E BERGOGLIO CONTINUA A TACERE. ASIA BIBI E LA VERGOGNA DELL'ATTUALE VATICANO

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E BERGOGLIO CONTINUA A TACERE. ASIA BIBI E LA VERGOGNA DELL'ATTUALE VATICANO


Il coro propagandistico della corte, per far dimenticare l'imbarazzante comportamento di Bergoglio verso Asia Bibi (madre cristiana, condannata a morte in Pakistan solo per la sua fede cristiana e detenuta da sei anni in condizioni disumane) propaganda una versione dei fatti che lascia basiti...


Allora cerchiamo di ristabilire la verità su alcuni punti.
1) Bergoglio - che non ha mai risposto alla lettera che gli ha scritto Asia Bibi come richiesta di aiuto - non ha voluto ricevere in udienza privata i poverissimi familiari di Asia Bibi venuti a Roma dal lontano Pakistan per chiedere aiuto, ma li ha lasciati - a un'udienza del mercoledì in piazza San Pietro - di là dalle transenne con molti altri. Poi, passando in rassegna i presenti (come di consueto), il papa argentino ha fatto anche a loro un fugace e gelido saluto di routine come a tutti gli altri che sporgevano le mani per salutarlo (c'è il video e tutti lo hanno visto da tempo). Se questa è vicinanza, se questa è misericordia, se questo è mischiarsi alle pecore... ditelo voi.


2) Bergoglio, col suo indifferente silenzio verso la tragedia di Asia Bibi, non ha affatto imitato il comportamento di Benedetto XVI - come qualcuno sostiene - perché papa Benedetto intervenne pubblicamente in difesa di Asia Bibi e qua sotto si può leggere la notizia d'agenzia.


3) Da questo articolo del 2010 si scopre pure che erano stati i vescovi del Pakistan a informare il papa e poi lo hanno ringraziato dell'intervento (questo mostra che i cristiani del Pakistan non vogliono certo l'indifferenza della Santa Sede, ma la sua concreta vicinanza).


4) Il regime islamista pakistano, che costringe i cristiani a vivere in condizioni di costante minaccia, di violenza e discriminazione (sono sottoposti a orrori e umiliazioni vergognose) è uno Stato, di 110 milioni di abitanti, non è un'organizzazione terroristica come Al Qaeda. Quindi non si può cavarsela dicendo che i terroristi non c'entrano nulla con l'Islam. Qua si tratta di uno stato ufficialmente islamico e dei più grandi. L'Islam è totalmente implicato in quel regime e nella sua legislazione disumana. Ciò conferma che C'E' UN PROBLEMA ISLAM ! Esattamente ciò che Bergoglio ha sempre voluto negare e che invece papa Benedetto - nel discorso di Ratisbona - fece capire al mondo intero.


5) Per la liberazione di Asia Bibi si sono pubblicamente esposti il patriarca ortodosso Kirill e perfino il presidente francese Hollande. Possibile che l'unico che non fa sentire la sua voce (nemmeno una richiesta di preghiera per questa povera donna) sia il vescovo di Roma?


6) Il fatto che il marito e la figlia di Asia Bibi siano venuti in Europa per sensibilizzare i governi e i parlamenti sulla sorte di Asia (sono stati ricevuti anche al Parlamento italiano) dimostra che NON E' VERO che i familiari di Asia Bibi chiedono il silenzio sulla sua sorte. Sono loro stessi infatti a cercare aiuto e solidarietà pubblicamente.


https://it.zenit.org/…/benedetto-xvi-chiede-la-liberazione…/


Benedetto XVI chiede la liberazione di Asia Bibi


CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 17 novembre 2010 (ZENIT.org).- Questo mercoledì, al termine dell’Udienza Generale, Papa Benedetto XVI ha rivolto un appello a favore delle popolazioni cristiane del Pakistan, e in particolare di Asia Bibi, la donna condannata a morte per blasfemia.

Raccogliendo la richiesta dei Vescovi cattolici pakistani, il Pontefice ha fatto propria la difesa di questa donna cristiana, che il 7 novembre è stata condannata all’impiccagione da un tribunale del Punjab perché accusata di essersi espressa contro il profeta Maometto.

Rivolgendosi ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha chiesto a tutti di pregare per “la difficile situazione dei cristiani in Pakistan, che spesso sono vittime di violenze o di discriminazione”.

Ha voluto anche manifestare la propria “vicinanza spirituale alla Sig.ra Asia Bibi e ai suoi familiari”, chiedendo “che, al più presto, le sia restituita la piena libertà”.

“Prego per quanti si trovano in situazioni analoghe, affinché anche la loro dignità umana ed i loro diritti fondamentali siano pienamente rispettati”, ha aggiunto il Papa.

I Vescovi del Pakistan hanno espresso la propria riconoscenza per l’attenzione del Pontefice nei confronti dei cristiani sofferenti del loro Paese.

“Siamo molto grati al Santo Padre per le sue parole in favore di Asia Bibi, per l’attenzione alle sofferenze dei cristiani in Pakistan e ai nostri diritti”, ha riferito all’agenzia Fidesmonsignor Andrew Francis, Vescovo di Multan, in Punjab.

“A nome dei Vescovi, e dell’intera comunità dei credenti in Cristo, gli esprimiamo il nostro sincero grazie per il suo grande coraggio, per la protezione dei senza-voce, di quanti sono vittime innocenti di violenze e sopraffazioni”, ha aggiunto.

Monsignor Francis ha annunciato a Fides “una grande campagna di preghiera, che si tiene in tutte le chiese per la vita di Asia Bibi: i fedeli si riuniscono in Adorazione davanti al Santissimo Sacramento per pregare per la sua liberazione, affidando al Signore le sue sofferenze”.

Il caso della donna, ha sottolineato, “è molto triste”. “Siamo davvero indignati e sconcertati per l’abuso continuo di questa legge sulla blasfemia”.

Dal canto suo Nasir Saeed, cristiano pakistano coordinatore del Centro per l’Assistenza e l’Aiuto Legale (CLAAS), che fornisce assistenza legale gratuita e supporto concreto ai cristiani perseguitati in Pakistan, ha dichiarato a Fides che “negli ultimi tempi si registra un preoccupante intensificarsi della discriminazione e della persecuzione sui cristiani nel Paese, specialmente sulle donne e sulle ragazze cristiane”.

“Molti episodi di violenza non vengono nemmeno alla luce, per le pressioni, che vanno a buon fine, di influenti personaggi musulmani o perché le parti lese – spesso povera gente che vive in aree remote – non ha denaro per intraprendere un’azione legale o non sanno come reagire ai soprusi”.

La polizia, ha ricordato, “raramente compie indagini serie, finché una ONG, una Chiesa o qualche persona influente interviene a sollevare un caso. Questo immobilismo è molto grave”.

“E’ tempo che il Governo del Pakistan prenda in seria considerazione la questione dei diritti umani e dei diritti delle minoranze”, ha denunciato Saeed, chiedendo anche che “ONU e Unione Europea facciano pressioni”.
 
“Messaggi di speranza, di incoraggiamento, di solidarietà, e preghiere dai fedeli in tutto il mondo sono molto importanti”, ha aggiunto.


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