CHE NON SIA RIVOLTA A TE.......................

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"CHE NON SIA RIVOLTA A TE LA SEVERA PAROLA DELLA VERITA' QUANDO DISSE: 'SIA TU MALEDETTO PERCHE' SEI RIMASTO ZITTO' "


Dalla profondità dei secoli il grido di santa Caterina rivolto a vescovi e cardinali che assistono in silenzio allo scempio delle anime che viene perpetrato oggi col loro silenzio complice...
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[…]Povera me! Povera me! Sventurata anima mia! Apri gli occhi, e guarda bene la perversità della morte che è entrata nel mondo, e in modo particolare nella santa Chiesa, corpo mistico di Gesti.


Povera me! Scoppi il tuo cuore e l’anima tua nel vedere tante offese fatte a Dio! Vedi, padre, che il demonio, lupo infernale, rapisce gli uomini, le pecorelle che si pascono nel giardino della santa Chiesa; e non c’è chi si muova a strappargliele di bocca. I pastori dormono nel loro amor proprio, in una stessa avidità e immondezza; e sono così ubriachi di superbia che dormono e non sentono neppure se stessi, sebbene vedano che il demonio, lupo infernale, porta via la vita della grazia da loro e anche dalle persone che a loro sono affidate. Essi non se ne curano: e tutto questo è dovuto alla perversità del loro amor proprio.

Quanto è pericoloso l’amor proprio nei vescovi, nei sacerdoti e nelle persone che sono ad essi affidate!

Tu sei vescovo; se hai amor proprio, non correggi il difetto che vedi nelle persone che ti sono state affidate: perché se ami te per te stesso, cadi nel rispetto umano, e per questo non intervieni per correggere. Se amassi te per Dio, invece, non avresti timore del rispetto umano; coraggiosamente, con cuore forte, correggeresti i difetti, e non staresti zitto, né faresti finta di non vedere.

Padre carissimo, io voglio che tu sia libero dell’amor proprio. Ti prego di vivere in modo che non sia rivolta a te quella severa parola, con rimprovero, dalla Verità, quando disse: “Sia tu maledetto, perché sei rimasto zitto”.

Povera me! Non tacere più! Grida con centomila lingue! Vedo che, con il tacere, il mondo è in rovina, e la santa Chiesa, la Sposa di Gesù, è divenuta tutta pallida e non ha più il suo colore, perché le è stato succhiato il sangue di dosso: il sangue di Gesù, a noi donato per grazia e non per soddisfare un debito, i cattivi pastori lo rubano con la superbia per il loro tornaconto, sottraendo la gloria che deve essere di Dio, e dandola a se stessi. Essi rubano con simonia, vendendo i doni e le grazie che a noi sono donate per grazia, a prezzo del sangue del Figlio di Dio. […]

Santa Caterina da Siena, Lettera 16, A un vescovo


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