Rivolta fiscale: folla inferocita difende un commerciante greco

di SALVATORE ANTONACI 21/8/2012 lindipendenza.com

Ogni tanto, è giusto riconoscerlo, la stampa ci dà conto di notizie che corroborano lo spirito e ci restituiscono la speranza che non tutto sia pregiudicato nell'era apparentemente interminabile dello stato padrone. Tutto accade nella terra culla della civiltà occidentale che pare conoscere in questi anni il suo spengleriano tramonto. Proprio dal paese che ci ha donato il bene inestimabile della filosofia ecco che rimbalza sui terminali di agenzia l'annuncio di una rivolta fiscale contro il Leviatano ladro di libertà e di verità.


Un ignoto commerciante greco, uno dei tanti, si è reso protagonista di un atto di rivolta dalla portata, speriamo ardentemente, incalcolabile: costretto a presentare i libri contabili agli sgherri del fisco locale, un esercente dell' isola di Idra (quasi un nome evocativo  del mostro hobbesiano che siamo chiamati quotidianamente ad affrontare) si è rifiutato di compiere il proprio "dovere democratico" e di ottemperare alla liturgia consolidata dello stato ladrone. "Io non ci sto", per dirla con parole nostre, e, inevitabilmente, scatta la repressione istituzionalizza che, però, non ha fatto i conti con il sentimento diffuso di odio popolare per un fisco sempre più oppressivo soprattutto da quando appoggiato, quasi militarmente, dalla burocrazia europea smaniosa di rimediare agli errori inemendabili da essa stessa commessi in lunghi decenni di irresponsabilità e melensa retorica imperiale. La nota positiva di tutta la vicenda che poteva risolversi nel classico gesto isolato facilmente disinnescabile dal potere costituito consiste nel fatto che, immediatamente, è scattata una solidarietà diffusa in appoggio dell'ardimentoso ribelle. Sostegno che non si è limitato, come talora accade, a sterili chiacchiere ed a retoriche professioni di eroismo, ma ha infiammato l'isola con atti di resistenza degni di una foresta di Sherwood o di un Tea Party bostoniano.


Una folla inferocita ha infatti tentato in ogni modo di supportare il coraggioso piccolo Atlante ellenico bloccando i traghetti che dovevano trasportare costui sulla terraferma per la celebrazione del processo e, addirittura, interrompendo l'approvvigionamento di energia elettrica ed acqua corrente del locale commissariato di polizia. I media riportano aggiornamenti sul caso offrendo un'immagine plastica della situazione: l'intervento delle squadre speciali del ministero degli interni è stato accompagnato dalla disapprovazione, espressa civilmente con fischi ed, insulti, della stragrande maggioranza della popolazione del luogo. La speranza di ogni onesto e sincero amante della libertà individuale è che atti come questo si estendano rapidamente in ogni angolo del pianeta sino a causare il definitivo collasso di quella istituzione criminogena e criminale nata  poco più di due secoli orsono con il nobile intento di abbattere un potere assoluto e dispotico, ma rapidamente tramutatasi nel mostro tentacolare, un ‘Idra perlappunto, che siamo sempre meno inclini ad accettare come sgradevole compagno di viaggio del nostro peregrinare terreno.

Un auspicio il mio, ovviamente. Ma assecondato, negli ultimi tempi, dai bagliori accecanti della tempesta salvifica prossima a scatenarsi.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext