#NOHOPEFORTHISITALY Oggi un ventenne diventa 'autosufficiente' a 38 anni, nel 2030 lo diventerà quasi a 50 anni...

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#NOHOPEFORTHISITALY Oggi un ventenne diventa "autosufficiente" a 38 anni, nel 2030 lo diventerà quasi a 50 anni...


Come vi spiegavo nel mio post Persino dagli USA esclamano: Italiani attenti alle vostre Banche! (mentre qui tutti sempre più in fuga dalla realtà...)


negli USA si sta diffondendo sempre di più la consapevolezza che FallitaGlia è in Declino Irreversibile e che andrà sempre più a fondo, non solo sulle Banche ma in generale sulla sostenibilità del suo Stato "Fallito" che sta beneficiando di un eccezionale "supporto vitale" da parte della BCE di Draghi: ci è stato concesso tempo ma non è stata fatta nessuna riforma strutturale degna di questo nome, al contrario è stato fatto soprattutto deficit di pessima qualità.


Pensate a quando questo supporto vitale inizierà a venire meno ed a quando scadrà il mandato di Draghi...e dopo di lui magari un tedesco a capo della BCE? ;-) #tictactictac vedi il mio post: #tuttacolpadiSanMarioDraghi: costo del debito italiano giù di 20 miliardi (ma la marea di liquidità sta iniziando a ritirarsi #tictactictac)


Considerate inoltre che questa consapevolezza NEGATIVA sull'Italia si sta diffondendo anche negli USA ovvero nel mercato finanziario che più di tutti detta la linea dei mercati finanziari globali, per cui quando il paracadute della BCE man mano verrà meno...ne vedremo delle belle... #tictactictac

Nel frattempo la maggioranza di voi vive ancora in un Mondo che già non c'è più, non ha la minima consapevolezza dell'orlo del baratro sul quale cammina, fa scelte del tutto de-correllate dalla (scomoda) realtà e su orizzonti temporali massimo a 24-36 mesi: dunque fa scelte del tutto inefficienti, surreali e spesso distruttive (soprattutto per i propri figli).


La reazione di massa non è adattarsi al nuovo contesto Globale/evolvere ma al contrario è FUGGIRE ULTERIORMENTE DALLA REALTÀ, corteggiati da una banda di pifferai magici che offrono soluzioni fantasy illusorie...le uniche che ti facciano salire in testa ai sondaggi e che possano farti vincere le elezioni in un Paese ancora a maggioranza Italopiteca in estinzione...

Ma leggetevi bene questa analisi razionale&pragmatica from U.S. che vi ho tradotto. Basta fare semplicemente 2+2 e l'esito di FallitaGlia risulta evidente, persino da oltreoceano... mentre qui la maggioranza vive ancora negli anni '70 e si dissocia dalla Realtà.

L'Italia pericolosamente sull'orlo del baratro di diventare un problema globale dal sito americano Wolf Street - By Don Quijones

This trend is not your friend = Questo Trend non è tuo amico... Essere giovani, dotati, con un ottimo curriculum e italiani di questi tempi non è una garanzia di sicurezza finanziaria. Come mostra un nuovo studio della fondazione Bruno Visentini,


chi oggi in Italia ha venti anni in media dovrà aspettare altri 18 anni per iniziare a vivere in modo indipendente...ovvero tra le altre cose avere una casa, un reddito stabile e la capacità di creare/mantenere una famiglia.
Insomma...circa il doppio di tempo che ci avrebbe messo un giovane ventenne italiano nel 2004.

Un trend in netto peggioramento
Una statistica dell'Eurostat di Ottobre 2016 mostra come meno di 1/3 degli under 35 abbia lasciato la casa di mamma/papà, il 20% peggio della media europea. Ed il trend è in fase di continuo peggioramento a causa dell'economia italiana che continua ad essere in difficoltà.


Secondo le previsioni dei ricercatori, coloro che diventeranno ventenni nel 2030 ci metteranno in media 28 anni per essere in grado di vivere in modo indipendente. Detto in altre parole molti dei bambini italiani di oggi non cresceranno nel vero senso della parola fino ai 50 anni.


Tutto questo ci porta ad un'ovvia domanda....................

se la generazione futura dell'Italia faticherà a diventare indipendente ed a mantenersi fino quasi ai suoi 50 anni, come sarà in grado di mantenere il crescente numero di baby boomers che stanno per andare in pensione (in media ad età notevolmente basse come 58 per gli uomini e 53 per le donne)? E qui non consideriamo gli interessi da pagare di oltre 2000 miliardi di debito pubblico che lo Stato Italiano ha accumulato (e che non includono gli almeno 400 miliardi di debiti inesigibili del sistema bancario italiano, problema che si spera di rimandare tamponando le banche).


