'Tanto poi vi sgozzeremo tutti'

Pubblicato il 1 luglio 2016 nella categoria Mastinate Quotidiane di Il Mastino - blogger

“Tanto poi vi sgozzeremo tutti”



Diciamo che il fatto è di per sé curioso, ma non anomalo, tantomeno inatteso, voglio dire: l’ho sempre, più che sospettato, intuito. Anche dal kebabbaro, se ci fai caso, ricambiando lo sguardo ovviamente cortese del commerciante, ti rendi conto che c’è dell’altro, nel modo in cui ti guarda: non voglio dire che è insincero, ma certamente tace delle cose.


Che d’improvviso però – è un attimo – si svelano: come quando chiesi al kebabbaro una maledetta birra da abbinare al kebab… ci vuole! «Non ne abbiamo» disse secco, ma senza l’espressione desolata del commerciante comune… o la freddezza professionale di chi è abituato allo smercio compulsivo di cibi all’ora di cena.


Quello sguardo, l’espressione, senza che lui se ne accorgesse, rivelò tutto e tutto mi fu chiaro: quest’uomo qui, al quale io nulla ho fatto, e anzi ne sono cliente, ne avesse il potere, per il semplice fatto di percepirmi come inesorabilmente “altro” da se stesso, quindi ignoto al suo dio, potesse… mi farebbe sgozzare. Solo per questo. Cosa della quale mi sono ricordato guardando questo video (VIDEO), farsesco… ma sino a un certo punto: è verosimile invece.


E sempre ho avuto anche la sensazione che questi un po’ lerci locali di cibaglie occidentali spacciate per orientali che qui i musulmani ci danno in pasto, con un certo qual disgusto (non ne ho mai visto uno mangiare kebab o patatine), beh non servono soltanto a preparare cibi e venderli: si ha ogni volta questa impressione di “copertura”, di “ben altro”. Ma forse è, diciamo, psicosi tele-indotta, e certamente ci sono un mucchio di brave persone che son qui solo per lavorare onestamente (e hanno anche le birre)… ma non sono i soli, purtroppo.


E pur tuttavia non deve essere solo una sensazione: è qualcosa di più. Se me ne arriva presto conferma discorrendone con un giornalista, che mi dice di una mail che gli è giunta.


Si dice del Bergoglio sull’aereo per Roma che è riuscito perfino a evocare il grande storico dei papi il cattolico Ludwig von Pastor a proposito del Martin Lutero “riformatore”. Certo è che, al seguito di questo finto moralizzatore dei costumi corrotti della Chiesa di Roma, i principi tedeschi depredarono la Chiesa cattolica di Germania; sottacendo dei saccheggi, delle distruzioni e degli scempi operati nelle bellissime chiese tedesche ornate di quadri, statue, vetrate, altari e di tutta la sacralità derivante da secoli di culto cattolico.


Ma di questo il Bergoglio non se ne importa proprio. Basta parlare di “giustificazione” e lui è contento di andare a Lund a commemorare in nome della retorica ecumenista… ossia della resa incondizionata alle esigenze del secolo, come si sono arresi e non da mò quegli stessi protestanti, scomparendo: lo si dimentica sempre che i “protestanti” storici, quelli lì, sono scomparsi da almeno mezzo secolo. Resta una paccottiglia di lesbiche dalle aspirazioni virilistiche più che religiose, con la smania delle mitre arcobaleno con le quali esercitano il loro magistero al massimo su se stesse e su qualche “amica”. Quel che del luteranesimo svedese è rimasto è questo: due camioniste maltruccate.


Poi in quella mail si accenna anche alla questione degli Armeni, ai quali di recente il papa ha reso omaggio. Ebbene, scrive questo interlocutore: «Mi fa sempre pensare a quale sia l’origine dell’islamismo. Pensiamoci! Perché diversamente dal VI secolo ad oggi l’Islam non avrebbe potuto lasciare una così enorme e rossa scia di sangue lunga 14 secoli e non ancora interrotta. Nessuna religione, nessuna cultura, nessun regime politico ha mai commesso tanti delitti aberranti, tante stragi e qualche genocidio con l’efferatezza tipica di chi è pronto a sgozzare l’infedele, anche se gli sta vicino da secoli».


Come volevasi dimostrare.


Misteri della Divina Provvidenza che comprenderemo solo dopo questa vita!


Tuttavia, anche il giornalista confessa la sua, sull’argomento. Dicendomi:


«Gli  antichi egizi hanno inventato il pane e, ancor oggi, la miglior pasta per la pizza  è fatta dagli immigrati egiziani. Sono sempre loro che vincono il premio  del  concorso annuale….


Quando ho desiderio di pizza (sgradevoli quelle surgelate, da supermercato,  da cuocere nel fornetto casalingo ) andiamo, per l’appunto, in una locale di egiziani con terrazza. Molto gentili, molto servizievoli, la nostra sembrerebbe amicizia, dopo anni che andiamo da loro. Ci stupivamo perché,  in questo clan chiuso di soli musulmani, la moglie del gestore era una del luogo, e aveva avuto un paio di figli da lui. Vabbé, fatti loro, non abbiamo mai chiesto nulla di privato.


 Di recente vado a un’edicola che di solito non frequento e, dietro il banco, trovo con sorpresa quella signora. Mi dice che ha dovuto letteralmente scappare, naturalmente  lasciando al clan i figli oltre a tutto il resto. Mi dice: «Stateci attenti! Sembrano così  integrati, così educati con voi ma, chiusa la pizzeria, parlano tra loro. Mio marito dice spesso: “Ora gli serviamo il prosciutto e il vino ma verrà prima o poi il giorno di Allah. E allora, li sgozzeremo tutti  come meritano questi infedeli».


Allora non era solo una mia sensazione: le mie sensazioni sono sempre l’anticamera della verità.


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