COSA SIGNIFICA IL REGALO DI DRAGHI ALLE BANCHE DI 234 MILIARDI?

Maurizio Blondet 27 marzo 2017

COSA SIGNIFICA IL REGALO DI DRAGHI ALLE BANCHE DI 234 MILIARDI?



“Pioggia di soldi alle banche europee: la Bce stanzia 233,5 miliardi. Le italiane fanno il pieno”: titolo su 24 Ore del 23 marzo.


Testo: “Le banche dell’eurozona hanno chiesto alla Banca centrale europea liquidità per 233,5 miliardi di euro, nella quarta e ultima operazione cosiddetta Tltro-2, che punta a incentivare le banche a impiegare i fondi nell’economia reale. Più di un quarto della liquidità assegnata è andata alle principali banche italiane, che hanno incamerato 62,8 miliardi.


Acquisto di debiti da parte della BCE


Le richieste soddisfatte dalla Bce sono venute da 474 banche e sono andate al di là della maggior parte delle attese dei mercati. Le banche hanno approfittato dell’ultima occasione per ottenere dalla banca centrale fondi a 4 anni a tasso zero, che può diventare addirittura negativo se il volume del credito concesso a imprese e famiglie supererà certi parametri. In tal caso, la Bce potrebbe corrispondere alle banche fino a 40 punti base”.


Vaghezza della neolingua tecnica. In quali casi  la BCE potrà corrispondere alle banche fino a 40 punti base? E cosa sono i punti base?


Anzitutto i punti base:   Mario Draghi darà alle banche un prestito a tasso negativo dello 0,4%.  Il che significa: su  100 euro presi in prestito, la banca non solo non paga interessi, ma riceve 0,40 euro. Su un miliardo di euro, sono 40 milioni. Su cento miliardi,è un regalo di  4 miliardi alle banche.


Perché le banche  italiane si sono affollate agli sportelli di Draghi per prendere i prestiti? Non solo le banche italiane:  474 banche europee. Sono  loro che hanno “chiesto” quei 235 miliardi, “il doppio rispetto alle attese”,  dice  ancora 24 Ore (ma in un altro articolo).


Vediamo di capire. Prendiamo una banca immaginaria, la  CFA,   Credito Facile per gli Amiconi.  Siete piena di  “prestiti non performanti”, ossia crediti che avete fatto  ad amiconi ed anche a non amiconi, e che questi non restituiscono;  anzi, che hanno cessato di “servire”, pagando  almeno la quota d’interessi (sulla quota di capitale da pagare,la banca non si  preoccupa: sono soldi dei depositanti e risparmiatori, mica i suoi).  Prestiti andati a male,  dopo 8 anni di grande depressione ininterrotta non c’è nemmeno da stupirsi.


Alessandro Profumo. Da Wikipedia: Nel 2007, con la fusione di Unicredit con Capitalia, Profumo è a capo di uno dei più grandi gruppi bancari d’Europa. Nel 2007 ha avuto un compenso di 9.427.000 euro (oltre ad azioni gratuite per 3,92 milioni) mentre nel 2008 ha rinunciato volontariamente ai bonus per 5,5 milioni di euro scendendo così a 3,48 milioni. Il 21 settembre 2010, Profumo si dimette dalla carica di amministratore delegato di Unicredit con una buonuscita di 38 milioni di euro. (Unicredit è quella che ha chiesto a Draghi di più fra le banche italiane: 24 miliardi). Il 18 marzo 2012 i comunisti lo mettono alla presidenza della Monte dei Paschi, subentrando a Giuseppe Mussari. Il 24 luglio 2015, Profumo si dimette dalla carica. Adesso lo hanno messo a capo di Finmeccanica, perché la faccia a pezzi e la svenda a stranieri.