Il trend demografico sopra descritto potrebbe avere gravi implicazioni sull'enorme stock dei non-performing loans (crediti deteriorati) che minacciano di disintegrare il sistema bancario dell'Italia. Se la maggioranza dei giovani italiani non sono finanziariamente indipendenti, chi sarà in grado di comprare gli immobili pignorati e gli altri asset che invaderanno man mano il mercato quando i prestiti/i mutui inesigibili verranno infine ripuliti dai bilanci delle banche?


Com'è accaduto in Spagna ed in altre Nazioni colpite dalla Crisi, i fondi globali di investimento probabilmente si caricheranno una parte dell'offerta comprando grandi tranche di proprietà pignorate e/o non occupate e questo porterà i prezzi immobiliari ancora più al ribasso...ma che poi riescano a far rendere (affittandole) queste proprietà oppure a rivenderle facendo profitto, è tutto un altro paio di maniche, soprattutto se la maggioranza dei giovani italiani (il vero motore immobiliare strutturale) saranno costretti a rimanere a casa dei genitori perchè non in grado di mantenersi.

Sull'orlo del baratro di diventare un problema globale


La disoccupazione giovanile è un problema globale che sta già avendo notevoli impatti negativi sulle società/economie e sulla loro capacità di finanziare i loro bisogni. La disoccupazione giovanile è ad uno stellare 54% in Sud Africa, 46% in Grecia, 42% in Spagna, 40% in Italia.
Nel 2015 in media nei Paesi dell'OCSE il 14,6% di tutti i giovani (40 milioni di persone) sono etichettati come NEETs (Not in Education, Employment, or Training).



Nelle Nazioni del Sud Europa la percentuale è notevolmente più alta, con un range tra 1/4 ed 1/5 di giovani che non lavorano e/o non studiano in Italia, Grecia, Spagna.  nIn Italia la principale ragione per cui così pochi giovani sono finanziariamente indipendenti è che non possono permetterselo.


Delle 15 Economie Occidentali classificate nel Global 50 Remuneration Planning Report, l'Italia può andare fiera del più basso salario medio per un lavoro a tempo indeterminato ottenuto dagli appena laureati = 27.400 euro all'anno.


Provate a fare il paragone con gli 83.600 euro all'anno del numero 1 della Classifica = la Svizzera...o con i 51.400 euro/anno della seconda classificata = la Danimarca o con i 45.800 euro/anno di Germania e Norvegia. n Persino in Spagna, che ha infranto il muro del 20% di disoccupazione ben tre volte negli ultimi 30 anni e che è stato definito da un professore spagnolo di economia come “the worst labor market on Earth", chi si è appena laureato può aspettarsi di guadagnare 3000 euro in più all'anno dei poveri giovani italiani....

Il sogno di avere 1000 euro al mese


Per i lavoratori non qualificati (N.d.R. tassisti a parte ed altri a business feudali protetto) in Spagna Italia, Grecia la realtà lavorativa è sempre peggiore. Dieci anni fa in Spagna fu coniato il termine “mileurista” per indicare i giovani che guadagnavano 1000 euro al mese e per definire una fascia a basso reddito che non avrebbe mai potuto sognare di possedere un proprio appartamento. Oggi con un 40% di disoccupazione giovanile diventare un “milleurista” è qualcosa a cui aspirare....


Secondo il quotidiano spagnolo ABC di 1,7 milioni di contratti di lavoro firmati a dicembre dell'anno scorso, 92% sono stati di lavoro temporaneo. Ma in ogni caso ci si aspetta che la nuova generazione di disoccupati, sotto-impiegati, malpagati e/o NEETs dovranno mantenere oltre 8 milioni di nuovi pensionati, che hanno aspettative di vita lunghissime coma mai prima e che hanno una pensione pubblica media di 906 euro al mese, la seconda più alta (come percentuale del salario) in Europa dopo la Grecia.


Lo stesso sta accadendo per l'Italia la cui CRISI è appena iniziata.


Com'è accaduto per la Spagna i giovani più dotati stanno emigrando verso le economie più performanti come Germania, Svizzera e gli UK.  Con molti programmi che offrono ai giovani opportunità di studio e lavoro un po' ovunque, come l'Erasmus etc la scelta non è tanto se rimanere ma se ANDARSENE, secondo il rapporto della Fondazione Migrantes.


Per le aziende del Nord Europa l'esodo di massa di giovani talenti dal sud Europa significa forza lavoro più a basso costo che può solo aumentare il gettito delle tasse.


