DEPARDIEU, MON DIEU (2)

Francesco Persili per Dagospia

DEPARDIEU, MON DIEU (2)


“Il cinema è morto. L’informazione è pornografia. L’amicizia con Putin? Avrei trovato più scandaloso frequentare i Kennedy”. Un pirotecnico Gerard Depardieu infiamma il pubblico romano accorso alla Feltrinelli di Galleria Alberto Sordi per la presentazione del suo libro “Innocente” (Edizioni Clichy) e tira fuori il suo” lato hooligan che tanto piace a Putin”.


“Vivo nel presente, non sono legato al passato, me ne frego di ciò che capiterà domani”. L’attore francese, imbeccato dalle domande del moderatore dell’incontro Malcom Pagani, è un fiume in piena. Nel libro si paragona a un gatto selvatico (“Non sono mai stato formattato, vengo dal fango, sono l’erbaccia che ha resistito”) o a un ragazzo selvaggio che tiene aperta l’inquietudine e vuole condividere con tutti la sua “emergenza” di vivere, di conoscere, di “spalancare gli occhi e osservare ciò che c’è intorno”.


Depardieu avrebbe potuto rubare automobili, aprire un ristorante, si è ritrovato a fare l’attore. “Il cinema è pericolo, provocazione, dinamite, pietra bollente per giocolieri”. Al rimpianto per la “semplicità” di attori come Marcello Mastroianni e Ugo Tognazzi si unisce l’amara considerazione sul cinema contemporaneo: “Non esiste più. Ci sono sempre meno registi e autori. Non so oggi chi darebbe un appuntamento a Bunuel e Ferreri…”.


L’attore, che ha preso il passaporto russo, riflette sullo smarrimento del mondo contemporaneo. Difende Fidel Castro (“Almeno ha dato ospedali, un’istruzione, una cultura al suo popolo”), attacca Le Pen (“Un salto all’indietro”), Daesh ("gente ignorante e cattiva") e Orban per la decisione di costruire muri anti-migranti e poi parla del suo amico Putin: “Lo vedo regolarmente e la maggior parte delle volte discutiamo di geopolitica. Quando parla con gli oligarchi, che cercano di uccidere il paese, sono quelli ad aver paura di lui e non il contrario. Il popolo russo gli è riconoscente perché con lui ha ritrovato una dignità che aveva perso”. “Ma io vo’ senza nulla che in me non splenda, e mi son pennacchio franchezza e indipendenza”. Come Cyrano, Depardieu non perdona e accusa i politici di essere "bugiardi" e di eccedere col sesso: “Solo Sarkozy ha fatto la cosa giusta sposando Carla Bruni”


Depardieu si fa beffe dell’ossessione del politicamente corretto e tuona contro l’aggressività dei media: “Chi fa informazione, fa merda. Mentre stai mangiando vedi la morte in tempo reale. È un mondo del cazzo”. L’attore ammette di trovare conforto nei libri di storia, nelle serie tv e nei libri di Cèline e Michel Houellebecq: “E’ un dandy senza finzioni. Non fa nessuna provocazione gratuita, i suoi romanzi sono lo specchio esatto della nostra società”. Un artista. Come Fellini, che sentiva come missione quella di riportarti ai sogni dell’infanzia”. Il cinema, e la vita, sono anche questo. Un invito a riscoprire l’innocenza, a guardare l’anima dell’altro: “Buttate gli smartphone, ascoltate la vita”.


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