L'ipocrisia di chi salva gli agnellini

Camillo Langone ilfoglio.it

L'ipocrisia di chi salva gli agnellini




Si sono traditi: sotto la candida lanetta sono spuntate le zanne arrossate, gli amanti degli agnelli si sono rivelati lupi antropofagi. Michela Vittoria Brambilla non ha saputo trattenersi dall’accusare Renzi, colpevole di essere onnivoro, di avere favorito, quand’era al governo, la caccia alla nutria e la caccia al cinghiale.


Dunque vogliono allattare agnelli e vedere uomini annegare (le nutrie distruggono gli argini). Dunque vogliono fare ciao alle caprette, come Heidi, e dire amen agli automobilisti e ai motociclisti che sempre più spesso muoiono per impatti coi suini selvatici (l’ultima tragedia meno di un mese fa a Roma, dalle parti della Cassia).


L’animalismo è una religione e come altre religioni pagane pretende sacrifici umani: sia messo fuorilegge come si metterebbe fuorilegge la religione azteca se i suoi sacerdoti ricominciassero a strappare il cuore dei prigionieri in onore del Dio Sole.


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