Crisantemi non mimose per la Festa della donna

http://www.ilfoglio.it Camillo Langone

Crisantemi, non mimose.




Dovrebbero essere quelli dei morti i fiori simbolo dell’Otto Marzo. Il legame tra crollo della natalità e boom della velleità femminile è evidente a chi osservi con sguardo libero l’Italia dell’ultimo mezzo secolo.


E’ evidente a Massimiliano Fiorin di cui sto leggendo “La cultura del matrimonio. Introduzione alla Conciliazione Familiare”. Fiorin è uno strano avvocato che anziché aizzare i separandi fiutando la parcella, cerca di rimetterli insieme (Dio gliene renderà merito, non so il suo commercialista).


Nel libro individua la causa del conflitto fra i sessi nel femminismo “terza grande ideologia totalitaria del Novecento, la terza grande utopia che ha cercato di costruire un modello di umanità completamente nuovo”.


Al contrario di comunismo e nazismo, il femminismo ha trionfato, è diventato senso comune ed essendo onnipresente non viene nemmeno più riconosciuto come tale.


Secondo Fiorin è stata innanzitutto la scuola, le classi miste e la parificazione dei programmi, a produrre donne indifferenziate rispetto agli uomini e dunque aventi come obiettivo l’indipendenza economica e non la maternità. Da qui l’Italia ridotta a ospizio e conseguente cimitero.


Da qui la necessità che il fiore dell’Otto Marzo non sia la mimosa bensì il crisantemo.




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