Due o tre cose sulla Trilateral a Roma

di Luciano Garofoli Maurizio Blondet 22 aprile 2016

Due o tre cose sulla Trilateral a Roma


Una volta era più facile controllare un milione di persone che ucciderle. Oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone che controllarle”

Zbigniew Brzezinski  in un discorso al Council on Foreign Relations


Lo sappiamo ormai tutti e poi lo dice, seppure molto raramente, anche la televisione: la Trilateral Commission è un’associazione privata formata da una serie di amiconi che svolgono attività di primissimo piano.[1]

Sono titolari di imprese,  manager, professori universitari di primissimo piano, uomini politici influenti, banchieri, giornalisti che ogni tanto sentono il bisogno di ritrovarsi per fare quattro chiacchiere sui vari temi dell’attualità mondiale e per scambiarsi esperienze e suggerimenti.

Una rimpatriata bonaria che periodicamente è giusto fare per rivedere dei vecchi amici e siccome nessuno di loro ha problemi economici, si vedono dove capita, ma sempre in posti ameni ed accoglienti  per unire l’utile al dilettevole, ma poi si trovano sempre dei gentili amici degli amici che pagano il conto delle spese.

Già che ci sono, sempre per un senso di innata cortesia, invitano a queste bisbocciate anche membri del governo dei paesi ospitanti tanto per non essere scortesi nei loro confronti, in fondo si parla anche di politica e quindi degli esperti del settore fa sempre bene sentirli.

L’idea di creare questa specie di esclusivo “club service ad altissimo livello” venne nel 1973 a David Rockefeller il quale come tutti sappiamo appartiene ad una famiglia di nullatenenti americani in quanto nemmeno un cent è intestato a lui, o a qualcuno della sua famiglia, ma è di proprietà di una Fondazione che porta il suo cognome.

Qualche tempo fa Randy Whitestone di Bloomberg News (una delle testate di informazione economica più quotate al mondo) così scriveva a proposito di questa Foundation (che per legge negli USA non paga tasse in quanto classificata come ente benefico):

“Zeppi di quadri di  Monet e Gauguin gli uffici della Rockefeller sono immutati rispetto a cinquanta anni fa. Chi entra nella suite numero 5600, nel grattacielo di settanta piani costruito da John Junior durante la “grande depressione”, è come se entrasse in un posto dove il tempo si è fermato. La fortuna di questa famiglia deriva da una serie du trust costituiti nel 1934 e che sono gestiti ancora in maniera indipendente dalle stanze di questa splendida suite da manager specializzati che niente hanno a che fare con la famiglia stessa. Indipendente è anche il fondo dei fratelli Rockefeller dotato di svariati milioni di dollari creato nel 1940 e destinato alla beneficienza. Di suo David possedeva solo il 5% delle quote del Rockefeller Center monumentale costruzione a centro di New York, ma che è stato ceduto per (la modica cifra, quasi un tozzo di pane) 1,85 miliardi di dollari già qualche anno fa.

La famiglia non mantiene alcun impegno diretto con le aziende di quella che fu la fonte delle sue fortune cioè la Standard Oil, né tanto meno con la Rockefeller Foundation che possiede le azioni di tutte le società del loro impero finanziario. Gli eredi rimangono in contatto tra loro: si ritrovano tutti in una riunione annuale a Pontico Hills a nord di New York.”

Che vi dicevo? David è un benefattore dell’umanità: pensate che tra le altre cose ha finanziato e finanzia con milioni di dollari annui,  il Planning Family per il controllo delle nascite a cui si deve anche lo sviluppo degli studi e la realizzazione della pillola anticoncezionale, la propaganda per la legalizzazione dell’aborto e dell’eutanasia.

Nel 1973 il caro David pensa, dunque, di riunire “amici” di tre continenti: Asia, America ed Europa e di fondare una Commissione che favorisse lo sviluppo delle relazioni tra questi tre continenti in previsione futura della creazione di un Governo Mondiale.

Scherzi a parte, la Commissione Trilaterale è uno dei “poteri forti” che governa e dirige il mondo. Forse è la sintesi dei vari “poteri forti”. Tutto quello che fa è rigorosamente coperto da segreto, da un velo di discrezione e da una forte privacy: le notizie fornite dalla informazione pubblica e dai media mondiali sono sempre state molto scarse e discontinue. Qualche anno fa David Rockefeller ebbe modo di ringraziare i numerosi e selezionatissimi giornalisti, sempre presenti alle riunione di questa organizzazione, per aver saputo tenere con costanza e perseveranza il segreto e rendendo possibile il raggiungimento degli obiettivi che si erano prefissati i grandi del mondo. La Trilateral, quindi, concerta un’azione comune delle élites delle tre grandi aree del mondo industrializzato in vista della definitiva nascita di un “nuovo ordine mondiale“.

Ed anche questa volta non è di certo mancata la discrezione intorno alla riunione di Roma.

Qualcuno ha letto qualcosa sui giornali italiani? Qualche TG ha almeno accennato a questo raduno? Ma via hanno o no diritto ad un minimo di privacy queste persone soprattutto con tutti i malintenzionati che oggi girano per il mondo!

