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NIZZA

MAURIZIO BLONDET http://www.maurizioblondet.it/

A PROPOSITO DI NIZZA


Hollande ordina a Nizza: cancellate tutte quelle immagini.


Il municipio di Nizza ha ricevuto una ingiunzione di sequestro dalla Procura di  Parigi:   cancelli  “completamente” le 24 ore di immagini riprese da sei telecamere di sorveglianza (specificamente nominate e  numerate) che hanno ripreso l’attentato del 14 luglio, e anche “tutte le scene che dall’inizio dell’attentato hanno avuto luogo sulla Promenade des Anglais”.


Lo denuncia il Figaro – si noti, il più mainstream del giornali – riportando una frase pronunciata da una (anonima)  fonte  del Comune di Nizza: “E’ la prima volta che ci si chiede di distruggere delle prove”. Aggiungendo: “La città di Nizza e il centro di videosorveglianza potrebbero essere perseguiti se lo fanno, e del resto gli agenti responsabili del dispositivo non hanno la prerogativa di fare tali operazioni”.  


La richiesta (continua il Figaro) sembra tanto più stupefacente  perché lo SDAT (Sotto-Direzione Antiterrorismo, una specie di Digos) ha inviato da venerdì del personale allo scopo di recuperare le 30 mila ore di videosorveglianza legata  ai noti eventi.  La Procura di Parigi (il Parquet)  richiesta di spiegazioni dal Figaro, ha spiegato che la misura mira a “evitare la diffusione non controllata e non padroneggiata  di immagini”  (sic).  Quanto alla polizia nazionale, ecco la sua ‘spiegazione’, se così si può chiamare: “Sulle mille telecamere istallate a Nizza, 140 presentavano   elementi d’inchiesta interessanti.


La polizia giudiziaria ha recuperato il cento per cento di queste immagini. La Polizie e il Parquet hanno chiesto di cancellare le immagini di queste 140 per evitarne l’utilizzo malevolo, preoccupati per la dignità delle vittime e la ripresa di queste immagini   da siti jihadisti a scopi di propaganda”.  La distruzione deve essere ‘completa’ perché,  ecco completata la spiegazione, è impossibile procedere a distruzione parziale di questo tipo di materiali.


Fin da sabato l’Eliseo (ossia Hollande) aveva  chiesto  di avere  le copie delle immagini dell’attentato, che gli sono state recapitate in CD.   La polizia giudiziaria era stata precipitata  già poche ore dopo  per fare “una recensione delle telecamere in presa diretta con  gli eventi”.  “Bisognerà cancellare anche quel  CD?”, dice  sarcastica una fonte a Nizza.


La cosa più stupefacente è che siano  dei media mainstream a non  accettare le “versione ufficiale”.  L’altro ieri  è stata  Libération a  rivelare quel che i nostri lettori sapevano già  da un giorno, ossia che la Promenade, quella sera, “non era protetta dalla polizia nazionale” ma solo da una piccola transenna dei vigili urbani – perché la polizia, che fino a poche ore prima aveva sbarrato il  lungomare con due furgoni messi di traverso durante la parata militare, se n’era andata.  Incredibile la reazione  contro il giornale della gauche-caviar del ministro dell’Interno: “Complottisti!”.  Valls ha fatto l’offeso: “Intollerabile che si dubiti della parola del governo. Siamo trasparenti”.


http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/21/strage-di-nizza-liberation-la-promenade-non-era-protetta-dalla-police-nationale/2922757/


Adesso è la volta del  Figaro.  (che sta con Sarkozy).  Vedremo gli sviluppi nelle prossime ore.    Probabilmente Hollande invidia in queste ore Erdogan, che in nome della lotta al terrorismo islamico sbatte in galera i giornalisti e li sostituisce con i suoi servi. Ma anche questa pretesa, di cancellare elementi di prova, dimostra due cose: che Hollande ha qualcosa da nascondere, ovvio; ma soprattutto, che in un paese europeo,  e in quello in cui è nata la ‘democrazia’,  al potere si covino pulsioni dispotiche.  Impunite.


