DIRITTO DOVERE DI CRITICARE BERGOGLIO

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SUL DIRITTO DEI CATTOLICI DI RESTARE FEDELI AL VANGELO E ALLA DOTTRINA DELLA CHIESA E SUL DOVERE DI CRITICARE BERGOGLIO PER LE ENORMITA' CHE HA FIRMATO


Dopo la lettera di papa Bergoglio che  approva incondizionatamente le linee guida di Amoris Laetitia diffuse dai vescovi della regione di Buenos Aires, per l'interpretazione del famoso capitolo VIII, cioè dopo che l’attuale Vescovo di Roma ha ufficialmente varato l’esortazione all’adulterio e alla profanazione dei Sacramenti, dobbiamo tenere presente questi punti fermi:

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«Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (Atti 5,29)

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E’ vero che il superiore pur² errare, ma chi obbedisce non sbaglia. L’unica eccezione si verifica quando il superiore comanda qualcosa che chiaramente, anche in cose minime, va contro la legge divina”. (San Massimiliano Kolbe)

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«Veritas numquam dimittenda est propter timorem scandali» (San Tommaso d’Aquino, Super epistolam B. Pauli ad Galatas 2, 11-14, lect. 3, n. 80). Traduzione: La verit non va mai taciuta nemmeno per la paura che crei scandalo (commento al passo di San Paolo dove scrive: “Ma quando Pietro venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perchè evidentemente aveva torto”).

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INOLTRE:


«La fede si norma sui dati oggettivi della Scrittura e del dogma, che in tempi oscuri possono anche spaventosamente scomparire dalla coscienza della (statisticamente) maggior parte della cristianit, senza perdere peraltro in nulla il loro carattere impegnante e vincolante.


In questo caso la parola del papa può e deve senz'altro porsi contro la statistica e contro la potenza di un'opinione, che pretende fortemente di essere la sola valida; e ciò dovà avvenire con tanta più decisione quanto più chiara sarà (come nel caso ipotizzato) la testimonianza della tradizione. Al contrario, sarà possibile e necessaria una critica a pronunciamenti papali, nella misura in cui manca a essi la copertura nella Scrittura e nel Credo, nella fede della Chiesa universale.


Dove non esiste nè l’unanimità della Chiesa universale né una chiara testimonianza delle fonti, non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità».


JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI, Fede, ragione, verità e amore, p. 400 (Lindau 2009)

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L’infallibilità è quindi anzitutto propria della Chiesa intera: esiste qualcosa come una infallibilità della fede nella Chiesa universale, in forza della quale questa Chiesa universale non si può mai lasciare condurre in errore come Chiesa nella sua totalità.


Questa è la parte che hanno I LAICI nella infallibilità. CHE A QUESTA PARTE POSSA SPETTARE A VOLTE UN SIGNIFICATO ESTREMAMENTE ATTIVO, LO SI VEDE NELLA CRISI ARIANA, IN CUI SEMBRO’ IN CERTI MOMENTI CHE L’INTERA GERARCHIA FOSSE CADUTA PREDA DELLE TENDENZE DI MEDIAZIONE ARIANIZZANTI E SOLO L’ATTEGGIAMENTO SICURO DEI FEDELI ASSICURO’ LA VITTORIA DELLA FEDE NICENA


JOSEPH RATZINGER, Il nuovo popolo di Dio (Queriniana)




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