Ebbene:   voi  banchiere della CFA  andate a portare questi crediti  andati  a male allo sportello di Draghi; Draghi li annusa e dice che, tutto sommato, non puzzano poi tanto. Li  prende  “in pensione”, li parcheggia   nelle sue scritture, e  in cambio apre alla CFA un credito dello stesso ammontare.  Un credito gratuito; anzi più che gratuito, come   abbiamo spiegato.  La CFA beneficia di un tasso negativo di 0,4%. La condizione: che si impegni a prestare a famiglie e imprese (esclusi i prestiti immobiliari, per i mutui-casa), ossia alla produzione e al consumo. E’  quella che nella neolingua si chiama “politica non convenzionale”.


“Le  italiane, da sole, si sono portate a casa oltre 60 miliardi (più della metà a Intesa e UniCredit), che praticamente equivalgono a quasi un miliardo di potenziali interessi incassati sui quattro anni (lo 0,4% di 60 miliardi è 240 milioni, per quattro anni = 960). Ma la provvista è stata fatta anche in vista di un prevedibile progressivo rialzo dei tassi. Che cambierà la vita a tutti, scrive 24  Ore in un altro articolo ancora.


Ma non crediate che le banche francesi siano state da meno.  Dopotutto, BNP Paribas  ha annunciato che chiuderà il 10 per cento delle agenzie e licenzierà di conseguenza. Le banche francesi dovrebbero aver chiesto sui 100 miliardi,   che sono il doppio della precedente elargizione.


Alcune riflessioni si impongono. Come si vede,  non esiste più alcun libero mercato. O almeno: il libero mercato, la concorrenza,   esiste per voi comuni mortali; siete voi che dovete dimostrare alla banca, per avere un fido di 9 mila euro, che come imprenditore avete superato vittoriosamente la competizione straniera,  e nonostante gli ostacoli burocratici della inefficienza pubblica italiana che vi strangola,  state producendo profitti –  con l’export, dato che il mercato interno è fermo e   consuma sempre meno.


Siete voi che dovete dimostrare di avere  “merito di credito”, ossia che la banca  può indebitarvi senza rischi o quasi, perché lo  sapete, il mercato è quello che è, e il denaro “mica è gratis”, il denaro “costa”. Invece a Unicredit, il denaro non costa niente. Anzi, per avere preso in prestito 24,4 mila milioni,   la BCE gli regala lo 0,4.  Ah, ma beninteso, alla condizione che presti a voi, piccolo imprenditore che ha bisogno di “investire per competere  sui mercati mondiali”:


Ma no,  ma no: le  banche si sono riempite di liquidità “in  vista di un prevedibile progressivo rialzo dei tassi. Che cambierà la vita a tutti”,   come prevede (minaccioso)   24 Ore. Insomma hanno solo promesso a  Draghi che presteranno all’economia reale – prometter non costa nulla.


Diciamolo chiaro: tutti quei miliardi di denaro gratis o meno che gratis, non sono  per voi piccoli imprenditori e artigiani, non è per voi  cittadini qualunque. E’, anzitutto, per gli amiconi di Mario Draghi, ossia le banche  – che devono anzitutto estrarre i loro profitti,  anche se l’economia crolla. Lo diciamo con sicurezza, perchè Draghi ha già regalato 400 miliardi alle banche,   senza esito sull’economia reale che è bloccata in tutta europa in una  stagnazione permanente, una disoccupazione altissima dovunque tranne che in Germania, e senza risanare nessuno degli squilibri prodottidallgli intereventi europei.


http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-03-22/l-europa-e-l-insostenibile-status-quo-201928.shtml?uuid=AEDEMRr&refresh_ce=1


Serviranno a salvare Montepaschi, Alitalia, eccetera


Poi, s’intende, le banche presteranno a tassi favorevoli: agli Amiconi. Ai complici   con tessera di un noto partito,  alle Coop rosse già esentate fiscalmente, agli amiconi che possono chiedere perché sono grossi e mai restituire perché sono grossi (vedi i grandi debitori di Montepaschi).


