Lo spettro dell'oro sta infestando il sistema monetario

Di Francesco Simoncelli , il 24 agosto 2016 http://www.rischiocalcolato.it i James Rickards

Per un secolo le élite hanno lavorato per eliminare l’oro sia fisicamente che ideologicamente.


Questa operazione ha avuto inizio nel 1914, con l’ingresso del Regno Unito nella prima guerra mondiale. La Banca d’Inghilterra voleva sospendere la convertibilità delle banconote in oro. Keynes lo reputò un errore. L’oro è una merce finita, ma il credito è pressoché infinito.


Rimanendo con l’oro, il Regno Unito avrebbe potuto conservare il suo status di credito e finanziare lo sforzo bellico. E accadde proprio questo, con i Morgan che infusero massicce dosi di credito nel Regno Unito, mentre tagliarono fuori la Germania. Questo finanziamento fu fondamentale e sostenne il Regno Unito fino a quando gli Stati Uniti non abbandonarono la neutralità e perturbarono l’ago della bilancia a sfavore della Germania.


Nonostante la convertibilità formale della sterlina con l’oro, la Banca d’Inghilterra scoraggiò con successo la conversione effettiva.


Le sovrane d’oro vennero ritirate dalla circolazione e trasformate in barre da 400 once. Questi lingotti limitarono la proprietà dell’oro ai ricchi e confinarono la presenza del metallo giallo nei caveau. Un simile scomparsa dell’oro, come moneta in circolazione, si verificò anche negli Stati Uniti.


Nel 1933 il presidente americano Franklin Roosevelt approvò un ordine esecutivo che vietava la proprietà dell’oro. Roosevelt si basò sul Trading with the Enemy Act del 1917 per avere l’autorità legale d’approvare suddetto editto. Dal momento che gli Stati Uniti non erano in guerra nel 1933, il nemico era presumibilmente il popolo americano.


Nel 1971 il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon pose fine alla convertibilità dei dollari USA in oro per i partner commerciali degli Stati Uniti. La chiusura della finestra dell’oro si supponeva fosse temporanea. Quarantacinque anni dopo, quella finestra è ancora chiusa.


Nel 1973 le nazioni del G-7 e il Fondo Monetario Internazionale demonetizzarono l’oro. I membri del FMI non erano più tenuti a detenere riserve auree. L’oro era ormai solo una merce come qualsiasi altra. Secondo le élite monetarie, ormai l’oro era morto.


Eppure, come il fantasma di Banquo, l’oro conserva ancora il suo posto al tavolo monetario. Gli Stati Uniti possiedono 8,133 tonnellate d’oro. I membri della zona Euro e la BCE ne possiedono 10,788 tonnellate. I possedimenti cinesi sono di 1,788 tonnellate, ma le cifre effettive dicono circa 4,000 tonnellate, in base ai dati affidabili provenienti dalle esportazioni di Hong Kong e dalle aziende minerarie cinesi.


La Russia possiede 1,447 tonnellate d’oro, e ne ha acquisite oltre 200 tonnellate l’anno. Di recente Messico, Kazakhstan e Vietnam, tra le altre nazioni, hanno aggiunto oro alle loro riserve. (Peccato per il Regno Unito, che invece ha venduto più della metà del suo oro a prezzi stracciati tra il 1999 e il 2002.)


Dopo decenni come venditori netti d’oro, le banche centrali sono diventate acquirenti netti nel 2010. È praticamente iniziata una corsa all’oro.


Perché? In alcuni casi, le banche centrali si stanno assicurando una protezione contro l’inflazione del dollaro USA.


La Cina ha $3,200 miliardi di riserve in valuta estera, oltre la metà delle quali è denominata in dollari USA (perlopiù titoli del Tesoro USA). Il dollaro non ha amico più grande della Cina. Ciononostante c’è ancora un pericolo d’inflazione. La Cina non può scaricare i buoni del Tesoro in suo possesso; il mercato per questi titoli è ampio, ma non così tanto da assorbire la quantità in mano ai cinesi.


Se la vendita di questi titoli diventa una minaccia per gli interessi degli Stati Uniti, un presidente degli Stati Uniti potrebbe congelare i conti cinesi con una telefonata.


I cinesi lo sanno. Sono bloccati con i loro dollari. Temono, a ragione veduta, che gli Stati Uniti vogliano usare l’inflazione per demolire la loro montagna di debiti da $19,000 miliardi.


La soluzione della Cina prevede l’acquisto di oro. Qualora il dollaro soffrisse per l’inflazione, i titoli del Tesoro USA in possesso della Cina si svaluteranno, ma il prezzo in dollari del suo oro salirà. Una riserva d’oro di grandi dimensioni è una diversificazione prudente. Le motivazioni della Russia sono geopolitiche. L’oro è l’arma del XXI secolo per le guerre finanziarie.


Gli Stati Uniti controllano i sistemi di pagamento in dollari e, con l’aiuto degli alleati europei, possono espellere gli avversari dal sistema dei pagamenti internazionale chiamato Swift. L’oro è immune a tali attacchi. L’oro fisico in custodia non può essere violato, cancellato, o congelato. Spostare l’oro è un modo semplice affinché la Russia possa regolare i suoi conti senza interferenze da parte degli Stati Uniti.


I paesi stanno anche acquisendo oro in previsione di un collasso del sistema monetario internazionale. Il sistema è crollato per tre volte il secolo scorso. Ogni volta i grandi poteri finanziari si sono riuniti per scrivere nuove regole.


È accaduto a Genova nel 1922, a Bretton Woods nel 1944 e allo Smithsonian Institution nel 1971. Il sistema monetario internazionale ha una durata di circa 30 anni.


Sono passati 30 anni dagli Accordi del Louvre (una sorta di versione aggiornata degli Accordi dello Smithsonian). Questo non significa che il sistema crollerà domani, ma nessuno dovrebbe rimanerne sorpreso se dovesse accadere. Quando i poteri finanziari si riuniranno per riformare il sistema, non ci sarà alcun desiderio di conferire privilegi al dollaro.


Lo yuan cinese e il rublo russo non sono vere e proprie valute di riserva. Gli unici punti di riferimento possibili per un nuovo sistema sono la moneta del FMI (i DSP) e l’oro.


I critici sostengono che non ci sia abbastanza oro da sostenere il sistema finanziario. Questa è una sciocchezza. C’è sempre abbastanza oro, è solo una questione di prezzo.


Sulla base dell’offerta di denaro M1 di Cina, zona Euro e Stati Uniti, e con il 40% di copertura aurea, il prezzo dell’oro sarebbe di $10,000 l’oncia.


A tal prezzo, potrebbe essere sostenuto un sistema monetario stabile basato sull’oro. Quando si tratta di élite monetarie, guardate quello che fanno, non quello che dicono.


Mentre le élite screditano l’oro in ogni occasione, lo stanno comprando, lo stanno accaparrando e si stanno preparando al giorno in cui l’oro fornirà un posto al tavolo della riforma sistemica.


È tempo che anche voi reclamiate il vostro posto con una asset allocation in oro fisico.

Saluti,

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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