PERLE DEL MASTINO

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MASTINO


CASTA MERETRIX


NON SIGNIFICA CHE LA CHIESA "E' ANCHE PUTTANA"


Questi semmai sono certi chierici e clericali loro cortigiani, i cui nomi ben conosciamo.


A proposito, dunque, di quella frase che vorrebbe la chiesa CASTA MERETRIX e che la vulgata lassista (progressista e conservatrice) ha trasformato nella leggenda metropolitana della liceità del puttanismo nella e della chiesa, per cui ogni zozzata al suo interno sarebbe al fondo lecita se non addirittura ineluttabile "in quanto santa e pure meretrice". Insomma una autogiustificazione di massa che ha assunto quasi il valore di un semi-dogma, e che sarebbe n realtà una bestemmia non ci salvasse l'ignoranza (e la buonafede). O, come direbbero taluni ciellini folkloristici dopo qualche consueta copula occasionale, "tanto poi ci si confessa". E me cojoni! se dice a Roma. Questo è prendersi gioco di Gesù e del sacramento. E prendersi in giro da soli anche.


Ma restiamo alla CASTA MERETRIX: cosa vuol dire realmente e letteralmente?


Siccome molti non si fidano di me e non mi credono, come spesso succede alle Cassandre, lascio la parola a uno che la sapeva lunga, quel cardinale di santa memoria votato alla parresia che fu GIACOMO BIFFI:


«L'espressione 'casta meretrix', lungi dall'alludere a qualcosa di peccaminoso e di riprovevole, vuole indicare – non solo nell'aggettivo ma anche nel sostantivo – la santità della Chiesa. Santità che consiste tanto nell'adesione senza tentennamenti e senza incoerenze a Cristo suo sposo ('casta') quanto nella volontà della Chiesa di raggiungere tutti per portare tutti a salvezza ('meretrix')»


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L'ECUMENISMO IRENICO E COGLIONE


 Meritano tutta la derisione dei musulmani: vedi che figura barbina! Iniziativa clerical-statalista alla moschea "contro la violenza". Non si presenta nessun islamico e nemmeno l'imam. Solo un vescovo, du carabinieri, tre vecchi sacrestani, na femminista e quattro zecche solite.

RISATE DI COMPATIMENTO DA PARTE DEL MASTINO: ditelo al vescovo, so che in curia qualcuno mi legge

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L'OBBEDIENZA DEL PAPA


PRIMA DELL'OBBEDIANZA AL PAPA


La potestà di insegnare, nella Chiesa, comporta un impegno a servizio dell’obbedienza alla fede. Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo.

(Papa Benedetto per ascensione e insediamento a San Giovanni 2005)


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CARLO VE MAGNEREBBE A TUTTI


Gli hanno dato a Bergoglio il premio "Carlo Magno, per aver contribuito come nessun altro alla pace"... e via col solito disco rotto dei muri da abbattere e dei ponti da costruire e la tratta dei clandestini battezzata dal politicamente corretto europeo e ora vaticano "migrazioni". Transeat! Ma una cosa no. E la nota un lettore:

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