L’Hotel Cavalieri Waldorf Astoria di Roma Monte Mario ha avuto l’onore di accogliere questa riunione di grandi del mondo che dopo ben 33 anni torna a riunirsi in Italia.

Tutto ciò ha un significato preciso? Sottende qualche tipo di valenza particolare? Non lo sappiamo e forse non lo spremo mai, con buona pace dell’onorevole Borghesio che ha chiesto di entrare in quanto cittadino e parlamentare europeo, prontamente bloccato da una efficientissima security e che ha protestato dicendo: “Questa è una setta segreta che decide a spese dei popoli!!”, ma che più di tanto non può fare.

Come si dice protesta di cittadino non arriva in cielo!

Il plenary meeting 2016  prende l’avvio in un salone seminterrato dalle luci soffuse.

Questo il programma:

Shaping the Future of Italy in Europe

Un progetto per il futuro dell’Italia in Europa
Where is the European Project Heading?

Dove si sta dirigendo il progetto europeo?
Allocuzione al Quirinale con il Presidente della Repubblica Mattarella
The Middle East in Turmoil

Il Medio Oriente in subbuglio
Where is Russia Heading?

Dove va la Russia?
The North Korean Nuclear & Missile Threats

Missili e minacce nucleari Nord Coreane
Where is China Heading?

Dove va la Cina?

The United States Presidential Elections

Le elezioni presidenziali americane

International Migration & Refugee Flows

Migrazioni internazionali e flussi dei profughi
Coping with Digital Disruption

Affrontare le turbative digitali
Conclusioni del presidente della Trilaterale.

 

In platea ci sono politici, accademici e uomini d’affari che arrivano dai i tre continenti che compongono la Trilateral.

Siedono attorno a piccoli tavoli circolari, cinque alla volta, i cognomi stampati in grandi caratteri neri su sfondo bianco. La sala è piena, ci sono almeno 200 persone. Tra questi Jean Claude Trichet, ex presidente della Bce e presidente del gruppo europeo della Trilateral, il suo predecessoreMario MontiHerman Van Rompuy (toh chi si rivede sembrava sparito ed invece …), l’ex ministro turco Ali Babacan, l’ex ministro degli Esteri della Corea del Sud Han Sung-Joo, il russo Alexei Kudrin, i numeri uno di Intesa e Unicredit Carlo Messina e Giuseppe Vita. Per l’Italia, anche la deputata renzianissima Lia Quartapelle e Lapo Pistelli, ora all’Eni. Sabato sono attesi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che discuterà di Medio Oriente, ed Enrico Letta, nei panni di preside di Science Politiche a Parigi.

La cosa particolare è che questo meeting vede il debutto in “società” della star del governo Renzi l’immarcescibile ed inossidabile Ministra Maria Elena Boschi, accompagnata da due pesi massimi del renzismo come Andrea Guerra (ex ad di Luxottica e per un anno consigliere a palazzo Chigi) eYoram Gutgeld[2], deputato Pd e commissario di governo per la spending rewiew (a sua volta membro della Trilateral). Sembra tanto, questo padrinaggio, la cerimonia di ingresso in loggia, ma queste sono solo illazioni e fantasie malate di chi scrive!

A condurre e moderare l’incontro è stata chiamata niente meno che la presidente della Rai, Monica Maggioni, molto a suo agio nel ruolo.

Durante i tre giorni di intensi lavori, i delegati sono stati ricevuti anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

ttps://www.youtube.com/watch?v=osAOCzCZFM0

e, poteva mancare, Papa Francesco. Forse che papa Badoglio ripeterà alla ristretta e selezionatissima delegazione: “Chi sono io per giudicare tutti i “doni”, che farete e state preparando all’umanità? Spero proprio che ci manderete ancora tanti milioni di migranti veri doni e non oneri!”

Ma l’onore di iniziare la trattazione degli argomenti spetta al tema “Il futuro dell’Italia in Europa”in omaggio alla nazione ospitante.

Ed è proprio la Ministra Boschi che inizia a trattare l’argomento e chi meglio lo può fare? Si rivolge ai presenti in un inglese abbastanza semplice ma senza intoppi e fluente, tutta presa dal suo ruolo, serena. Molto elegante in pantaloni neri e giacca bianca presenta a lor signori quello che in due anni è stato fatto dal governo Renzi: Jobs Act, riforma della scuola, della Costituzione nuova legge elettorale, “Italy is back”, l’Italia è tornata, è il senso del suo intervento: le incertezze del passato sono alle spalle, si volta pagina, questo governo non intende ripetere gli errori dei predecessori.

Gutgeld poi presenta una serie di slide che confrontano i dati su Pil, debito e occupazione con quelli dei principali partner europei, correndo anche il rischio di urtare qualche suscettibilità tra i francesi, i tedeschi e gli spagnoli in sala, e annuncia l’obiettivo di un ulteriore taglio delle tasse a favore del ceto medio. Ad Andrea Guerra spetta invece l’arduo compito di raccontare l’Italia “come una grande start up”, accogliente verso gli investitori, pronta a farsi valere con “una nuova generazione di imprenditori” e la capacità di aprire nuovi settori.


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