Il governo ancora non ha spiegato quello strano video preso da qualcuno subito dopo che il camion bianco s’è fermato crivellato di colpi, in cui degli agenti  armati (o  con la divisa di agenti)  buttano a terra un individuo, lo picchiano e lo portano via. Eppure si poteva ammettere: nella tensione e confusione del momento, i nostri agenti hanno  commesso un errore di persona, hanno pestato uno che non c’entrava…



Se volete sapere come mai il vostro modesto cronista ha denunciato prima di Libé che quella sera la polizia  aveva rimosso gli sbarramenti poche ore prima dell’attentato,   la risposta è facile:  leggendo su Panamza, il sito del giornalista blogger Hicham Hamza (francesissimo d’origine maghrebina), che per le sue rivelazioni è perseguito da non so se sei o sette denunce dal governo Valls. Se  visitate il sito anche oggi, vedrete  altri video interessanti.


Quello dove un sopravvissuto alla strage, un turista russo di nome  Bai Parchoev,   dal lettino del pronto soccorso,   testimonia: “Non capisco perché si continui a parlare di ‘un’ terrorista. Erano due!  Uno guidava, e l’altro sul sedile passeggeri – quello che ha sparato”  ( Mohamed Lahouaiej Bouhlel  ha sparato con la sua pistola 7.65 ad  un agente che ha cercato di affiancarlo. Come si ricorderà,   un giudice ha ammesso che il cadavere del LGBT-radicalizzato-improvvisamente era sul sedile passeggeri, non alla guida)


http://www.lecourrierderussie.com/societe/2016/07/attentat-nice-russe-temoignage-camion-morts/


C’è anche la testimonianza in video di una ragazzina, presente alla strage, che ha visto “un uomo armato uscire dal camion”…ma non vorrete credere a una bambinetta. Credete ad Hollande .


C’è anche la storia di  Richard Gutjahr,   strana figura attore-e-giornalista tedesco, che era lì e ‘’per caso’  ed  ha filmato la corsa stragista del camion,  gridando subito (si sente nel suo video) “Attentato terroristico!”: aveva già capito tutto.  Come mai? Forse perché questo Gutjahr è sposato con l’isrealiana a Einat Wilf;  che non è solo un’israeliana, ma anche una ex deputata della Knesset, del partito di Netanyahu, e uscita dai servizi d’intelligence militari.


http://www.panamza.com/170716-nice-gutjahr-wilf/



Abbiamo già raccontato del turista Damien Zamon che ha  detto al Telegraph: non sono andato a vedere i fuochi d’artificio, perché mio padre – Israel Zamon – mi ha supplicato di non andare sulla Promenade, ché ci sarebbe stato un attentato. Israel Zamon.

http://www.panamza.com/170716-nice-zamon/


Tutto su Panamnza.


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Perché dei sodomiti diventano kamikaze. Islamici. E sterminano in Francia.


Testimoni oculari affermano:    alla testa e alla fine di Promenade des Anglais, quel giorno a Nizza, erano  stati piazzati per ore, prima,  quattro veicoli della polizia di traverso a sbarrare la circolazione – per consentire la parata militare.


  Ma poi sono spariti,  qualche ora prima che l’islamista arrivasse col camion. Il presidente della regione, Christian Estrosi, ha fatto sapere di aver protestato perché, il giorno della Bastiglia,   al servizio d’ordine erano stati assegnati solo 45 agenti. Ma come, 45 agenti, per un assembramento  che era facile prevede di almeno 30 mila persone? “Non basta, e non nascondo che mi  sono arrabbiato”. Ha chiesto che ne mandassero di più la sua richiesta è stata rifiutata.


La fonte è il Daily Express, lo stesso giornale che   ha rivelato:   Mohamed Lahouaiej Bouhlel,  pochi giorni prima, aveva  spedito alla famiglia in Tunisia 100 mila euro – lui   che aveva problemi  assillanti e un divorzio  in   corso.  Questo particolare viene smentito in qualche modo da fonti ‘vicine all’inchiesta’, come si dice.  Però anche  un giornale mainstream, Repubblica, sente puzza di false flag.  Perché ha inviato  a Nizza Carlo Bonini, mainstream sì, ma forse uno dei più sperimentati cronisti di nera in Italia.


E lui sente puzza di bruciato. 


