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ANTIDOTI

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ANTIDOTI

STREETFOOD

Come cambia il costume. A me è stato insegnato (tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…) che mangiare camminando per strada è di cattivo gusto.

Adesso è talmente trendy che è stato necessario coniare un termine (inglese, ovvio) apposito: streetfood. Così, giovanotti apneici in sofferti slim telefonano con una mano e reggono pizza sbrodolosa con l’altra, pulendosela frettolosamente nei jeans angosciosi quando incontrano qualcuno che tende loro la sua, di mano, per salutarli. Vezzose signorine, cane al (lunghissimo) guinzaglio e occhio allo smart, tracannano acqua direttamente dalla bottiglia come portuali.

Perché, si sa, berne almeno due litri al giorno fa bene. Alla prostata.

Sempre ai miei tempi, anche gli straccioni si vergognavano di mostrarsi lisi. Oggi i calzoni lacerati sono un must. Sulle gambe di oves et boves (latino di cortesia). Orwell si sbagliava: non è vero che se c’è una speranza è nei prolet.

Siamo tutti diventati prolet, e non c’è più speranza.



Le donne della delegazione italiana in visita d’affari in Iran si sono messe il velo in testa perché in quel luogo sono vietate le donne a capo scoperto. Ma sono vietati anche gli omossessuali dichiarati. Grave sgarbo, dunque, la presenza di Scalfarotto. Rohani ha abbozzato. Ma Renzi non lo sapeva? O forse non può non portarselo dietro? Boh.


INTEGRAZIONE

Un lettore del «Giornale» (2.4.16) ha scritto alla pagina della posta raccontando il sistema di integrazione culturale, semplice ma geniale, in uso a Baghdad nel luglio 1970. Lui e un suo amico, turisti, dati i quaranta all’ombra erano in maglietta e calzoncini. All’ostello li avvertirono che, in tale tenuta, sarebbero stati arrestati (galere irakene). I due si integrarono all’istante.



Oggi ho visto un povero che chiedeva l’elemosina con il cappello in una mano mentre con l’altra reggeva all’orecchio un cellulare di ultima generazione e conversava animatamente. Superatolo, dietro l’angolo ce n’era un altro che faceva la stessa cosa. La domanda è: adesso usa così o mi sono perso qualche passaggio?


GENI

In tanti anni di carriera kattolica ho incontrato, nell’ambiente, un numero spropositato di geni, uno più intelligente dell’altro, ognuno dei quali ha la soluzione in tasca e sa tutto meglio di chiunque. E ancora mi chiedo come mai, vista cotale disponibilità di cervelli, siamo sempre alla canna del gas.


PETROLIO

Titolo di una lettera di un lettore a un giornale: «Solo da noi trovare il petrolio è una disgrazia».



EBETI

L’invenzione dello smartphone ha rimboschito le città. Intere foreste di ebeti si aggirano in strada, nei negozi, sui marciapiedi, sui mezzi pubblici, ed è impossibile che non ti urtino, ammaliati come sono dallo schermuccio, che scrutano con espressione bovina anziché badare a dove mettono i piedi. Quando faranno il monumento a Jobs, potranno risparmiare dimezzando la sua profezia all’umanità: Stay fools.


CICOGNE

Tra aborti e denatalità a rimetterci di più sono state le cicogne. Le quali, allora, si sono dette: signori miei, voi fate i furbi ma neanche noi siamo fesse. Infatti, non migrano più, alte e maestose nei cieli, verso l’Africa all’arrivo dell’inverno. Ma si piazzano nelle discariche, dove da mangiare si trova senza bisogno di lunghi e defatiganti trasvolate. Date le loro dimensioni, nemmeno gli aggressivi gabbiani osano concorrere. I poeti di tutto il mondo e i cineasti russi dovranno farsene una ragione. Adieu anche a questa.


COMANDARE

Dover obbedire a imbecilli è la cosa peggiore del mondo: miriadi di soldati sono morti per questo e miriadi di persone hanno sofferto l’inferno in terra. Bene, leggendo questa frase tutti assentiamo convinti. Convinti, del pari, che gli imbecilli siano gli altri. Ringrazio Iddio di non avermi costituito in autorità su nessuno. Dio è davvero misericordia: ha inventato il Purgatorio per tutti quelli che hanno fatto danni in assoluta buona fede.


