Verso la Bancarotta: Gennaio 2012 il peggior mese che si ricordi (in attesa di febbraio)

25/02/2012 tratto da www.rischiocalcolato.it

Il Diario della Bancarotta Italiana

Vi ricordate Quegli Inguaribili Ottimisti della Banca D'Italia  che avevano predetto una recessioncina fra l'1.2% e 1,5% per il 2012 (tavole prese da il  Bollettino Economico n. 67, Gennaio 2012 (il primo dell'anno) della Banca Italia uscito neanche un mese fa.)

Scenario a spread "Costante" : 500bpsScenario a spread "Ridotto" : 300bps
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A suo tempo il mio commento fu:

No dico... la differenza la farà lo spread con la Germania! Ma si può scrivere una minchiata di questo genere in un documento ufficiale della Banca D'Italia? Si, si può, l'hanno fatto dunque si può. E' incredibile come le cause si incazzino con gli effetti, dunque lo spread è una causa e non un effetto. Roba da matti.

E d'altro canto i compagni di merende del prode Monti non potevano scrivere che stiamo andando in bancarotta causa asfissia da spesa e tasse (messe dal prode...). No no. Colpa dello spread, nota variabile econometrica assolutamente indipendente in quanto mossa dai cattivi tedeschi, dai biechi speculatori, dagli sporchi evasori fiscali e ovviamente dai blogger disfattisti. (aggiungerei anche i rigori dell'inverno, state sicuri che verranno fuori anche quelli, non scherzo)

Ora vi voglio mostrare alcuni dati REALI su quanto è accaduto nel mese di Gennaio 2012:


Consumo di energia elettrica (di Massimo J. De Carlo):

da  Consumi di energia elettrica in Italia: - 2,3 a Gennaio 

Nel mese di gennaio 2012 l'energia elettrica richiesta in Italia, 27,9 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 2,6% rispetto al gennaio dello scorso anno.
Depurata dagli effetti di calendario e temperatura, la variazione della domanda elettrica di gennaio 2012 diventa -3,1%. Rispetto a gennaio 2011, infatti, si è avuto un giorno lavorativo in più (21 vs 20) e una temperatura media leggermente superiore a quella registrata nel corrispondente mese del 2011........

......A livello territoriale, la variazione della domanda si è articolata in maniera differenziata sul territorio nazionale: -1,6% al Nord, -2,2% al Centro e -4,7% al Sud.

ternaGennaio2012 2 Verso la Bancarotta: Gennaio 2012 il peggior mese che si Ricordi (in attesa di Febbraio)


Domanda di prodotti petroliferi (di Massimo J. De Carlo):

da I consumi petroliferi italiani nel mese di gennaio 2012

consumi petroliferi italiani nel mese di gennaio 2012 sono ammontati a circa 5,4 milioni di tonnellate, con un calo del 5,9% (-334.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2011.

prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un lieve aumento, pari allo 0,3% (+2.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2011, mentre il gasolio autotrazione una flessione del 3,4% (-64.000 tonnellate). La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di gennaio è così risultata pari a circa 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 1,8 di gasolio autotrazione, con un decremento del 2,4% (-62.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2011.....

Con i dati mensili precedenti ecco di seguito i nostri grafici a partire dal gennaio 2006.

Raggruppati per anno

petr2012gen 1 Verso la Bancarotta: Gennaio 2012 il peggior mese che si Ricordi (in attesa di Febbraio) Cliccare sul grafico per ingrandirlo

Aldilà di ogni ragionevole dubbio il puntone rosso assegna ai consumi di gennaio il livello più basso degli ultimi 7 anni, la conferma di una tendenza evidenziata dai grafici successivi.

Mesi in sequenza dal gennaio 2006

petr2012gen 2 Verso la Bancarotta: Gennaio 2012 il peggior mese che si Ricordi (in attesa di Febbraio)  

Cliccare sul grafico per ingrandirlo

Erogazione di mutui immobiliari (di Giovanni Baudo):   da L'immobiliare: nuovo anno, vecchio trend. Mutui -44% a gennaio 2012

.....Credo sia evidente il collasso del 2011 e il pessimo inizio del 2012. Giova ricordare che il crollo delle richieste è partito nel terzo trimestre dell'anno scorso. Nella mia sezione, in alto a destra (sotto Blog's), trovate tutti i precedenti.......