Scrive: “ Il killer non ha agito da martire”.  Riporta “ una testimonianza che rende faticoso credere che Mohamed si stesse preparando a morire. Quella del fratello Jabeur”, che dalla Tunisia dice: mi ha telefonato il pomeriggio di giovedì 14 luglio. Sembrava molto contento. Non faceva che ridere.   Negli ultimi tempi non faceva che chiedermi dei nostri genitori. Mi aveva detto che sarebbe tornato presto a vivere a Msaken. E aveva anche cominciato a spedire telefoni cellulari e del denaro. Piccole somme. Trecento, quattrocento euro alla volta».  Era stranamente contento, euforico, dice il fratello.


Poi:   per raggiungere il camion che ha noleggiatoe  parcheggiato  in anticipo di giorni, ci arriva in bicicletta. “Una bicicletta – dice Bonini —   che, curiosamente, non abbandona, ma carica diligentemente nel cassone del camion. Come se a un certo punto di quella notte gli dovesse servire. Come se ci debba essere un dopo”, appunto.  E poi: le armi. 


Una granata, un kalashnikov, un fucile e una pistola.  Solo questa è vera, le altre sono repliche innocue. A che dovevano servire? A un “dopo”  che non prevedeva la sua morte.  L’ultimo sms che scrive ad uno dei suoi interlocutori, mentre già il camion è in moto, dice: “Manda altre armi”.   Non certo a lui, che già è al volante e in marcia. Armi, poi, del tipo finto? “E lo scrive cinque minuti prima di forzare il blocco che immetterà il tir bianco sulla Promenade. Dunque, quelle “altre armi” vanno “mandate” in un punto di consegna che non può essere certo il camion già in movimento”.


Palestrato, poi morto per Allah
Infine, la corsa del camion. “Lenta, in principio. Poi, dopo una breve sosta, improvvisamente furiosa nel suo ultimo tratto, dove si concentrerà per altro il massimo numero di vittime. Come se a metà di quel tragitto fosse accaduto qualcosa. Un qualcosa che andrà compreso presto se si vuole arrivare alla verità sulla notte del 14 luglio”.


La marcia dapprima lenta. Poi, la breve sosta.   Da quel momento, la corsa assassina a 90 all’ora.


Bonini non lo dice chiaro, ma lascia che il dubbio affiori nella nostra mente: dopo la breve sosta, era ancora Mohamed Lahouaiej Bouhlel  al volante? O un’altra persona, magari?  Di Bouhlel sono rimasti sul cruscotto, accuratamente in vista, la carta d’identità e persino la carta di credito,

E’ il noto classico di queste  stragi: anche gli assassini della redazione di Charlie Hebdo sono stati identificati  come i fratelli Kouachi perché, nell’auto  che avevano abbandonato nella fuga,  c’era un documento di uno dei due.  Dimenticato,   s’è detto: come fosse logico.  I Kouachi  non li abbiamo mai visti davvero, e sono morti;  anche Bouhlel è morto; sarà lui? O solo i suoi documenti?


Perché a  Francois Molins, procuratore della repubblica di Parigi, è scappato detto il seguente particolare:  il corpo dell’assassino è stato “trovato morto sul sedile passeggeri” del camion.  Qualcun altro guidava?


https://www.youtube.com/watch?v=EfBBWQLFdB8&feature=youtu.be&t=4m35s


Il gay di Orlando
E inoltre:  questo jihadista pronto a morire per Allah, era un bisessuale,  col cellulare pieno di app per appuntamenti da letto con uomini e donne. Anche questo sta diventando un classico:  il jihadista di Orlando in Florida era un omosex che frequentava il locale dove ha fatto strage. Due  LGBT che si trasformano in kamikaze per Allah in poche settimane, dalle due parti dell’Atlantico? Vi sembra normale?