Ma per i Paesi come Italia e Spagna tutto questo rappresenta un'emorragia di talenti e di competenze, la maggior parte dei quali sviluppati con fondi pubblici e senza avere "un ritorno di investimento corrispondente".

Continuando su questa parabola del Declino, la sostenibilità fiscale e degli Stati dell'Europa del Sud, già portata al limite, non può che continuare a declinare.


Come potete notare negli USA hanno ben capito che 2+2 fa 4.... qui invece c'è ancora la maggioranza "dissociata dalla realtà" che sbraita contro la Fornero colpevole di avere distrutto le pensioni ed i pensionati...
ovvero di aver "distrutto" qualcosa che già oggi è sempre meno sostenibile e che MATEMATICAMENTE andrà sempre di più svanendo...
Non perdere il mio POST in merito: https://www.facebook.com/stefano.bassi.758/posts/10156109695867281?pnref=story

La via per invertire il Declino Italiano ci sarebbe  ma è inapplicabile come spiegavo nel mio post #NOHOPEFORTHISITALY = 1/3 degli Occupati sono in fascia 50-64 anni (7,5ml). Nel 2004 erano 4,5ml...  (che tra parentesi va ad integrarsi alla perfezione ed in modo devastante con l'analisi sopra citata)


In effetti da un punto di vista "psicologico" capisco perchè la maggioranza degli italiani neghi la realtà e corra dietro a qualunque pifferaio magico che gli prometta soluzioni salvifiche anche se illusorie. Infatti come dimostro da tempo FallitaGlia è in un vicolo cieco senza via di uscita. (Forse) solo con una cura shock + un'inversione ad U...si potrebbe almeno tentare di invertire il Declino.vedi un esempio: Ecco la Ricetta per mandare in BOOM l'Italia a +5% di PIL (altro che referendum...)


Cura che però non puoi applicare perchè se solo la prospetti, vai contro al blocco italopiteco che è maggioranza (anche come mentalità diffusa/inculcata) e crolli al 4% di consensi. Dunque al governo ci va sempre il populista più efficace del momento (poco fa Renzi, adesso la banda M5S...)... ed il Declino non può che continua/avvitarsi, fino al sempre più vicino DEFAULT.


Anche il mio post dove Briatore si è permesso di dire che non capisce come sia possibile vivere con 1300 euro al mese, che quella cifra non deve essere un obiettivo del quale accontentarsi e che al Sud sono rimasti solo gli sfaticati... va ad integrarsi assai bene con l'analisi oggetto di questo post. nLe SCOMODE Verità del "cattivissimo" Briatore (ma chiunque dica la verità in una FallitaGlia dissociata dalla realtà è scomodo/stronzo...)

Se a tutto questo ci aggiungiamo gli ultimi due DATI DEVASTANTI appena usciti... beh che vi posso dire?... #NOHOPEFORTHISITALY Attivatevi pragmaticamente che le soluzioni sono solo personali/di gruppo e proteggete i vostri risparmi nei modi che da anni vi spiego nel Blog.


Istat: Italia penultima nella Ue per tasso di occupazione In Italia sono occupate poco più di 6 persone su 10 tra i 20 e i 64 anni, il dato peggiore nell'Unione europea ad eccezione della Grecia.  Tra i 20 e i 64 anni nel 2016 era occupato il 61,6% della popolazione con un forte squilibrio di genere (71,7% gli uomini occupati, 51,6% le donne).  nGrande anche il divario territoriale tra Centro-Nord e Mezzogiorno (69,4% contro il 47%). Nella graduatoria Ue sul 2015 solo la Grecia ha un tasso di occupazione inferiore, mentre la Svezia registra il valore più elevato (80,5%).



Istat, produttività lavoro ancora giù nel 2016: -1,2%  ancora la produttività del lavoro ha subito un nuovo calo nel 2016 pari all’1,2 per cento. Sono solo alcune delle indicazioni che emergono dal Rapporto «Noi Italia» realizzato dall’Istat.


Come spiegavo "in modo ironico" nella mia bacheca Facebook: nTUTTA COLPA DELL'ECCESSO DI NEO LIBERISMO ;-) :-) In Italia sono occupate poco più di 6 persone su 10 tra i 20 e i 64 anni, il dato peggiore nell'Unione europea ad eccezione della Grecia. In Italia in cinque anni gli statali sono aumentati dell’1% rispetto al totale e oggi rappresentano il 27,5% di tutta la forza lavoro... Se poi considerate che una buona parte del lavoro privato è collegato al Pubblico secondo me saliamo anche al 60%-70%... Il 55% circa del PIL è intermediato direttamente dallo Stato (attraverso la spesa pubblica) e per via indiretta a naso arriviamo anche all'80% di intermediazione. Circa il 60% degli italiani dipendono direttamente/indirettamente dal settore pubblico. nIl bello è che lo Stato Italiano sostanzialmente è FALLITO, al netto dei "tamponi" di Draghi che non saranno eterni. In bocca al lupo a voi che restate all-in-Fallitaglia, ne avete bisogno... ;-)


