LE PERLE DEL MASTINO - Wojtyla - Se le diocesi diventan califfati / DEUS ABSCONDITUS

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LE PERLE DEL MASTINO


‘la Genesi ci mostra Dio che soffia sull’uomo il suo alito di vita. C’è dunque un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi’.

(S. Giovanni Paolo II)

p.s.


Guardavo con commozione questa foto. Non solo per il cagnolino, giacché io proprio perché non sono animalista, sono di una delicatezza estrema verso gli animali, specie i meno amati: cosa c'è di più crudele del voler fare di un animale un uomo, come fanno gli animalisti, che usano gli animali per degradare gli uomini e sostituirveli? Io lascio loro la libertà di essere se stessi.



La guardavo con tenerezza dicendomi "ma che bellissimo uomo è questo!". C'è una bellezza imperativa, inoffensiva, che nasce dal candore, una bellezza che è propria della santità, e che ti fa guardare la pulizia, il tratto gentile di un volto anche negli animi burberi (ma cos'è l'essere burbero se non il pudore della propria tenerezza?), burbero come quello di un Padre Pio, di Ratzinger, fanciullesco, di Wojtyla, virile fino in fondo all'anima, e ti fa esclamare: ma che bellezza è la santità. La santità rende belli, davvero. E' rassicurante. E vorresti... persino io infastidito dalle invasioni fisiche, persino io vorrei... avrei voglia di abbracciare un santo così! E' troppo bello!


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SE LE DIOCESI DIVENTANO CALIFFATI


'Vidi nel Tempio l'abominio della desolazione'



Califfato di Ventimiglia-San Remo


Anno III dell'era della Misericordia


Mi domando perché quando vogliono mostrarsi "misericordiosi" (e rigorosamente con gente di altra o nessuna fede), non mettono a disposizione le loro accessoriate canoniche, casa loro, strutture diocesane aduse ai chiacchiericci clericali, sale stampa da dove sparano puttanate o si discolpano da qualche accusa a luci rosse, oratori per fancazzisti di parrocchia, autorimesse di clericali solidali e amici e amanti. Per non dire quella cosa che... si dovrebbe dire in ogni paese civile: MA NON DOVREBBE FARE LO STATO QUESTA ROBA QUI?

Invece no, usano le chiese e ne fanno dormitori, sale mensa, latrine e all'occorrenza anche moschee e "luoghi di spiritualità" indeterminate ma buone per tutti.



Qual è la necessità di praticamente profanare le chiese con tutti gli immobili, sovente inutilizzati o maleutilizzati che le diocesi e gli enti clericali hanno? Che almeno hanno pure i gabinetti.


Ma perché lanciano un messaggio, un messaggio che è politico, dove il politico sostituisce il teologico. E' la dichiarazione dell'inutilità di Dio, e del suo fallimento. Del culto come "distrazione" dall'umano. Scatenando il plauso generale: di tutti, specialmente quelli che in chiesa non ci andranno mai, e di quelli che - vero castigo di Dio - in sacrestia ci hanno fatto il nido e l'alcova... i "gggiovani" chitarristi del dio impotente e decaduto che sta nei cieli e che ci resti.



POI MAGARI SO CAPACI PURE DE Dì... "A GENTE NUN VA PIù IN CHIESA..."... A FA CHE? A DISTURBA' I MUSULMANI E A PESTARNE IL PISCIO?


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DEUS ABSCONDITUS




Di Gesù non si parla tra persone educate.


Con il sesso, il denaro, la morte, Gesù è tra gli argomenti che mettono a disagio in una conversazione civile.


Troppi i secoli di sacrocuorismo. Troppe le immagini di sentimentali nazareni con i capelli biondi e gli occhi azzurri: il Signore delle signore. Troppe quelle prime comunioni presentate come «Gesù che viene nel tuo cuoricino».


Non a torto tra persone di gusto quel nome suona dolciastro. È irrimediabilmente tabù.


Ci si laurea in storia senza aver neppure sfiorato il problema dell'esistenza dell'oscuro falegname ebreo che ha spezzato la storia in due: prima di Cristo, dopo di Cristo.


Ci si laurea in lettere antiche sapendo tutto del mito greco-romano, studiato sui testi originali. Senza aver però mai accostato le parole greche del Nuovo Testamento.


È singolare: la misura del tempo finisce con Gesù e da lui riparte. Eppure egli sembra nascosto.


O lo si trascura o lo si dà per già noto.


(VITTORIO MESSORI)


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