Ché  poi, se si scava un po’, si  ricorda che anche Salah Abdeslam, il solo sopravvissuto degli eccidi di Parigi dell’inverno scorso  perché non si è fatto saltare con la cintura esplosiva,  era un tenero finocchietto noto nei locali gay di Bruxelles, in cui occasionalmente si prostituiva.  Dunque esisterebbe una pericolosa tendenza degli invertiti a convertirsi al wahabismo più puritano, e delinquere per Daesh?  Correggiamo subito questa calunnia: il fratello di Salah, Brahim Abdeslam,  che s’è fatto saltare a Parigi, non era un omosex.  Anzi:  siccome aveva venduto il bar    e aveva 27 mila  euro in tasca, Brahim Abdeslam, 3 giorni prima di  farsi esplodere, “cercava un appartamento  pour aller niquer”, per scopare.  Come se non  si aspettasse l’imminente incontro con  le 72 vergini in un appartamento gratis in paradiso.


Tutto ciò, e molto di più, risulta da un documentario-inchiesta per la RTL-TVI belga, “La face cachée des frères Abdeslam“,  dove il barman del bar di Brzahim, racconta: negli ultimi  giorni prima di quel 13 novembre, i due fratelli  “non facevano che ridere, sbevazzare, e andare a donne”. Come se i problemi della loro vita fossero tutti risolti, come se avessero trovato una gran fortuna. Lo steso tipo di allegria improvvisa  che, secondo il fratello, ha mostrato lo stragista di Nizza.


https://www.facebook.com/panhamza/photos/a.259863080821062.1073741827.258337060973664/686675661473133/?type=3&theater


Salah, fratello finoocchietto
L’amico e giornalista investigativo Wayne Madsen (ex NSA) evoca il programma MK-Ultra (cercatela sul web), che “per mezzo secolo ha pescato spostati, reietti sociali, emarginati” per trasformarli in  Manchurian Candidate (vedi su Internet) o pedine – eventualmente in assassini solitari  da utilizzare a comando.   La cosa, dopotutto, non è difficile. Avvicini  lo spostato senza un soldo e gli proponi una operazione, un’esercitazione, un progetto simulato che andrà a buon fine e lo farà ricco;  gli dai anche qualche anticipo, 300, 400 euro; tutto quello che deve fare è guidare un camion sulla promenade. O portare uno zaino nel metrò, come fu proposto a Londra a cinque ragazzi della periferia- era il 2005, e Netanyahu si trovava giusto a Londra; fu avvertito dal Mossad di  restare in albergo quel mattino –  lo ammise lui stesso.


Anche stavolta c’è qual cosina.  Una giornalista del  Telegraph intervista un sopravvissuto, Damien Zamon, 25 anni, che era a Nizza quel giorno. Ci abita. “Mio padre, quando al telefono gli ho detto che sarei andato a vedere i fuochi artificiali, mi ha supplicato di non andarci, perché poteva avvenire un attentato”.  Il padre si chiama Israel Zamon. Lo ha ‘supplicato’Non è  affatto insolito: fin dai tempi della Bibbia, ci sono profeti in Israele.


Voleva “niquer”


http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:mR_IlypiOr4J:www.telegraph.co.uk/news/2016/07/16/nice-terror-attack-truck-driver-who-killed-84-named-as-loner-fre


Ci sono anche bravi fotoreporter. Come quel Silvan Ben Weiss, “israeliano abitante in Francia”, che ha ripreso, da molto vicino agli eventi, la scena notturna di agenti di polizia o corpi speciali che, pistole in pugno, si avvicinano guardinghi alla cabina del camion.  Il tunisino supposto stragista è stato ucciso da pochi istanti. Al 18mo secondo, in questo filmato si vede  un uomo, tenuto a terra e pestato dagli agenti in divisa che lo circondano, e poi lo portano via trascinandolo di peso. Chi  sarà stato?   Inutile domanda. Il video è stato diffuso   soltanto da una tv israeliana importante , Ynet.New collegata  al quotidiano Yediot Ahronot, ma non  dalle tv francesi.



E già che ci siamo, poniamo la domanda: come mai lo Stato Islamico è così feroce con la Francia?  Tre attentati in 18 mesi, e uno più sterminatore dell’altro. Charlie Hebdo, 7 gennaio 2015: 12  morti. Bataclan e dintorni, 13 novembre: 130 morti e 300 feriti. E adesso Nizza, 84 morti e 200  feriti almeno. 


