Nozze, voce del verbo nuocere.

25/2/2012 di Marcello Veneziani per Il Giornale

I neosposi pidì e pidielle hanno votato insieme una legge che renderà più rapido il divorzio. Basterà un anno di separazione e puoi divorziare, o due se hai bambini piccoli.

Vuoi mettere se lasci senza genitori un bimbo di tre anni o uno che invece ne ha ben quattro ed è diventato ormai uomo di mondo?

Io, che sono per indole un estremista, propongo una soluzione più drastica: l'abolizione del titolo legale del matrimonio. Basta con il marito e il moglie, dopo la fondamentale riforma dell'articolo la del ministro Fornero; chiamiamoli per nome e togliamo ogni impiccio agli italiani.

Si coniugano solo i verbi, non più le persone. Stiamo insieme finché stiamo insieme, e se c'è vera parità nessuno mantenga il coniuge, ma solo i minori. Finiamola con 'sto matrimonio, causa principale della crisi economica, delle spese più ingiuste, delle incazzature e delle disperazioni più feroci, oltre che causa principale del nefasto prolungamento della specie.

Perché parificare le unioni gay ai matrimoni? Facciamo il contrario, equipariamo i matrimoni alle coppie gay, unioni di fatto che durano finché lo vogliono gli interessati. Via i doppi cognomi, i figli maschi adottano il cognome del genitore maschio e le femmine del genitore femmina, o da adulti a loro scelta un cognome che li sintetizza entrambi o anche uno a piacere, di fantasia.

Chi vuole il matrimonio si sposi in chiesa e magari sia indissolubile. Ma davanti al sindaco non compiamo più atti impuri in luogo pubblico. Nozze, passato del verbo nuocere


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