La bolla più grande di questo secolo

Di Francesco Simoncelli , il 21 settembre 2016 -

LA BOLLA PIU' GRANDE DI QUESTO SECOLO

di David Stockman

A volte un confronto vale più di mille parole, e una delle notizie di questa mattina ne è sicuramente l’esempio.

L’anno scorso il Giappone ha perso 272,000 unità della sua popolazione, mentre marcia risolutamente verso il suo destino come prima colonia di vecchi in bancarotta. Allo stesso tempo, il rendimento obbligazionario quarantennale del Giappone durante gli ultimi sei mesi è stato di un sorprendente 48%.

Proprio così!

Non stiamo parlando di Tesla, dell’indice biotech o delle FANG. Al contrario, come il resto della curva dei rendimenti JGB, questo bond non ha resa e nessuna prospettiva di rimborso.

Ma questo non importa, perché in realtà non è un bond sovrano, in ogni caso. Si è trasformato in un titolo da gioco d’azzardo privo di rischi.

I front-runner amanti della leva finanziaria stanno raccogliendo qualsiasi JGB rimanente sul mercato e li stanno rivendendo alla BOJ a prezzi più elevati.

Allo stesso tempo, questi scommettitori non devono praticamente affrontare alcun rischio. Questo perché la BOJ ha già in possesso ¥426 miliardi di JGB, quasi la metà del totale. E sta spazzolando il resto ad un ritmo di ¥80 miliardi l’anno nel quadro della sua politica monetaria attuale, dando tutte le indicazioni per un aumento del suo tasso di acquisto in quanto questa situazione non può altro che sfociare nell’elicottero monetario.

Si può quindi dire che la BOJ è il motel in cui si stanno rifugiando questi scarafaggi. Alla fine, praticamente ogni titolo del debito pubblico del Giappone finirà nel suo caveau senza tornare mai più indietro, ed a qualsiasi prezzo che raggiungeranno le obbligazioni data la follia della BOJ.

Sicuramente Kuroda passerà alla storia come il banchiere centrale più stupido di tutti i tempi. Ma nel frattempo sta contribuendo — insieme a Draghi, alla Yellen e al resto della combriccola di banchieri centrali — al caos assoluto nel mercato globale del reddito fisso.

Questi sciocchi sono riusciti a scatenare un movimento a tenaglia suicida tra i partecipanti al mercato obbligazionario: i trader fast money amanti della leva finanziaria sono a caccia di prezzi sempre più alti man mano che i titoli di stato sono diventati sempre più scarsi a causa delle offerte d’acquisto alimentate dalle banche centrali.

Allo stesso tempo, i gestori di fondi obbligazionari sono disperati, poiché temono di perdere il loro lavoro visto che sono costretti a rimanere seduti sul denaro senza poter andare a caccia di rendimenti decenti.

Questo è il motivo per cui il trentennale degli Stati Uniti ha prodotto un rendimento del22% negli ultimi sei mesi. A dire il vero, non è affatto squallido visto che il suo rendimento attuale è solo del 2.25%.

L’articolo del Wall Street Journal di oggi intitolato, “35-Year-Old Bond Bull On It’s Last Legs”, cita un manager di fondi europeo che spiega il perché tutto sta andando in tilt:

Neil Dwayne, stratega globale presso Allianz Global Investors, sta ancora comprando. “Ogni analisi che facciamo sui mercati obbligazionari ci dice che sono strutturalmente sopravvalutati,” ha detto. Ma sta comprando buoni del Tesoro in ogni caso. “Questo è quello che bisogna fare quando si hanno le valutazioni ridicole in Europa e in Giappone.”

Precisamente. Questo pover’uomo sta acquistando un bond che odia perché Draghi e Kuroda lo hanno spinto verso ciò che equivale ad un angolo di $15,000 miliardi nel debito del mercato obbligazionario sovrano.

La fame di rendimenti decenti tra gli investitori in titoli a reddito fisso è ancor più evidente nel caso del Giappone. Come Zero Hedge ha dimostrato di recente, gli investitori giapponesi hanno freneticamente acquistato obbligazioni estere a ritmi da record, mentre continuano a setacciare il pianeta in cerca di rendimenti decenti.

Questa corsa planetaria per rendimenti decenti mette in testa a Janet Yellen il cappello da somaro somaro finanziario che merita.

Lei e il resto della sua combriccola continuano ad insistere sul fatto che i 90 mesi di ZIRP e $3,500 miliardi in acquisti di obbligazioni, non hanno prodotto valutazioni eccessive o bolle. Ma, di grazia, cosa pensa che stia accadendo nel mercato del Tesoro USA in questo momento?

Negli ultimi sette anni la FED ha fatto del suo meglio per portare i rendimenti del Tesoro degli Stati Uniti nel seminterrato della plausibilità economica. Ora le altre principali banche centrali stanno finendo il lavoro.