Di seguito l'andamento grafico mese per mese:


Andamento grafico mutui ipotecari 490x223 Verso la Bancarotta: Gennaio 2012 il peggior mese che si Ricordi (in attesa di Febbraio)

Disoccupazione 

Partiamo con il dato 2011 riportato dal Prof. Mela nel suo magistrale post : L'Italia è una Repubblica schiavista, fondata sullo sfruttamento dei giovani da parte dei vecchi. (lettura obbligata)

     «Il tasso di disoccupazione a livello nazionale è pari a 8,4% nel 2010 con differenze rilevanti a livello regionale. Il dato risulta particolarmente consistente nella classe di età giovanile (15-24 anni) dove si attesta al 27,8% e raggiunge quote che superano il 40% nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata 42%, Campania 41,9%, Sicilia 41,3%).»

     «Nel periodo 2007-2011 il peso dei giovani rispetto al complesso dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, è passato dal 20% al 15,6%.

e aggiungiamo il dato di Gennaio 2012:

da http://www.unosguardoalfemminile.it/

 Stando al recente rapporto su "Occupati e Disoccupati" diffuso dall'Istat il 31 gennaio 2012, sono 22.903 mila gli occupati al mese di dicembre 2011, con un tasso di disoccupazione pari all'8,9%, mai così alto nel nostro Paese dal gennaio 2004.

Donne e giovani sono le principali "vittime" dei tagli sul lavoro. L'Istituto nazionale di statistica lo scorso novembre aveva documentato una forte contrazione dell'occupazione della sola componente femminile, attestando al 39% il tasso di disoccupazione per le donne del Mezzogiorno tra i  15 e i 64 anni. Nell'ultimo rapporto di gennaio è stato registrato, però, un lieve incremento dell'attività lavorativa delle donne, con 9.394 unità in più rispetto al mese precedente, aumento che interessa particolarmente le regioni del Nord Italia con uno scarto di circa 26 punti percentuali rispetto al Sud (56% donne occupate al Nord, 30,4% al Sud).

...IN UN SOLO MESE LA DISOCCUPAZIONE E' AUMENTATA DEL 0,5%!  


Conclusioni  

Devo confessarvi che in tutta la mia non troppo breve carriera di studio obbligato (i biechi speculatori fanno i compiti a casa) delle cose economiche italiano, MAI mi è capitato di assistere ad un disastro di queste proporzioni.   I dati qui sopra mostrano un paese che si sta rapidamente deinstrializzando e testimoniano drammaticamente quanto sciocche e ipocrite le discussioni su eventuali "decrescite felici". Anche se molti di voi conoscono quale sia la mia opinione sulla causa principale che sta portando l'Italia in bancarotta, voglio egualmente ribadirla aiutandomi con qualche riga scritta a suo tempo da Antonio Martino:   I nostri problemi non sono la patologia accidentale di un sistema di trasferimenti sano ma l'esito fisiologico, prevedibile e previsto, di un sistema sbagliato. Pensare che si possa crescere quando lo Stato e le altre amministrazioni pubbliche assorbono oltre il 51% (ora 52 ndfk) del reddito nazionale è semplicemente donchisciottesco e del tutto irrealistico. Mai nessun paese al mondo ha avuto uno sviluppo sostenuto quando la spesa pubblica supera il 40% del reddito nazionale. La Svizzera è quasi priva di risorse naturali, non ha una popolazione omogenea, avendo lingue nazionali, religioni ed etnie diverse, eppure è il paese più ricco in Europa. Perché? E' l'unico paese europeo nel quale la spesa pubblica non supera il 35% del pil e ha un federalismo cantonale vero, non l'orrendo scimmiottamento che ne abbiamo perpetrato in Italia, dove vengono considerati enti locali la Lombardia e la Sicilia, rispettivamente con 9,5 e 5 milioni di abitanti. La Confederazione Elvetica, con sette milioni di abitanti, ha ben ventisei canoni autonomi. Quello è vero federalismo, il nostro non lo è........(dal Blog di Antonio Martino (verso la bancarotta) )   e io aggiungo   Nessuno Stato può costringere un individuo a produrre ricchezza. Solo l'individuo può decidere di farlo se le condizioni sembrano giuste per se stesso.

Lo Stato, può mandare i carabinieri, i finanzieri e persino i carri armati. Lo stato può confiscare, imprigionare persino torturare. Ma, mai, mai e poi mai potrà costringere un individuo a fare del suo meglio per produrre ricchezza. E' questo il vero motivo che ha distrutto ogni tentativo di regime comunista, niente altro.

L'essenza di quello che sta accadendo in Italia  è proprio questo. Ci sono categorie di produttori di ricchezza netta che hanno deciso che non vale più la pena di continuare. Non ci stanno più dentro, troppi rischi e poco (o niente) da guadagnare. Dunque stanno smettendo, alcuni chiudono altri portano le produzione fuori da questo paese.

 Altro che recessioncina al -1,5%.




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