenti elezioni presidenziali francesi. Ecco il Berlusconi pensiero: “Cosa può insegnare all’Italia la storia della vittoria di Macron e della sconfitta di Le Pen? Insegna due cose importanti: che i partiti, se non sono capaci di rinnovarsi davvero, soffrono di una crisi che sta mettendo in discussione l’intero sistema di rappresentanza politica in Occidente.

Gli elettori sono stanchi, ovunque, delle solite facce, dei professionisti della politica, dell’apparato”. In effetti, l’Angela Merkel che Berlusconi stima tanto e che i cittadini del Nord Reno-Westfalia hanno appena incoronato, è davvero un outsider, non c’è che dire, fresca di esordio sul palcoscenico politico.


Il secondo aspetto riguarda la sconfitta annunciata della Le Pen: “Nonostante il brillante risultato e, nonostante il fatto che abbia saputo interpretare i sentimenti, le paure, le legittime frustrazioni di una parte importante dell’elettorato francese, la leader del Front National sconta il limite di tutti i movimenti di destra identitaria e antisistema: non soltanto non riescono a vincere ma dividendo il fronte moderato finiscono con il favorire la vittoria di candidati di sinistra”. Giusto, cazzo! Non si può aderire a un fronte, quello sovranista-populista-protezionista-xenofobo-razzista, che punta soltanto a spaventare e dividere, spalancando le porte alla vittoria della sinistra.

La stessa sinistra con cui Silvio Berlusconi, quello che mette in guardia Salvini dagli estremismi, sta già inciuciando per governare insieme dopo il voto, esattamente come successo con il patto del Nazareno e fino al blitz su Mattarella al Colle, apparente ragione della rottura tra Renzi e il Cavaliere. Stante miracoli e rivoluzioni sulla legge elettorale, nessuno potrà raggiungere il 40% e governare e il Cavaliere, per la stessa ragione per cui loda la Merkel (tiene famiglia, anzi, azienda), sta già lisciando il pelo al segretario PD per ottenere, attraverso il tranquillizzante e spendibile dogma della stabilità “che ci chiede l’Europa e che rasserena i mercati”, il classico do ut des: tu hai i miei voti per governare ma, in cambio, io devo poter guadagnarci qualcosa.


D’altronde, la finalità è comune: per Renzi depotenziare i Cinque Stelle, per Berlusconi offuscare la stella di Salvini, operazione già tentata attraverso il duo Bossi-Maroni e il loro candidato alle primarie della Lega di ieri e miseramente fallita. E’ tutto scritto, è tutto un reggersi assieme di interesse marci: Federico Ghizzoni non parla su Etruria perché ha una clausola di riservatezza (ben pagata) con Unicredit, motivo questo per cui Maria Elena Boschi minaccia ma non querela davvero Ferruccio De Bortoli, altrimenti in aula il buon Ghizzoni dovrà parlare per forza e Unicredit ci resterà male. Non è il particolarismo Etruria il grave, è l’asservimento generale della politica al potere bancario e finanziario che questa vicenda sottende. E, in questo, Renzi e Berlusconi sono uguali.

D’altronde, però, per quanto la politica appaia indegna – e lo sia, in parecchi casi -, il mitologico popolo appare quantomeno pusillanime. O servo. Perché se basta il refolo della paura, se basta il minimo sindacale di timore per il futuro per far tramutare la rabbia in rassegnazione del meno peggio, allora non prendiamocela con le Merkel, i Berlusconi o i Renzi: la colpa è di chi traccia la croce sulla scheda e la mette nell’urna.

Vale per gli operai e i lavoratori salariati che hanno scelto Emmanuel Macron pur di sbarrare la strada a Marine Le Pen in nome dell’antifascismo, vale per chi ha voluto mandare un segnale a Martin Schultz votando il partito di Angela Merkel in un feudo SPD, vale per chi – formalmente stanco dello stato delle cose – cederà infine alle sirene della governabilità e dell’Europa che ci guarda, dando ancora una volta fiducia a Silvio Berlusconi e al suo centrismo da ammucchiata di potere. Se nell’ora della radicalità si sceglie la moderazione, si crea un vulnus non risanabile.



