Hey Europei, Siete Pronti a Versare il Vostro Sangue per la Libia. I Russi lo Sono.

http://www.rischiocalcolato.it/ Di FunnyKing , il 14 gennaio 2017

Hey Europei, Siete Pronti a Versare il Vostro Sangue per la Libia. I Russi lo Sono.


Alla faccia del ritiro.


A parte il fatto che in realtà l’esercito Russo in Siria sta costruendo le sue basi permanenti, quanto meno la porta aerei Ammiraglio Kuznetsov si era “ritirata” dalla Siria…. per andare a piazzarsi davanti alla libia ed imbarcare… (da Repubblica, si quella del noto Ebreo che paga le tasse in Svizzera ma che è tessera numero 1 del PD):


Khalifa Haftar, l’ex ufficiale gheddafiano che guida l’esercito nell’Est della Libia e sostiene il governo di Tobruk (non riconosciuto dall’Onu)…


Ops….


Dunque, vediamo. L’Europa ha scacciato il dittatore Gheddafi ottenendo questo:



grande successo non c’è dubbio.


Si capisce come da quelle parti ci possa essere una “leggerissima maggioranza” di Libici che vedrebbe di buon occhio un ritorno alla “dittatura” tipo Gheddafi voi che dite, di “democrazia” e “valori dell’occidente” ne avranno avuto abbastanza sti ingrati?


Beh comunque parrebbe che il Putin (che no, non è il più grande uomo di Stato degli ultimi 200 anni, come no vuoi mettere Hollande?) dicevo Vladimir Putin avrebbe cominciato a disegnare una strategia insieme con l’Egitto per normalizzare anche la Libia e scacciare i veri pericolosi terroristi come ad esempio l’Onu si, ho detto Onu terrorista o meglio chi si nasconde dietro questa ridicola pseudo organizzazione.


Purtroppo l’Italia si ritrova ancora una volta dalla parte sbagliata della storia parrebbe. Avevate per caso dei dubbi.


L’Italia ha riaperto la sua ambasciata dalla parte del legittimo governo … cioè legittimo perché lo ha stablito l’Onu. Appunto.


Ma per questa ennesima potenziale figura di guano con classico giramento dei cannoni dalla parte dei vincitori ci sarà tempo per ora andiamo a vedere chi è il Generale Khalifa Haftar dal Secolo d’Italia:


Tripoli oggi


Ajdabiya, luogo natale del generale Khalifa Haftar, era sotto il dominio inglese quando lui venne al mondo: avevano appena sconfitto “la Volpe del deserto” Erwin Rommel. Sin da giovanissimo si dedicò alla carriera militare diventando ufficiale all’Accademia di Bengasi e perfezionandosi in Egitto e Unione Sovietica. La sua prima scelta di rilievo fu quando, giovane ufficiale, si schierò con Muhammar Gheddafi nella Rivoluzione verde del 1969. Quattro anni dopo guidò le truppe libiche nella guerra del Kippur contro Israele, quando gli arabi furono ignominiosamente sconfitte da Tschal. Nel 1986 fu mandato  come comandante delle truppe di Bengasi nella decennale guerra contro il Ciad, conosciuta come “la guerra dei Toyota”.

Ma anche lì fu un disastro: il Ciad, appoggiato dalle truppe francesi, sconfisse la Libia e prese prigionieri 700 soldati libici, Haftar compreso. Successivamente, dopo la prigionia, gli Stati Uniti intervennero a suo favore per liberarlo, prima facendolo espatriare in Zaire e poi in Kenya e infine favorendo il suo ingresso negli Stati Uniti. Il perché di questa operazione non è stato mai chiarito, ma verosimilmente gli Usa hanno approfittato del dissidio venutosi a creare tra Haftar e Gheddafi in seguito alla disfatta del Ciad.

Haftar ha vissuto 20 anni negli Stati Uniti

Haftar ha vissuto vent’anni negli States, frequentando i circoli dei fuoriusciti libici anti-Ghaddafi. Nel 2011 venne il suo momento, e tornò in Libia per proporsi come uomo risolutivo della crisi del suo Paese. Dopo un periodo di caos, l’Occidente, e soprattutto l’Italia, decisero di non puntare su Haftar, non si sa il perché, e puntare invece su al Sarraj, esponente di un governo-fantoccio messo a capo del governo di Tripoli per fare quello che dice l’Onu e i suoi alleati Ue e Nato.

Ma dopo la polverizzazione della Libia in signori della guerra, bande, fazioni e Isis, Haftar tornò negli Usa, per poi tornare in Libia due anni fa, dopo anni di guerra intestina. A marzo 2015, dopo la sua Operazione Dignità appoggiata dall’Egitto, tesa a riunire le varie componenti libiche, il parlamento di Tobruk lo ha nominato capo di Stato maggiore, potendo disporre di un esercito di circa 35mila uomini e di mezzi pesanti.

Si pensava potesse diventare capo del governo, ma come si è detto si è preferito puntare su al Sarraj, che vive asserragliato a Bengasi e non controlla alcuna porzione di territorio libici, mentre Haftar controlla tutta la parte est. Il parlamento di Tobruk comunque non ha riconosciuto il governo di al Sarraj, e continua a contrastare i terorristi islamici di Daesh, contrariamente a quello che Tripoli. Haftar sta consolidando la sua presenza in Cirenaica, a Bengasi, preparandosi a venire a patti con il premier occidentale, che fuori da Tripoli non controlla nulla, e a volte neanche dentro Tripoli, come si è visto in occasione del tentato golpe di due giorni fa attuato dall’ex premier Khalifa Ghwell.

Tripoli di Gheddafi
Nei giorni scorsi Haftar si è recato sull’incrociatore russo Kuznetsov, dove ha parlato in video conferenza col ministro della Difesa di Mosca Soighou. Appoggiato ora da Egitto e Russia, Haftar potrebbe compiere il salto di qualità riuscendo a comporre i dissidi tra i libici sotto la sua gestione. E l’Italia avrebbeperso l’ennesimo treno.

 Come vedete la storia è contorta. Non è semplice. Non ci sono buoni e cattivi. L’importante è capire bene dove girerà il vento per non stare dalla parte sbagliata.

Anche perché alla fine, forse, i Libici intendo i cittadini che abbiamo massacrato liberandoli dal dittatore, forse hanno qualcosa da dire in proposito. E ne hanno diritto.

p.s. ora amici miei state molto attenti ai   media mainstream, se parte la propaganda anti russa , cioè se accelera meglio stare attenti, perché vuole dire che stiamo per imbarcarci in qualcosa di molto, molto pericoloso.
p.p.s. lo so che mi ci divertirò su questa cosa, la Botteri mi ha detto che in Libia ci sono almeno 18 milioni di ospedali pediatrici.

Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext