Clienti-fornitori: l'Asino-Stato ride e scalcia

21/2/2012 Di Oscar Giannino tratto da www-chicago-glog.it

 

Con la solita esagerazione di questi tempi "Monti-madonna-di-Lourdes", per venerdì è annunciato dai media un nuovo decreto fiscale. E dico esagerazione perché a leggere Repubblica nell'ultima settimana sembra quasi che le tasse vengano tagliate come ai tempi di Ronnie Reagan, e scappa da ridere perché nel frattempo di tagli alla spesa e alla pressione fiscale non si parla affatto, è il solito esercizio "prendi ancor di più e dai qualche briciola allo scaglione più basso".  Non  sparo pregiudizialmente, vedremo le misure quando saranno scritte invece che annunciate da agit-prop che sembrano Giornale e Libero con Berlusconi dei vecchi tempi.  Ma so da vent'anni che i due tecnici  che lavorano su tasse - Vieri Ceriani - e spesa - Giarda - sono due statalisti di sinistra, dunque non posso certo aspettarmi i 6 punti di pil almeno di meno spesa e meno tasse che vorremmo noi. Né massicce dismisisoni di asset pubblici per abbattere il debito. Ma c'è di peggio, rispetto alla delusione culturale. C'è molto di peggio: la nuova, gravissima, solenne, atroce presa in giro della reintroduzione dell'elenco clienti-fornitori.

E' stata strombazzata in questi giorni dai media-cagnolini, come controprova della grande svolta antievasione in corso con questo governo.  Nessuno che si sia peritato di dire l'amara verità, che noi contribuenti autonomi sappiamo bene visto che la paghiamo per l'ennesima volta con le nostre vituperate tasche.

E' persino il meno, che sia la quarta volta in vent'anni che l'obbligo di tenuta dell'elenco clienti-fornitori torni un obbligo per poi saltare, nel nostro ordinamento. I contribuenti sono purtroppo abituati a dover assecondare i diversi ragli dell'asino di Stato, altrimenti ti becchi il suo calcio. Ma questa volta si tocca l'apice del colmo. Perchè tutti noi abbiamo dovuto tra dicembre e gennaio sborsare tra 500-600 euro minimo e, per esercizi e società maggiori migliaia e migliaia di euro, per dotarci del software necessario a registrare, elaborare e comunicare all'Agenzia delle Entrate i rilevamenti previsti dallo spesometro sopra i tremila euro a fini IVA, che governo uscente e governo Monti avevano confermato con vigenza dal 2012. E ora, appena a un mese e mezzo di distanza, lo stesso goverrno cambia idea! Dice "no grazie lo spesometro oltre i tremila euro a fini antielusione IVA non mi convince più", si torna al registro clienti-fornitori obbligatorio tanto caro a Vincenzo Visco! E mettete mano al portafoglio per un nuovo software appena vi avremo scritto il nuovo decreto attuativo in cui ci chiariremo che cosa vogliamo che ci comunichiate di ogni vostra parte commerciale interrelata.

Non siamo più al mero dovere di assecondare ogni raglio dello Stato fiscale. Dobbiamo anche pagare e ripagare due violte, perchè ci ride in faccia mentre cambia idea. Non so se mi faccia più schifo o più orrore, che nessuno apra i giornali su temi simili.


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