E quale situazione storica, se non quella che stiamo vivendo, chiede, anzi implora, radicalità? Vogliamo parlare delle condizioni del lavoro? Del sistema economico-finanziario? Dell’Europa e dei suoi vincoli? Del sistema bancario? Dei flussi migratori utilizzati come ammortizzatore asociale delle necessità di compressione salariale delle elites e del progetto di sradicamento e asservimento delle consorterie mondialiste di riferimento? A quanto pare, i tedeschi come i francesi, gli austriaci come gli olandesi, hanno avuto più paura dell’instabilità, dell’UE e dei mercati che dei migranti, dei salari da fame, dei mini-jobs, delle pensioni a rischio, della disoccupazione, del degrado, sociale ed economico: viva la democrazia, hanno scelto e la loro scelta va rispettata. Ma non condivisa per forza.

La foto che ho scelto per la copertina è significativa, descrive cosa sia in atto meglio di mille miei, inutili parole: durante il G7, niente sbarchi in Sicilia. Ovvero, care risorse che scappate da guerra, miseria, carestia e persecuzioni, per quei giorni potete andare a fare in culo insieme alle vostre disgrazie: ci sono Merkel e Trump in giro, quindi agonizzate nel deserto libico e non rompete i coglioni. In subordine, emerge dell’altro: che se si vogliono regolamentare il mare e gli arrivi si può. E’ che non si vuole, perché c’è un processo etnico-politico-economico in atto da portare a termine. Però, appare sconveniente farlo en plein air quando si ritrovano i grandi della terra. Vogliamo parlare dei 68 arresti di questa mattina legati all’attività del Cara di Isola Capo Rizzuto?



Il business dei migranti in mano alla ‘ndrangheta, seguendo il modello che piace all’Europa che non bisogna fare arrabbiare: accogliete tutti. E il caso ONG, vogliamo parlarne? Cosa cazzo hanno mai detto o fatto di concreto sul tema Silvio Berlusconi e i suoi sodali da circo Barnum, prima che un magistrato con le palle e i presunti populisti – con cui non si vince – non mettessero il dito nella piaga? Nulla, anzi. E che il progetto di terrorismo sociale sia talmente in fase avanzata da permettere titoli di giornale come quello che ho utilizzato in copertina, lo dimostra un’altra cosa:



il fatto che persino la tavola della Legge del politicamente corretto, “La Repubblica”, azzardi uno sguardo nel favoloso mondo della realtà, dopo mesi di narrativa da Mulino Bianco e demonizzazione del pericolo fascista. E vogliamo parlare della Germania, la stessa che ieri ha visto uno dei suoi Lander più importanti incoronare la signora delle porte aperte? Bene, è della scorsa settimana la notizia che ad Amburgo l’autorità comunale ha cominciato la confisca coatta di immobili sfitti, anche di proprietà privata, per fare fronte all’emergenza abitativa legata all’eccessivo flusso di profughi innescato proprio dalle politiche della Merkel. Si tratta di sei palazzine nel distretto semi-centrale di Hamm, sfitte dal 2012 e di proprietà privata: nonostante il “no” del proprietario, il comune ha dato il via libera, forte di una distorsione ad hoc della Legge di protezione immobiliare (Hamburger Wohnraumschutzgesetz) del 1982, quando al governo della città c’erano i socialisti. E’ questo il florido futuro di stabilità europea che volete?



Bene, continuate a votare chi ve la promette e garantisce. Poi, però, smettete di rompere i coglioni, sui social come nei discorsi sui mezzi pubblici o al bar. E’ vero, spesso e volentieri con il lepenismo non si vince, se vogliamo inquadrare in quel termine qualsiasi movimento di rottura con lo status quo. Ma, fidatevi del fatto che esiste un’altra realtà assiomatica: se mai ci si prova, mai si vince. E, tanto meno, mai si potrà sapere se il proverbio relativo alla “strada vecchia” da non abbandonare sia una stronzata o meno. Parafrasando Steve Jobs, avanti di questo passo potrete dare ai vostri figli solo questo consiglio di vita: restate moderati, restate servi.




Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext