Quel magistrato col tricolore al collo

Marcello Veneziani

Quel magistrato col tricolore al collo


Lasciate che io stringa idealmente la mano a Michele Ruggiero, il pm di Trani che ha osato trascinare in tribunale le vecchie streghe delle agenzie di rating che nel 2011 declassarono ripetutamente il nostro Paese spingendoci a sovvertire la sovranità popolare e nazionale e a farci commissariare, tramite i tecnici, dall’Europa.


Non so sul piano giuridico se la sua azione avesse tutti i crismi per essere accolta o respinta, come invece è accaduto, dal Tribunale. Lo capiremo anche quando conosceremo perché il tribunale ha respinto la sua richiesta di condanna.


Ma l’ingerenza e l’arbitrarietà di quei giudizi sommari, gli interessi che si muovono intorno a questi pronunciamenti e il ruolo stesso assai discutibile e comunque improprio e invasivo di queste agenzie di rating, meritano in effetti un supplemento d’indagine circa la loro attendibilità, indipendenza e gli effetti distorsivi che creano non solo nei mercati ma nelle democrazie.


Non amo l’esibizionismo dei magistrati, critico i loro sconfinamenti e il loro protagonismi, ma per una volta vedere un magistrato che difende la sovranità nazionale e popolare, e che anche simbolicamente si presenta in tribunale con una cravatta tricolore, lo considero un bel passo avanti rispetto a tanti magistrati sfascisti e a tante toghe rosse.


Mi è piaciuta anche la sua dedica e il suo impegno: A tutti i miei fratelli d’Italia, piccoli e grandi, dedico questo enorme sforzo, con l’amarezza di non avere raggiunto – per ora – l’obiettivo. Aggiungendo: «È davvero incredibile quanto talvolta ci si possa sentire soli nel fare il proprio dovere».


Non mi interessa che la sua presa di posizione sia piaciuta in particolare ai grillini, mi interessa il contenuto e se permettete anche lo stile, il richiamo, il valore d’italianità che essa esprime.


Non capisco perché le spacconate, gli outing, le dichiarazioni pubbliche di tanti magistrati d’assalto passano in silenzio agli occhi di molti loro colleghi, anche in politica, e invece si debba censurare il blog di Michele Ruggiero che per una volta difende il nostro Paese.


E mentre i media sono tutti presi dall’adorazione di altri magistrati che per punire la violenza di genitori islamici che rapano a zero la loro figlia quattordicenne, producono un trauma ben più grave alla stessa ragazzina strappandola alla sua famiglia e al suo habitat vitale, lasciate che io preferisca l’azione solitaria e controcorrente di questo magistrato che ci ha ricordato l’importanza di tutelare l’autonomia e la dignità del nostro Paese rispetto ai poteri tecnico-finanziari internazionali.


È amaro appellarsi ai fratelli d’Italia e poi sentirsi figli unici.


MV, Il Tempo 2 aprile 2017


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