#NOHOPEFORTHISITALY
#BUONAPROSECUZIONEDIDECLINO
#VERSOLABANCAROTTA
#SEMPREPIÙDISSOCIATIDAREALTÀ
#VIPORTERANNOVIATUTTOLASCIANDOVINMUTANDE




Bene, giusto per confermarvi che non sono l'unico paranoide catastrofista... ;-) ma semplicemente qualcuno che sa leggere razionalmente la (scomoda) realtà... e che da anni vi anticipa il progressivo DEFAULT dell'Italia vedi il mio post che ha fatto il giro della rete: 31 Ottobre 2019 = DEFAULT DELL'ITALIA (M-A-T-E-M-A-T-I-C-O...o quasi....)


vi lascio con tre flash illuminanti dell'amico Paolo Cardenà del Blog Vincitori e Vinti. Buona Pasqua a tutti! Ed in bocca al lupo...

Paolo Cardenà


Un noto asset manager di fondi obbligazionari, che gestisce (seriamente ed in modo indipendente; a mio avviso tra i più bravi in questa asset class) centinaia di miliardi di dollari di asset, nella sua newsletter giornaliera, oggi (solo oggi), ha parlato dell'eventualità di ristrutturazione del debito pubblico italiano, qualora la crescita dovesse rimanere stagnante e i rendimenti dovessero salire troppo a seguito del prossimo tapering della Bce.


Ha parlato anche del fatto che non si sente di escludere un'altra crisi del debito sovrano nei paesi mediterranei. Sono tutte cose che avete potuto leggere sul blog almeno 3 anni fa. A gratisse.  Nel frattempo i vostri consulenti vi rassicurano dandovi pacche sulla spalla, perché i gestori dei vostri fondi so' bbbbravi e quindi preparati ad evitare qualsiasi rischio. Come no...due volte. Contenti voi....
#tictactictac
https://blog.axa-im.it/ricerca/versione-di-iggo/iggo-le-due-facce-del-debito/

Vincitori e Vinti - Il blog di Paolo Cardenà
Se i prezzi del petrolio scendono, si attenuano le pressioni sui prezzi e l'inflazione scende anziché aumentare. Di conseguenza i paesi con le pezze al culo (leggi Italia) non possono smaltire l'indebitamento per via dell'inflazione. Ma questa dinamica va in soccorso delle Banca Centrale Europea che potrà ancora per qualche tempo (finché i tedeschi lo permetteranno) proseguire l'azione di stimolo monetario, aiutando così i paesi con alto debito (leggi nuovamente Italia) a collocare carta a tassi estremamente bassi, con ovvi riflessi positivi sul bilancio pubblico, che nel caso dell'Italia sono stati tuttavia dissipati per comprare consenso politico (vedi 80 euro).


Se invece l'inflazione dovesse attestarsi sui livelli desiderati dalla Bce (2%), si deteriorerebbe l'alibi che consente alla banca centrale di comprare titoli pubblici con gli effetti di cui ho detto sopra (mantenere i tassi bassi).


Di conseguenza la Bce dovrebbe abbandonare la politica monetaria ultra espansiva. Questo, ancora una volta, si rifletterebbe sulla tenuta dei paesi fortemente indebitati (leggi Italia) e incapaci di agganciare livelli di crescita adeguati all'enorme indebitamento (leggi ancora Italia), con la conseguenza che il costo del debito esploderebbe vanificando gli effetti positivi dell'inflazione sul debito. Detta in altri termini, possiamo ribadire una cosa molto ovvia, ossia che se il Pil nominale (cioè comprensivo dell'inflazione) non cresce in misura almeno pari all'aumento del debito, questo aumenta per via inerziale, anziché diminuire. Questo per dirvi che in giro per il mondo c'è una grande mina vagante. Si chiama Italia.

Paolo Cardenà
Allo stato attuale, non c'è nessun dato macro che possa giustificare la prosecuzione, da parte della Bce, di manovre di politica monetaria ultra espansive, se non la necessità di mantenere l'Italia attaccata al respiratore artificiale.  Questo è tanto più vero se si pensa agli importanti appuntamenti elettorali in eurozona, che non potrebbero essere affrontati con il rischio di un'altra crisi del debito sovrano o con tensioni sul debito italiano.  Insomma, ad oggi, nonostante dati macro robusti in maniera diffusa, fa comodo a tutti che la Bce mantenga questa calma apparente.


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