Oltre ai front-runner a Wall Street, ora abbiamo anche i gestori di fondi istituzionali provenienti da tutto il mondo che fanno la fila nel mercato obbligazionario degli Stati Uniti per inseguire l’ultimo rendimento positivo rimanente.


Inutile dire che questo non può andare avanti ancora a lungo. Come mostrato di seguito, il rendimento medio ponderato in tutto il mercato dei titoli di stato dei mercati sviluppati, è ora slittato a soli 40 bps. Al ritmo attuale di declino, l’intero mercato globale sarà nella zona sotto lo zero entro la fine dell’anno.



È letteralmente una corsa all’ultimo brandello di rendimento decente. Dopo tutto, stiamo entrando nella zona in cui il debito pubblico equivale a denaro gratis, e, di fatto, la Germania ha emesso nuovo debito decennale con un coupon negativo.

Solo negli ultimi tre anni le aste dei bund sono passate da massimi di tutti i tempi nel range del 2% fino all’attuale sotto zero.



Qualunque siano gli impulsi rimanenti verso la disciplina finanziaria, saranno presto estinti in un delirio di “elicotteri monetari”. I venditori di fumo keynesiani, come Larry Summers, ci raccontano che ora è il momento per un’orgia di spesa per infrastrutture, miglioramenti sociali e altre cattedrali nel deserto, perché i tassi di finanziamento del governo non sono mai stati così bassi.

Infatti è vero. Il decennale USA ha chiuso pochi giorni fa con un rendimento dell’1.34% — il tasso più basso sin dal 1790!


Ma il professore, di grazia, come pensa che i rendimenti obbligazionari siano arrivati ​​a questi numeri ridicoli? E dopo un’orgia di spesa e indebitamento, cosa accadrà quando i tassi torneranno alla normalità?

Non l’ha mai detto.

Ma nel frattempo non ci sono solo i politici che si lasciano cullare dall’illusione del denaro fiat. La caccia a rendimenti decenti scatenata dalle banche centrali, s’è estesa in ogni angolo dei mercati a reddito fisso e dei mercati azionari di tutto il mondo. Quest’anno le emissioni di obbligazioni societarie USA hanno raggiunto un record di $1,700 miliardi — o il 55% in più rispetto al 2007. E questo è dovuto ad una sola ragione — i gestori obbligazionari sono disperati per ottenere rendimenti decenti e si muovono fuori lo spettro del rischio esattamente come hanno ordinato i nostri pianificatori monetari centrali.


Ecco il punto. Gli investimenti netti reali delle imprese negli Stati Uniti sono ancora il 10% al di sotto del livello ad inizio secolo. Di conseguenza questa massiccia raccolta fondi viene riciclata di nuovo nel mercato azionario sotto forma di riacquisti di azioni, fusioni & acquisizioni e altre manovre di ingegneria finanziaria.

Infatti, durante gli ultimi trimestri le aziende nell’indice S&P 500 hanno ributtato nel casinò di Wall Street il 125% del loro reddito netto sotto forma di dividendi e riacquisti d’azioni proprie. Ciononostante Janet Yellen e la sua allegra banda non vedono bolle.


Inutile dire che non c’è bisogno di un dottorato in econometria per capire come il grafico qui sopra riassuma tutta la storia.

Vale a dire, com’è possibile che l’indice S&P 500 possa essere scambiato con un livello degli utili registrati del 25X nel momento stesso in cui i deflussi di fondi si sono fortemente intensificati?

Negli ultimi sei mesi, infatti, i deflussi hanno persino superato i livelli visti dopo il bust 2001-2002.


Sì, gli acquirenti di ultima istanza sono i piani alti delle grandi aziende statunitensi. I nostri CEO e consigli d’amministrazione impazziti, non stanno facendo altro che mangiare il capitale delle loro aziende.

Ma alla fine la resa dei conti arriva sempre. Nel frattempo è utile contemplare il punto di partenza. Le finanze aziendali vengono saccheggiate a causa della corsa per rendimenti decenti alimentata delle banche centrali e da $13,000 miliardi di debito sovrano sotto lo zero che è stato emesso negli ultimi due anni.

Ma questa deformazione monumentale è così recente che sul mercato ancora non ci sono molti coupon a rendimento negativo. I rendimenti negativi sono prevalentemente un fenomeno di un solo mercato, ovvero, i $13,000 miliardi di obbligazioni sovrane — soprattutto in Giappone e Germania.

In breve, il mercato obbligazionario globale è diventato un vulcano di plusvalenze inesigibili. Ad esempio, i bund a lungo termine emessi quattro anni fa sono ora scambiati al 200%.

Eppure, anche se il sistema finanziario del mondo dovesse sopravvivere in qualche modo al caos attuale, il governo tedesco non potrà mai rimborsare più di 100 centesimi a dollaro.

Riuscite a sillabare “implosione obbligazionaria da migliaia di miliardi di dollari”?

Meglio se ci provate. Il suo arrivo è una certezza assoluta.


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