Come mai? Tutti sotto la presidenza Hollande: eppure Hollande è uno dei   più accaniti nemici di Assda in Siria; vuole rovesciarlo da anni. Era pronto a intervenire militarmente se l’avesse ordinato Obama. . Nel 2012, il suo primo ministro Laurent Fabius dichiarò: “”Bachar El Assad ne merite pas d’etre sur cette Terre”. Lo stesso Fabius disse anche: “Al Nusra, sul terreno, fa’ un buon lavoro”. Al Nusra,  ossia Al Qaeda. Fabius ne ha sempre parlato col giusto orgoglio, perché la Francia ha fornito Al Nusra di almeno 1700 jihadisti.


Alcuni erano ufficiali francesi che sono andati a combattere con  terroristi siriani per abbattere Assad; anzi li inquadravano e comandavano. Il governo siriano catturò in varie occasioni alcuni di questi militari. L’ambasciatore siriano all’Onu, Al Jaafari, accusò la Francia di inquadrare i terroristi con suoi ufficiali, accusa non contestata dall’ambasciatore francese Araud, presente. Il Telegraph    fu uno dei pochi media a dare una notizia il 22 febbraio 2015: “Thirteen French officers ‘captured by Syrian Army‘, 13 ufficiali francesi catturati dall’Armata Siriana – per giunta mentre alla testa dei tagliagole, assaltavano il villaggio cristiano di Sadnnye. Assad li rimandò a casa, quegli ufficiali. Il minsitro della Difesa Jean-Yves Le Drian , andò ad accoglierli all’aeroporto.


Eppure, lo Stato Islamico   ce l’ha con Hollande. Precisamente, quello Stato Islamico o DAesh   i  cui comunicati  vengono diffusi dal SITE di Rita Katz, rivendica tutte  le stragi che hanno costellato la presidenza del Budino – il più sanguinoso abitante dell’Eliseo. Come mai? C’è qualche vendetta da consumare fra Hollande e, diciamo,  “Rita Katz”?  Qualcosa di inconfessabile?


Forse può aiutare una vecchia nota di Thierry Meyssan, di Voltairenet. E’ del 2014: “Nel gennaio 2014, Francia e Turchia hanno armato Al Qaeda per attaccare l’“Emirato Islamico in Iraq e Levante” (EEIL, Daesh). Si trattava allora di silurare il piano americano di creazione di un Kurdistan indipendente in Iraq e nel Nord della Siria. Ma a seguito di un accordo con gli USA, nel maggio 2014, la Francia cessava le ostilità contro lo EEIL”.   


Più che un piano americano, era una promessa israeliana: il governo israeliano ha promesso ai curdi di Mossul che nella risistemazione del Medio Oriente, sarebbe statao dato finalmente loro uno stato nazionale – ritagliandolo fra Irak, Siria e Turchi.  Il che può spiegare anche come mai Erdogan sia impazzito e si sente  tradito dagli “americani”.


Quanto all’accordo raggiunto da Hollande con “gli americani”, di non impedire più la formazione di uno stato curdo, va’ aggiunto che è avvenuto dopo alcuni ammazzamenti dalle due parti: un drone americano uccide il comandante di Al Nusra che  rispondeva al nome di David Drugeon, militare francese; e un “terrorista islamico”  professionale, di nome Mehdi Nemmouche al museo dell’Olocausto di Bruxelles, fulmina due coniugi lì abitanti, che i giornali israeliani diranno agenti del Mossad. Poi Nemmouche salì sul pulmann e si consegnò, con tutto il suo armamento e la telecamera che s’era appuntato sul petto per documentare la sua esecuzione,  ai suoi superiori – volevo dire alla polizia francese –   a Marsiglia, dopo 800 chilometri.


PS.:  Qualcuno lo dica a quei cattoliconi – tipo Antonio Socci e Roberto De Mattei – Che hanno approfittato della strage di Nizza per  tuonare contro l’Islam, contro “la Jihad che ci  minaccia da 14 secoli”, e altre fesserie del repertorio mainstream. Complici, speriamo involontari, della narrativa ufficiale. Nel loro linguaggio, detta “la grande menzogna”.


Magari cominceranno a capire perché Hollande e  Valls, quando vanno ad omaggiare i morti ammazzati da  finocchi divenuti  kamikaze wahabiti, vengono fischiati dai francesi. Non è mai troppo tardi per imparare le cose della vita.

 
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