I luoghi italiani sconsigliati alle donne

Camillo Langone ilfoglio.it

I luoghi italiani sconsigliati alle donne




“Non è facile essere una donna sola a Istanbul. Due mesi fa sono stata molestata, camminavo alle undici di sera nella strada principale e a un certo punto mi sono accorta che ero l'unica donna.


Mi sono spaventata”. Così racconta al Corriere la scrittrice turca Esmahan Aykol, che sogna di trasferirsi in Italia.


Le consiglierei di non farsi illusioni. Abbiamo due presidenti anziché un sultano ma anche qui una donna sola, per strada, ha motivi di preoccupazione.


Due settimane fa, a Parma in viale Pasini, la mia amica Stefania è stata puntata da due stranieri, è entrata di corsa nella sua auto, quando hanno cercato di forzare le portiere è partita a razzo investendone uno, adesso parcheggia da un’altra parte.


La mia amica Eugenia non di notte ma a mezzogiorno è stata aggredita da un africano a Termini, lato via Giolitti, a pochi metri da un’inerte pattuglia di tutori dell’ordine, si è salvata buttandosi dentro un taxi.


Patrizia non prende più il regionale Palermo-Messina per non rischiare di essere l’unica bianca del vagone.


Giulia per andare a Otranto non prende più “lo schifosissimo SalentoinBus. Io ero l’unica italiana, il mezzo era pieno, c’erano più di quaranta venditori ambulanti, nessuno si è alzato, sono rimasta in piedi”.


L’elenco di luoghi italiani sconsigliati alle donne sole potrebbe continuare a lungo: stazione di Padova, piazza Verdi a Spezia, fermate autobus Casilina/Torpignattara, piazza Umberto I a Bari…


Esmahan Aykol cominci a sognare la Svizzera.


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