Posso addirittura accettare scommesse  che con quel denaro gratuito e falso,  prodotto da Draghi dal nulla, “il governo salverà Alitalia”: questa compagnia  fuori-mercato  il cui  personale è composto di truffatori fancazzisti romaneschi, che abbiamo venduto a Etihad, ma che”il governo” sente il bisogno di salvare – coi soldi di voi contribuenti.


Infatti scrive 24  Ore, in un  ulteriore articolo: Per Alitalia,  sembra dipendere dallo Stato anche il piano (in teoria) privato di salvataggio, che senza una garanzia pubblica scricchiola prima ancora di cominciare”.


Ma che dico? Alitalia soltanto? No, anche Montepaschi sarà salvato (coi suoi complici, debitori insolventi ma importanti, e manipolatori-gestori del noto partito): infatti leggo  sul medesimo articolo di 24 Ore:  “Nonostante tutte le fatiche a mettere d’accordo Bce, Commissione europea e tutto il resto, la ricapitalizzazione pubblica del Monte sembra avvicinarsi.  E lo Stato, come ragionavamo la settimana scorsa, sarà decisivo anche sulle sorti di Mps, Popolare Vicenza e Veneto Banca”. A questo punto, potrà mancare Carige? Certo che no, ve lo posso firmare.


http://marcoferrando.blog.ilsole24ore.com/2017/03/25/alitalia-popolare-vicenza-veneto-banca-mps-bce-carige-questa-settimana-forse-ho-capito-che6/


Dunque, traducendo:   tutto il denaro gratis elargito da Draghi  salverà l’intera cosca dei banchieri  non solo  disonesti, ma incapaci e i loro complici nelle “grandi imprese” (in bancarotta virtuale); insomma  servirà  a mantenere vivo e operante il corrotto, marcio sistema del credito italiota,  coi suoi centri di potere mafiosi e putrefatti,   gestiti dai partiti di governo, che invece sarebbe urgente  smantellare,  sbattendo per giunta  in galera i caporioni tutti. Che, se non altro, sono “fuori-mercato”  per mancanza  del quoziente intellettivo minimo richiesto.


Se l’imprenditore che sollecita un prestito è un Amicone, la Cassa di Credito per Amiconi gli farà un tasso quasi zero, con il denaro sottozero regalatogli dalla BCE.  A tassi alti come al solito, se siete un artigiano o un micro-imprenditore che non viene lodato dai “grandi media”, anonimo strapelato – che  magari chiedete un prestito solo per mettervi in regola con una “normativa” assurda della UE, che vi costa, o  con un adempimento strangolatore della burocrazia regionale o fiscale.


E’ di questo che  parla Gentiloni, quando dice alla UE che “bisogna farla finita con l’austerità”, perché “danneggia l’economia”.  Intende: basta con l’austerità per  Montepaschi e Alitalia e Unicredit, basta con l’austerità per il PD e le sue centrali di collusione,  le sue partecipate,  le  sue regioni sprecatrici e malversatrici.   Persino Schauble  ormai è d’accordo, per salvare la  “Europa”, di far finire la “austerità”. Ossia  a  consentire che il governo italiota faccia un po’ più di debito pubblico..


L’austerità per  voi, continuerà come prima.  Continuerà perché siete, siamo, da quasi un decennio all’interno di una  gigantesca “deflazione da debiti”, da cui non si esce con le  misure di Draghi, ma in  un solo modo:  riducendo i debiti  pubblici e privati.  Tagliando, azzerando nel caso, condonando i  debiti.


Come sempre nella storia, quando si lascia  il sistema bancario senza controllo né regolazione, esso finisce per indebitare tutti e troppo. Pubblici  e privati, i debiti eccessivi si traducono in un prelievo di interessi eccessivi – eccessivi rispetto alle possibilità del sistema economico reale e  produttivo. I privati  tendono quindi a indebitarsi di meno, e  le imprese s’indebitano di meno perché calano i consumi, è la deflazione da debiti. 


