Italia: Apocalisse Demografica

Di FunnyKing , il 10 giugno 2016

Italia: Apocalisse Demografica, Vecchi, Immigrati e I Migliori Vanno Via




Oggi è uscito il rapporto Istat sul bilancio demografico Italiano vado per i punti salienti:


  1. Al 31 dicembre 2015 risiedono in Italia 60.665.551 persone, di cui più di 5 milioni di cittadinanza straniera (8,3% dei residenti a livello nazionale, 10,6% al Centro-nord).
  2. Il numero dei residenti ha registrato una diminuzione consistente per la prima volta negli ultimi novanta anni: il saldo complessivo è negativo per 130.061 unità,
  3. Il calo riguarda esclusivamente la popolazione di cittadinanza italiana – 141.777 residenti in meno – mentre la popolazione straniera aumenta di 11.716 unità.
  4. Il movimento naturale della popolazione ha fatto registrare un saldo (nati meno morti) negativo per quasi 162 mila unità. Il saldo naturale è positivo per i cittadini stranieri (quasi 66 mila unità), mentre per i residenti italiani il deficit è molto più ampio e pari a 227.390 unità.
  5.  Il saldo (ufficiale) migratorio della popolazione italiana è di circa -70.000 unità, circa 100.000 sono gli italiani che nel 2015 sono stati cancellati dall’albo dei residenti ( e dunque si sono iscritti all’AIRE), circa 30.000 sono gli italiani che si sono re-iscritti all’albo dei residenti.
  6. Il saldo (ufficiale) migratorio della popolazione straniera è di circa +119.000 unità.

Su questi ultimi due dati è bene fare una grossa tara:


  • Mentre tutti gli italiani o quasi quando rientrano in Italia si iscrivono all’albo dei residenti, ci sono moltissimi italiani che per lungo tempo non si cancellano dall’albo dei residenti quando sono all’estero. (non si iscrivono all’Aire)
  • Molti stranieri sono cancellati dall’Albo dei Residenti per scadenza del permesso di soggiorno o perchè non si trovano al loro domicilio. Non è detto che siano effettivamente andati via.

Anche a livello di dati ufficiali non c’è molto da dire:


Gli italiani intesi come ceppo storico e culturale si stanno estinguendo, fanno pochissimi figli, sono sempre più vecchi e il carico di anziani sul bilancio dello Stato fa fuggire gli italiani più produttivi e in grado di generare reddito tassabile.


Il 2015 è il primo anno di vera accelerazione nel processo di estinzione antropologica e culturale, il problema a livello di dati ufficiali (a cui io non credo affatto per il saldo migratorio di cittadini stranieri) non sembra l’immigrazione di massa ma piuttosto la catarsi del popolo italiano. Un popolo che comunque non è mai esistito se non come dato statistico o abitante di una espressione geografica.


Sempre a livello di dati ufficiali, il saldo complessivo fra italiani e stranieri residenti vede uno sbilancio a favore di questi ultimi di circa 153.400 unità nel solo anno 2015.


Il 2016 sarà certamente molto peggio, se non altro per l’aumento della mortalità legata all’età ed anche alle condizioni economiche.


Personalmente credo che i numeri ufficiali stiano facendo una enorme sottostima dei cittadini stranieri residenti (ovvero clandestini o non registrati) basta farsi un giretto in molti quartieri delle città o in alcuni paesi.


Non ho molto altro da aggiungere se non consigliarvi di cuore di andare via da un paese morente, fatelo per voi, per la vostra famiglia, per i vostri figli. Per ragioni strutturali e non reversibili in una generazione il futuro dell’Italia e dei suoi cittadini non può che peggiorare.


Le dinamiche demografiche sono trattabili nell’arco di molti decenni. Si può al limite chiudere le frontiere e cacciare clandestini e cittadini non comunitari, tuttavia ricreare le condizioni per aumentare le nascite e non fare scappare via i produttori di ricchezza è impossibile in un periodo breve o medio.


E nel lungo periodo siamo tutti morti.


Alcuni Grafici interssanti:





….a Luglio 2015 ha fatto un gran caldo….. e l’INPS ringrazia.


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E Chi Le Paga le Pensioni in Pannolonia? (Un Consiglio ai Pensionati)


Ancora un Flash dall’ultimo rapporto Istat sulla demografia italiana:

Come si nota la fascia produttiva, ovvero quella che è in grado di  produrre reddito e dunque gettito (se ha un lavoro o una attività…) , cioè la popolazione tra i 15 e i 64  anni continua serenamente a calare con l’aumentare dell’età media italiana che è arrivata a 44,7 anni.

Considerando anche l’alto tasso di disoccupazione italiano e l’altissimo tasso di sotto occupazione con redditi (e gettito) al limite della sopravvivenza…. sorge una domanda (poi se consideriamo anche alcuni noti parassiti sociali del pubblico impiego che fanno lo sciopero durante la partita della Nazionale):

E chi le paga le pensioni?

Bisogna tenere presente che il sistema previdenziale italiano è a ripartizione, è vero che i vari istituti hanno del patrimonio immobiliare (voglio vedere a venderlo), tuttavia è un fatto: chi paga contributi e tasse è l’unica fonte di reddito dei pensionati.

Ovvero quasi.

C’è anche il deficit, con il che ai giovani o non troppo vecchi non solo viene imposta una pressione fiscale criminale ma li si indebita pure.

Tuttavia rimane la domanda: E chi le paga le pensioni?

Siccome i tedeschi mi sentirei di escluderlo, intendendo come tedeschi “l’Europa”, io credo che la risposta sia ovvia:

NESSUNO

Non esiste neppure una possibilità su un milione che di qua a 5 anni (anche molto prima), gli attuali assegni di vecchiaia non vengano pesantamente ridimensionati. E’ un fatto matematico.

E dunque vi un vero consiglio cari pensionati: Fino a quando vi regge la mente e il fisico, cercatevi un posticino:

  • a basso costo
  • con un buon sistema sanitario e
  • bassa criminalità

Magari con tasse sulla pensione più basse di quelle italiane. (fino a quando l’Italia permetterà ai pensionati di delocalizzare la pensione, non credo per ancora molto tempo).

Tenerife o altre zone della Spagna sono una discreta soluzione per non andare troppo lontano. Tuttavia fino a quando i neuroni che fanno funzionare le vostra fantasia non saranno morti meglio utilizzarli ora. Perché in ItaGlia non ci sarà nessuna pietà.


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