Il catechismo di San Pio X e la religione sincretista di Assisi

di Camillo Langone | 22 Settembre 2016

San Pio X, lo tengo o lo butto il tuo “Catechismo della Dottrina Cristiana” che ho appena letto nell’edizione Fede & Cultura?




Altri tempi, d’accordo, ma forse, temo, anche altra religione. Nella religione di oggi, la religione sincretistica di Assisi, le parole-chiave sono misericordia, ascolto, discernimento, accompagnamento, in quella di ieri erano preghiera e peccato. Nel catechismo del 1912 leggo: “I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale meritano l’inferno”.


Fantastico. Il venerdì era vietato mangiare carne, si deplorava il “dilagare dell’empietà e dell’immoralità”, i protestanti venivano definiti eretici e i maomettani venivano chiamati maomettani (adesso per compiacerli li chiamano musulmani, per non evidenziare l’inferiorità di un culto che nasce da un uomo-uomo e non da un uomo-Dio).


“Al regno di Dio dobbiamo arrivare per via di molte tribolazioni”: frase molto più ragionevole di tutte le omelie pronunciate dai vescovi dopo l’ultimo terremoto. Lo tengo o lo butto, San Pio X, il tuo catechismo che mi rende antico e sospetto e mi fa rischiare continuamente il linciaggio da parte dei misericordiosi?



Mi sa che lo tengo perché Dio ha controfirmato il tuo catechismo facendoti Santo attraverso i miracoli documentati nel processo di canonizzazione, mentre il catechismo dei misericordiosi è ancora privo di convalida (vedremo in seguito).


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