DUGIN: 'LA TERZA GUERRA MONDIALE NON E' MAI STATA COSI' VICINA'.

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DUGIN: "LA TERZA GUERRA MONDIALE NON E' MAI STATA COSI' VICINA".

Si devono sentire tutte le campane. In Italia in genere se ne sente solo una (la versione americana). Qui sotto riporto il punto di vista dei russi, che certamente esprime la loro visione e deve essere vagliata criticamente, ma che va tenuta presente perché è il punto di vista di uno dei protagonisti in campo e può aiutare a capire cosa sta accadendo. Quando avete sentito le diverse campane è possibile farsi un'idea del tempo che stiamo vivendo. E dei suoi alti rischi.
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ECCO UN BRANO DELL'ARTICOLO DI DUGIN:
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" (...) E' evidente che gli Stati Uniti si stanno preparando ad una guerra contro la Russia. Tali incidenti di frontiera somigliano molto ad operazioni effettuate per sondare un'eventuale reazione. 
Che fa a questo punto Putin? Il Cremlino reagisce? Il punto di non ritorno non è ancora stato raggiunto, ma la reazione di Mosca non sta a dimostrare che tanti russi sono pronti ad uno scontro diretto, frontale, con la NATO e gli Stati Uniti? 


E' questa la vera ragione per la quale è stato sferrato l'attacco contro l'esercito siriano.


L'élite globalista degli Stati Uniti, ovviamente, non può dominare da sola il mondo intero, tanto più ora che la minaccia rappresentata da Trump potrebbe mettere in discussione persino il loro controllo sugli USA. 
Soltanto ora che il burattino Obama è ancora in carica, mentre il candidato globalista Hillary Clinton perde colpi giorno dopo giorno agli occhi degli elettori, è ancora possibile scatenare una guerra. Un evento simile consentirebbe loro di far rinviare le elezioni o di costringere Trump, in caso di vittoria, ad iniziare il suo mandato presidenziale in condizioni catastrofiche.


Per questo i neoconservatori e i globalisti americani vogliono la guerra. E in fretta, prima che sia troppo tardi. Se Trump riuscisse ad entrare alla Casa Bianca mentre ancora regna la pace, allora una simile guerra non potrebbe avere luogo nel prossimo futuro. E questo significherebbe la fine dell'onnipotenza delle folli élites globaliste. 


Quindi la situazione, in questo momento, è molto, molto grave. (...) La Terza Guerra Mondiale non è mai stata così vicina".

Alexander Dugin

Qui si può leggere tutto l'articolo:

http://katehon.com/…/la-terza-guerra-mondiale-non-e-mai-sta…



Siria, Pagano: enormi responsabilità amministrazione Obama-Clinton


http://www.askanews.it/minaccia-isis/siria-pagano-enormi-responsabilita-amministrazione-obama-clinton_711899740.htm


Roma, 20 set. (askanews) - "Dopo il raid aereo degli Usa contro l'esercito siriano dei giorni scorsi che ha causato decine di vittime, le cronache delle ultime ore hanno visto un altro attacco nella regione di Aleppo a un convoglio umanitario dell'Onu. E come al solito è partito lo storytelling filo americano per cui la colpa di queste morti sarebbe di Damasco e Mosca. Ma gli Usa dell'amministrazione Obama/Clinton sul caos in Siria hanno responsabilità alla pari se non superiori a tutti gli altri attori in campo". E' quanto dichiara il deputato Alessandro Pagano.


"Sappiamo bene che la situazione in Medio Oriente, e in Siria in particolare, è talmente caotica ed esplosiva che sapere davvero come sono andate le cose è pressoché impossibile. Ma in merito agli ultimi episodi c'è un dato di fatto inconfutabile: il primo attacco ai soldati siriani è stato ad opera degli aerei americani, come da loro stessi ammesso.


Anzi - prosegue Pagano - il patriarca di Siria e Antiochia, Ignazio Yousef III', che ho sentito personalmente, mi confermava che anche il palazzo vescovile è stato bombardato dagli aerei Usa. Questi attacchi sono stati fatti per errore come sostengono gli americani? A sentire il vicario di Aleppo, riportato dalle agenzie di stampa, sembrerebbe proprio di no, piuttosto emerge che l'attacco Usa "sembrava una copertura aerea per i jihadisti".


Difatti i miliziani di Daesh "hanno contrattaccato" sfruttando i bombardamenti Usa "come se ci fosse un accordo, un'intesa" fra Washington e jihadisti. Secondo alcuni analisti ed esperti, infatti, l'obiettivo degli Usa resta quello di mantenere la presenza jihadista in Siria, anche per fermare l'avanzata dell'asse Damasco, Russia, Iran e le conquiste militari dell'esercito regolare siriano delle ultime settimane".


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