Con aumento esponenziale dei debiti pubblici, che invece non si riducono; a quel punto i creditori esigono “austerità”, ossia tagli alle spese pubbliche utili (quelle che garantiscono  l’istruzione che rende i lavoratori più produttivi,le previdenze sociali, la salute dei lavoratori), consentendo le spese  pubbliche inutili e dannose  – un tempo, le guerre, oggi le cosche oligarchiche.


Azzerare il debito: la sola soluzione, che non prenderà.


Persino il  codice di Hammurabi,   1792 avanti Cristo, aveva capito che per rimettere in moto un’economia incagliata bisognava annullare i debiti dei poveri e delle vedove; che questo dove ordinarlo l’imperatore con un atto d’imperio, perché gli usurai  per sé non volevano continuare a  recuperare i loro crediti anche a costo di rendere schiavi i debitori, le loro donne e bambini, insomma a rendere schiava l’intera umanità.


Anzi ci sono indizi  di annullamento del debito risalenti al 2400 a.C. ossia seicento anni prima di Hammurabi, ordinati dalla città stato sumera di Lagash.


Di lì la Bibbia ebraica ha tratto l’istituto del Giubileo, ossia del condono periodico dei debiti – il che è tutto dire: persino i giudei avevano capito che  i creditori non venivano rovinati dal condono – per quanto strillassero che sì, sarebbero falliti – ma ne avrebbero  beneficiato dalla rimessa in moto dell’economia paralizzata.


“Denaro falso per tutti”.


Tutto ciò è noto da millenni. Ma creditori non ne prendono atto.


E quando hanno il potere assoluto, come oggi, e non hanno sopra di sé un imperatore che  azzeri i debiti per imperio,  fanno quello che fa Draghi: creano denaro dal nulla e se lo regalano fra loro. Per far durare la finzione che i  debitori non siano falliti, che il problema di insolvenza generale   da loro creato sia, invece, un problema di mancanza momentanea di liquidità, e che presto si tornerà alla “normalità”; ad aumentare i tassi primari sul quel denaro che non costa alcuna fatica a loro perché Draghi lo crea dal nulla…


Ma per voi no. Voi dovete credere che il denaro “costa”,   che non potete averlo se non “lavorando” e “competendo” coi mercati mondiali.  Se no  chiedereste anche voi denaro gratis, e sarebbe l’inflazione.


Ed ha ragione, in fondo. Perché chi chiede denaro gratis come lo hanno le banche, chiede  “denaro falso per tutti” e non la fine del denaro falso che lo ha mandato in rovina.


Tassi d’indebitamento delle famiglie, in percentuale al reddito disponibile (noi italiani stiamo relativamente meglio. Un relativo che sta sparendo).


Perché, attenzione, le banche hanno ricevuto  235 miliardi da Draghi, gratis – però ancora pur sempre a prestito.  Lo dovranno restituire in  quattro anni, dopo aver scremato i propri profitti e quelli degli Amiconi.


E’ un punto essenziale per spiegare la rovina che questo porta a noi persone normali, e che non tutti capiscono.


Diciamo: fino a quando una banca devasta i risparmi dei suoi depositanti,  sprecandoli e prestandoli ad Amiconi che non li restituiscono, o al “governo”   comprando il  debito pubblico, è relativamente poco male: perché distrugge e spreca denaro già  messo da parte, che esiste realmente; se insomma il prestito va a male, distrugge “il passato”.


Ma se  il  credito è accordato con denaro fittizio – denaro ancora inesistente , ma di cui il banchiere centrale (l’Usuraio Onnisciente)  pensa che esisterà in futuro, perché i debitori lavorando riempiranno quel debito di vera ricchezza – se il prestito va a male, è l’avvenire che viene distrutto.  


E’ il futuro che ci stanno distruggendo.   L’hanno impegnato.  Il collasso diventa buco-nero. Adesso ci pendono sulla testa 235 miliardi di buco nero, di denaro che  non esiste. O il collasso, o l’iper-inflazione devastatrice  sono le alternative.  Grazie Draghi, non a caso Venerato Maestro per tutti i media e i politici.


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