ENI

Da una parte Renzi fa il muscolare con l’Egitto, ma dei Chiarelli padre e figlio assassinati in Zimbabwe non pare gli importi (tanto, erano cacciatori…). Dall’altra Riccardo Pelliccetti del «Giornale» ricorda che poco prima della misteriosa morte del collaboratore de «Il Manifesto» la nostra Eni aveva scoperto un immenso giacimento di gas e stretto accordi con l’Egitto. Se Italia ed Egitto rompessero, qualche altro «alleato» potrebbe subentrare…



Stalking di massa e a tappeto: le pubblicità cartacee quotidiane dei supermercati nelle buche delle lettere e le telefonate ossessive con «offerte» di nuovi piani tariffari. Per le prime non ho ancora soluzione. Per le seconde voglio provare così: insulti sanguinosi in risposta per un periodo di tempo sufficientemente lungo a far sì che ogni compagnia cerchi in rosso il mio numero per segnalarlo come «escandescente», così che ogni operatore di call-center impari a tenersene alla larga. Se il metodo funzionerà, lo divulgherò presso ogni vecchietta indifesa che non può staccare il telefono perché aspetta in gloria la telefonata dei figli. E che, non di rado, si ritrova dimidiata la scarna pensione dal turlupinatore di turno. Direte che il mio metodo colpisce i poveretti del call-center e non chi li manda? Ogni mestiere comporta dei rischi: se non te la senti, rinunci. Certo è che se ogni telefonata non richiesta venisse accolta da salve di improperi, le compagnie sarebbero costrette a trovare metodi meno invasivi.


SOLDI

Mi è capitato di osservare un curioso fenomeno (non so voi): tutti vogliono soldi. Dal negro col cappello in mano davanti al bar, a quanti mi fermano per strada chiedendomi di contribuire all’ennesima campagna, al nomade che mi aspetta al varco alla porta della chiesa, all’africano che mi porge un foglietto da leggere. Non vi dico che cosa c’è nella cassetta della posta e in quella delle mail. E le telefonate ossessive dei call center. Tutti i giorni, con picchi parossistici alle feste (cristiane). E poi, su su, fino a Equitalia, a Renzi, al Papa. Tutti vogliono soldi. Tutti. Soldi.


MEZZIPUBBLICI2

Milano è la capitale italiana delle multe alle auto. Così, ho deciso di prendere il tram. Uno di quelli moderni, snodati, con più vagoni. Tre euro, andata e ritorno (sì, perché uno che va, di solito torna). Io. Il vagone finale era interamente popolato di giovanotti africani, stravaccati e coi piedi sui sedili. Avranno pagato il biglietto? Si accettano scommesse. Il mezzo di superficie mi sballotta come se fossi su un brigantino a Capo Horn. Anche le vecchiette che non hanno trovato posto. Aver compassione dei più deboli è roba da cristiani, le altre «culture» manco ci pensano. Ritenete che la giunta arancione verrà spazzata via dai milanesi esasperati? Scordatevelo.


MEZZIPUBBLICI

Campagne su campagne per convincere il cittadino a lasciare l’auto a casa e usare il mezzo pubblico, che non inquina e non intasa. Multacontinua alle auto e prezzi del biglietto a 1,50 euro (e siccome chi va torna sempre, sono seimila lire a botta). Così, un posto fondamentale come Milano diventa ostaggio di quattro gatti che scioperano, guarda un po’, tutti insieme: treni, autobus e metro (tranne, guarda un po’, i taxi). E, sempre guarda un po’, di venerdì, quando il disagio inflitto è massimo. Chi lavora a Milano, infatti, il finesettimana va verso i laghi. Così, colonne sulle autostrade. Cioè, inquinamento. Lo scioperante dei trasporti è l’unico (con quello della sanità) che danneggia non il suo datore di lavoro ma il popolo. Privatizzare? Seeeeh (v. ultimo film di Checco Zalone)!


SUICIDI

Qualcuno dovrà prima o poi indagare se esiste una correlazione tra l’assenza di predicazione sull’Inferno da parte dei preti e il dilagare dei suicidi (richiesta di eutanasia compresa). Cioè: qui soffro troppo; di là o non c’è niente o, se c’è un Dio, è pura misericordia.


MARRAKESH

Stamattina, mentre solcavo il mercato all’aperto cercando di aprirmi un varco tra avventori e sfaccendati, dietro di me un marocchino, impegnato nella medesima sgomitata, gridava stizzito: «Questo no Italia! Questo Marrakesh!». Infatti, tutti i bancarellari erano marocchini e tutti i clienti, tranne me, maghrebini. Il poveraccio si sarà detto: ma come, ho pagato lo scafista e affrontato perigliosa traversata per ritrovarmi esattamente come prima?



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